Ebbene si, il derby è già iniziato.
Il fischio di inizio è avvenuto su twitter, grazie all’hastag #MilanInter lanciato proprio dalla società rossonera con cui, beffeggiando i cugini, cita il derby del 19 Maggio 2003.
Derby che, per altro, portò la finale di Champions e la conseguente vittoria dei rossoneri.

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Subito pronta la risposta dei nerazzurri che citano il 4-0 rifilato da Mourinho al Milan il 29 Agosto del 2009 che ha aperto il triplette ai nerazzurri.

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Il Milan, su Twitter, comanda con 2.280.000 contro i 686.000 dell’Inter.
Insomma, per la prima volta nella storia del calcio italiano si è cercato un modo per avvicinarsi ai modelli delle squadre straniere le quali, da questo tipo di comunicazione, si sono create brand internazionali senza barriere.
Uno sfottò da bar, se così si può chiamare, che è diventato un evento che ha portato il derby ad accendersi ancora prima del fischio del calcio d’inizio sul terreno di San Siro.

San Siro, un vero e proprio tabù per i rossoneri.
In questa stagione, i ragazzi di Inzaghi han vinto e pareggiato in trasferta, dove si sono presi per ora la fascia di imbattuti.
Ma è tutta un’altra storia a San Siro, dove han rimediato le due sconfitte con il Palermo (quella più clamorosa) e contro la Juve (più o meno contata a priori dai tifosi rossoneri).
Una cosa che, Inzaghi non può non notare e tollerare.
Infatti, ha prontamente chiesto “una bolgia” stasera per aiutare i suoi ragazzi in una partita che, sulla carta, è sempre difficile.
Nonostante le difficoltà dell’Inter, nonostante le difficoltà del Milan e nonostante le rose inferiori agli anni d’oro delle due squadre.
Il Derby è sempre un derby.
Quando si parla di Derby, infatti, non si parla mai di una partita normale.
Quello di domenica sarà il derby numero 213; la storia consegna, seppur di poco, il primato cittadino all’Inter, che ha vinto 76 stracittadine. Il Diavolo si ferma a 74, mentre i pareggi sono stati 62.
L’ultimo derby giocato risale al 4 maggio 2014, quando a trionfare è stato il Milan grazie ad un colpo di testa vincente di Nigel De Jong.

Come dicevo, non sarà mai una partita come le altre, anche se i periodi cambiano, i giocatori cambiano e le storie cambiano.
Una volta in campo avevamo gente del calibro di Baresi, Franco e Giuseppe, Zanetti, Maldini, Sheva, Eto’o, Ronaldinho e chi più ne ha più ne metta.
Ora ci ritroviamo a giocare con Ranocchia, Nagatomo, Dodò, Saponara, Zapata, Essien etc..
E con questo tutto il rispetto per i giocatori che ho elencato.
E’ solo un modo per sottolineare come, in entrambi i casi, siano cambiate parecchie cose: dalla società, ai giocatori, alla storia.
Una volta si lottava per gli scudetti.
Si lottava per un posto in Champions.
Ora resta una partita a sé, bella, ricca di emozioni e pur sempre ricca di significato per entrambe le tifoserie.
Ma nulla di più.

E questo dispiace, prima di tutto a chi ama il calcio, perché stiamo parlando di una decadenza libera del calcio milanese.
Un calcio che per anni, seppure con qualche aiutino (vedi calciopoli e le vittorie dell’Inter), ha comunque trionfato non solo in Italia, ma anche in Europa.
E in più dispiace soprattutto da tifosa, perché spero sempre in una crescita del nostro amato Milan.

Crescita che deve partire proprio da stasera.
Invertiamo la rotta: certo non porterò uno scudetto, ma può portarci in una zona in cui si è vicini all’ingresso in Champions.
Può servirci per il morale, considerando che non vinciamo dalla partita contro l’Hellas.
Può servire a Inzaghi stesso e ai suoi ragazzi.
Indipendentemente dai moduli, dai giocatoti a disposizione e dai tifosi: si deve vincere.
Per la classifica, per il morale e perché è il derby: sempre e comunque importante per entrambe le tifoserie.
Un gol di culo, letteralmente, un gol di testa, su punizione o di petto: va bene tutto.
Tutto purché si porti a casa il bottino pieno dalla partita di questa sera.
Mi piacerebbe mantenere il primato rossonero di Milano in questo anno, dopo che gli anni scorsi han sempre vinto e ci hanno sempre beffeggiato anche quando avevamo una squadra nettamente superiore.
Quindi mi auguro che, da San Siro, stasera io torni felice e contenta.
Mi auguro che, i ragazzi e lo stesso Inzaghi, scendano in campo con il fuoco negli occhi e la voglia di vincere una partita importante per noi, per i tifosi soprattutto.
E mi auguro che, la bolgia di San Siro, aiuti i ragazzi e li trascini a suon di cori invece che rimanere zitti e accondiscendenti senza carattere, come accaduto troppo spesso e troppe volte negli ultimi anni.
San Siro era e deve tornare ad essere il fortino del Milan.
Era e deve tornare ad essere il 12° uomo in campo ed è questo che mi auguro per stasera, più di ogni altra cosa.
Visto, per altro che, con il cambio allenatore e con Mancini, loro hanno motivazioni più che forti.

“Senza di voi, non siamo noi”
Slogan perfetto per questo finale di editoriale: NOI CON VOI.
Ripartiamo insieme: noi ci siamo, ora sta a voi vincere per noi.
#ForzaRagazzi e sempre #ForzaMilan

MargheritAxen

Posted by MargheritAxen