Avere qualcosa da dire non è una qualità che hanno tutti. Ci sono persone che non hanno argomentazioni, persone che non ci arrivano proprio, persone che se anche dicono qualcosa la dicono sbagliata. Applicato questo discorso al calcio potremmo accorgerci che il Milan degli ultimi anni rappresenta colui che non ha più niente da dire, e che se anche dicesse qualcosa la direbbe male. Ieri invece va preso atto di una nuova situazione, qualcosa da dire il Milan di Filippo Inzaghi ce l’ha eccome.

Non siamo più la grande squadra in caduta libera, goffa e lenta contro cui le piccole si divertivano a fare punti, ora siamo una squadra vera. Una squadra che lotta, che corre, che ha grinta, che se gli concedi il fianco ti schianta. Un gruppo in cui tutti vogliono emergere, in cui non ci sono gerarchie fisse ma viene premiato il lavoro. Per avere un gruppo così bisogna riconoscere che il primo requisito fondamentale è avere un leader che imponga le sue idee senza valutare altre situazioni se non quelle date dal campo. Si diceva che Inzaghi fosse uno ‘yes man’ messo lì per assecondare le scelte dirigenziali senza fiatare. Beh, mi sembra che invece Filippo gli stessi attributi mostrati in campo in maglia e calzoncini, li abbia in camicia e cravata e seduto su una panchina.

Ma questo Milan non è solo Inzaghi. E’ anche e soprattutto chi va in campo finalmente con la voglia di sputare sangue per tutti i 90 minuti. Non esistono più figliocci e primedonne, esiste il Bonaventura che gioca al posto di El Shaarawy perchè in quella partita servono le sue caratteristiche così come esiste l’El Shaarawy incazzato che poi quando serve e viene impiegato ti fa una partita perfetta. Insomma, gran parte delle cose stanno funzionando bene, e stanno venendo gestite benissimo.

Ed è un peccato che l’opinione pubblica sia così restia a sottolineare quanto di positivo si stia costruendo, talvolta falsando le idee del milanista medio che sempre più sta diventando criticone a prescindere. Se il Milan ieri vince è perchè ha avuto fortuna a sfruttare gli errori del Verona, mentre la Juventus contro il Sassuolo pareggia per puro caso dopo una partita dominata in lungo e in largo (ma dove). Allo stesso modo viene incensato Cristante dopo un assist in coppa di Portogallo contro lo Sporting Corvilha, squadra che occupa l’undicesimo posto della seconda lega portoghese, la nostra Ternana per intenderci. Addirittura mi è toccato leggere che il rimpianto(?) Bryan sta diventando l’idolo dei tifosi. Forse chi lo scrive ignora il suo minutaggio fino ad ora nel Benfica: 63 minuti. Ed è già l’idolo. Una sorta di Re Mida del pallone insomma. Ma per piacere. Il complottismo a me non piace, ma è davvero un peccato constatare come questo Milan dia fastidio a tutti coloro che erano pronti a sfoggiare le loro penne per scrivere quanto fossimo finiti, quanto fossimo incapaci, quanto fossimo alla frutta. Gli stessi invece dovranno trovare una nuova destinazione per quella penna.

Ma lasciamo stare i giornalai e prendiamo atto, con l’onestà che a loro manca, di ciò che invece anche ieri non sia andato. Impossibile non partire da Fernando Torres, troppo brutto per essere vero. Attualmente il tridente con il falso nueve sembra dare più garanzie, però bisogna anche dire che se lo panchini dopo due partite andate male rischi davvero di non recuperarlo più. Io spero riesca a integrarsi meglio in squadra perchè allo stato attuale sembra il Fernando di Torino, impacciato e mai pericoloso in area. Oltre Torres è evidente come la coppia Essien-Muntari sia inadeguata, anche ieri troppi passaggi sbagliati, troppa sufficienza e incapacità di gestire i palloni che trafficano per il centrocampo. Addirittura hanno fatto sembrare Poli il centrocampista totale, in confronto. Urge una presa d’atto da parte di Inzaghi che quei due debbano essere delle riserve e niente più, onde evitare danni futuri. La solita altra nota dolente è Bonera, io ancora non mi capacito perchè in un modo o nell’altro riesca a giocare e a fare disastri, perchè è allucinante come l’algoritmo Bonera in campo->gol subito stia diventando una nuova legge matematica da far studiare a scuola.

Per chiudere: materiale su cui passare altre innumerevoli notti insonni Inzaghi ne ha, e non poco. Però preferisco per una volta concentrarmi su quanto di positivo è stato fatto finora ed essere fiducioso che le cose possano andare finalmente bene.
Sono fiero delle partite che ha disputato la mia squadra in questa stagione, continuo a vedere tantissima voglia e grinta, capisaldi per costruire una buona stagione e un punto di svolta, che se ti chiami Milan deve per forza arrivare.4

Siamo ancora vivi.

La nobile decaduta non esiste più.

Mattia Urbinati

Posted by Mattia Urbinati

Prima c’era il gioco del calcio, poi è arrivato il Milan. Da quel momento tutto è cambiato. (L'Equipe)