Vorrei spendere questo pomeriggio e questo spazio che mi è dedicato a mettere i puntini sulle i su una questione abbastanza spinosa, ovvero quella dei cartellini e degli ingaggi. Nella mia formazione, puramente ingegneristica, ho avuto la fortuna di fare un corso di economia aziendale, peraltro superato in maniera brillante, che mi ha aiutato molto nel capire le questioni di bilancio. Cercherò quindi di spiegarle anche a voi per fare chiarezza su un punto molto spinoso, quello del confronto tra cartellini e parametri zero.

Innanzitutto è bene fare una distinzione importante in termini di bilancio. Un bilancio è composto da due prospetti: stato patrimoniale e conto economico. Quando sentite parlare di “tot milioni di attivo o passivo” quello che sentite è in realtà il totale del conto economico, dopo le tasse. Lo stato patrimoniale è il “quadro d’insieme” tra i vari esercizi dell’azienda, il conto economico, invece, è di fatto una rappresentazione dell’ultimo anno. Immaginatevi una piscina piena d’acqua: lo stato patrimoniale rappresenta la quantità d’acqua all’interno, il conto economico quanta ne avete messa o tolta in un lasso di tempo (in questo caso, un anno)

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Questo è lo stato patrimoniale del Milan all’ultimo bilancio. Possiamo notare che il Milan ha 2,4 milioni di fondi TFR (a qualcuno fischiano le orecchie – qualcuno che si è inventato megaliquidazioni che bloccano tutto?), 375 milioni di debiti verso le banche compensati con 131 milioni di crediti. I calciatori, in questa voce, sono sotto immobilizzazioni immateriali – valutati, almeno a bilancio, 185 milioni di euro.

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Questo è il conto economico, come possiamo vedere la perdita di 15,7 milioni di euro va poi a finire nel passivo dello stato patrimoniale come perdita del gruppo. (In passivo poiché se l’azienda è in utile, teoricamente, quei soldi sono dovuti ai soci). Questo fa sì, peraltro, che la somma di attivo e passivo dello stato patrimoniale sia sempre 0. Farei notare, tra l’altro, che la perdita del Milan 2013 è dovuta totlalmente ad imposte e a proventi ed oneri finanziari, non alla gestione. 278,713 milioni – il totale dell’attivo, è il famoso fatturato del Milan 2013. Le voci su cui vorrei che poneste l’attenzione sono in particolare le seguenti

  • Immobilizzazioni immateriali. Rappresenta il totale del valore dei giocatori in rosa
  • Disponibilità liquide. E’ la cosiddetta “liquidità” per acquistare giocatori e pagare stipendi. Sono, praticamente, i soldi in cassa in quel momento. Ci sono poi altri modi per pagare, ovviamente, tra cui i crediti, ma nella nostra idea semplificata supponiamo di pagare “cash”
  • Utile / Perdita del gruppo. Ovviamente, è quello che va poi nel conto economico a fine anno.
  • Costi per il personale. Nel conto economico. Sono gli stipendi.
  • Ammortamenti e svalutazioni. Vedi paragrafo sotto.

Cos’è l’ammortamento? E’ ciò che rappresenta la svalutazione di un bene. Esempio: prendete un giocatore a 20 milioni e gli date 5 anni di contratto. Al termine dei 5 anni, quel giocatore deve valere 0 euro tramite svalutazioni progressive. Ci sono molte politiche di ammortamento, dato che è a discrezione della società. Nel nostro caso facciamo finta che siano lineari, ovvero che il giocatore venga ammortizzato per la stessa cifra negli anni di contratto. Nel caso di parametri zero non c’è ammortamento poiché il giocatore non è stato acquistato e quindi il suo valore a bilancio è zero. In caso di vendita, inoltre, se il giocatore è stato ceduto ad una cifra più alta di quella a bilancio in quel momento viene fatta una plusvalenza, in caso contrario viene fatta una minusvalenza. Plus e minusvalenze incidono nell’attivo o nel passivo del conto economico (sotto ricavi delle vendite e delle prestazioni).

