“Ti dico bentornato perché mi sei mancato, ma dal mio cuore non te ne sei mai andato!”

Ho voluto iniziare citando il bellissimo ed emozionante striscione fatto per Ricky, al suo ritorno in rossonero, per dare il bentornato al nostro campionato!
Oggi, alle 15.00 giocheremo in un campo importante, un campo che ci ha portato tanta ma proprio tanta sfortuna nella nostra storia e che speriamo tutti insieme di ribaltare sia la sfortuna che la storia.
Perché Verona non sarà mai solo un campo di calcio.
Verona per i rossoneri non sarà mai solo una partita.
Verona é per i rossoneri come il tallone per Achille.
Per chi non lo sapesse, la vicenda narra che l’eroe Achille sarebbe stato immerso, bambino, dalla madre Teti nelle acque del fiume Stige, così che divenisse invulnerabile. Per immergere Achille, la madre dovette tenerlo per il tallone, che rimase così l’unica parte vulnerabile.
Ecco, forse per il Milan e per i milanisti, purtroppo, non è l’unica parte vulnerabile Verona, ma possiamo definire questa partita sicuramente un tallone di Achille Rossonero.

Non sono certo un’amante della storia, che sia essa scolastica o calcistica, e ammetto anche che questo è il mio primo articolo riguardante questa tematica, per me nuova a livello di scrittura, ma mi sembrava opportuno rimarcare l’importanza di questa trasferta anche tramite la nostra storia, non certo fortunata al Bentegodi.

Analizziamo brevemente i precedenti per chi non li sapesse.
E’ il 20 maggio 1973, ultima giornata di campionato. Il Milan è al comando della classifica con 44 punti. Seguono a un punto Juventus e Lazio.
Per uno strano destino del calendario tutte e tre le squadre giocano in trasferta: il Milan a Verona, la Juve all’Olimpico contro la Roma e la Lazio a Napoli.
Era lo scudetto, possibile, della stella.
Al Milan basta un punto, l’impresa non sembra proibitiva, tanto più il Verona non ha particolari stimoli di classifica.
Invece succede l’incredibile, al fischio d’inizio il Verona iniza a giocare mentre i rossoneri sono impietriti, immobili. Dopo solo 29 minuti il Milan perde già 3-0. Il primo tempo termina 3-1. Rocco si precipita negli spogliatoi, cerca di scuotere i suoi ragazzi, ma quando inizia la ripresa sono ancora i padroni di casa ad andare a segno, per ben due volte. Il Milan segna due reti nel finale con Sabadini e Bigon ma sono gol inutili. Finisce 5-3.
Alla fine lo vincono i bianconeri il tricolore.

Accadde più o meno la stessa cosa, ma con meno reti nel 1990.
Il Milan va a Verona nella penultima giornata di campionato, e si gioca il tutto per tutto nella sfida a distanza con il Napoli, impegnato a Bologna.
Rossoneri subito in vantaggio al 39′ con una punizione di Simone non difficile da parare, ma che inganna Peruzzi.
Nel secondo tempo il protagonista della gara diventa l’arbitro, Lo Bello: dopo due interventi molto brutti su Massaro e Van Basten, Sacchi si infuria per il comportamento tenuto dal direttore di gara e viene cacciato. Il nervosismo assale i rossoneri, e Sotomayor pareggia clamorosamente. Il finale è una vergogna: viene prima cacciato Rijkaard per una doppia ammonizione a dir poco discutibile, poi Van Basten, all’ennesimo fallo che non gli viene fischiato, butta la maglia a terra e viene espulso. Infine tocca a Costacurta lasciare il campo, e il Milan ridotto in condizioni proibitive subisce il secondo gol nel finale da Pellegrini.
Ed ennesimo scudetto buttato all’aria.

Siamo nel 2014, oggi, 19 Ottobre.
Non abbiamo uno scudetto da vincere e tanto meno siamo in lotta per tale.
Purtroppo.
Però abbiamo una serie di partite che potranno finalmente dire la verità sulla squadra: chi siamo? Siamo tornati? Possiamo costruire qualcosa di serio ed importante con questi ragazzi? Ed ancora.. Possiamo ambire il prossimo anno a qualcosa di più di una semplice vacanza estiva e una partita a settimana?
Solo il campo può dirlo e purtroppo ci ha posto di fronte ancora il Verona per dimostrarlo.
Ed è ora di girare a nostro favore questo destino: basta chiamarla “fatal Verona”, testa e cuore in campo per prendere i 3 punti.
Basta scheletri nell’armadio, basta trasferte sfortunate: abbiamo l’obbligo e il dovere di cambiare la storia del Milan al Bentegodi e chissà che magari, vincendo, non possiamo aprire un mini ciclo da qui a dicembre, fondamentale ai fini del famoso e ormai sbandierato obiettivo: il terzo posto.
La casa del Milan: la Champions.
Quindi forza ragazzi, forza Pippo ma soprattutto forza Milan!!

MargheritAxen

Posted by MargheritAxen