A questo punto vediamo cosa succede in due casi molto limite:

  • Giocatore preso a parametro zero con 4 milioni netti di ingaggio l’anno (Mexes) per 4 anni.
  • Giocatore che costa 20 milioni di euro con 1,5 milioni netti di ingaggio l’anno per 4 anni.

In entrambi i casi, per 4 anni, la spesa è di 32 milioni di euro. L’impatto sul bilancio, però, è radicalmente diverso.

Partiamo dal secondo caso, quello di un giocatore pagato. Supponiamo che il pagamento avvenga tutto in una tranche (è possibile, comunque, anche un pagamento rateale, ma non è obbligatorio). Cosa succede a bilancio, a livello di stato patrimoniale?

  • Primo anno
    • Immobilizzazioni immateriali: +20 milioni
    • Disponibilità liquide: -20 milioni
    • Costi per il personale: -3 milioni
    • Utile/Perdita: +3 milioni (più le tasse) – N.B. 3 milioni sull’utile con segno positivo vuol dire 3 milioni di perdita
    • Ammortamento: -5 milioni
    • Fondo ammortamento: +5 milioni
  • Secondo, terzo e quarto anno
    • Costi per il personale: -3 milioni
    • Ammortamento: -5 milioni
    • Utile/Perdita: +3 milioni (più le tasse) – N.B. 3 milioni sull’utile con segno positivo vuol dire 3 milioni di perdita
    • Fondo ammortamento: +5 milioni

L’impatto sul passivo, risultato del conto economico, è quindi di 8 milioni per ognuno dei 4 anni. Ma c’è da considerare l’abbassamento della liquidità societaria in favore di una immobilizzazione che viene progressivamente svalutata. La crescita del fondo ammortamento, inoltre, va in teoria ad aumentare il lato passivo dello stato Patrimoniale, ipotizziamo sotto la voce debiti.

Vi è quindi un’uscita di cassa per il cartellino che non va nel conto economico poiché “trasferita” nelle immobilizzazioni ma comporta una diminuzione della disponibilità liquida. Nel conto economico vanno stipendio ed ammortamento – il quale, facendo stavolta diminuire il costo del bene nello stato patrimoniale, va compensato con un aumento del debito. A livello di conto economico, quindi di attivo/passivo finale, questo non viene segnalato.

Vediamo cosa succede, invece, per un parametro zero

  • Primo anno, secondo, terzo e quarto anno
    • Costi per il personale: -8 milioni
    • Utile/Perdita: +3 milioni (più le tasse) – N.B. 3 milioni sull’utile con segno positivo vuol dire 3 milioni di perdita

E’ quindi evidente che la “scelta” tra Parametri Zero e Cartellini tale non è. Seppur ai fini del conto economico prendere un giocatore a zero da 4 l’anno per 4 anni e prenderne uno da 20 mln pagandolo 1,5 l’anno sono la stessa cosa – a livello di stato patrimoniale così non è.

  • E’ necessaria la liquidità. Liquidità che deve essere già in cassa a bilancio “storicamente” e che nessun attivo / passivo, nessun fatturato che rappresenta comunque un flusso può indicare. Liquidità che a bilancio 2013 è di 3,2 milioni di euro (vi dice qualcosa? Quanto abbiamo pagato Rami in estate?).
  • E’ necessario poter ammortizzare il giocatore, non solo a livello di conto economico ma anche a livello di stato patrimoniale. In parole povere il debito prodotto dall’ammortamento sullo stato patrimoniale deve essere sostenibile.

C’è di più: in caso di cessione, a livello di fatturato, un parametro zero porta nel fatturato tutti i soldi che vengono offerti, un cartellino soltanto l’eventuale plusvalenza. Ovviamente è molto più probabile ricevere offerte più alte per un cartellino “pagato” – ma non è detto che sia sempre così.

Spero di aver risolto con le mie pur limitate competenze, qualche dubbio che aleggiava da tempo. Che si impari, soprattutto, che il bilancio di una società non è rappresentato dal solo conto economico, dal solo fatturato e dal solo attivo/passivo risultante ma c’è dietro molto di più. Che si capisca che quella dei parametri zero non è scelta, ma necessità imposta dall’alto. E che si torni a vincere quanto prima, per non dover più parlare di queste cose.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.