Come diceva un famoso spot: Josè... a cassa!

E cadde il mito di Mourinho. Non puoi pensare di eliminare il Barcellona impostando una gara difensiva. Mourinho è finito nella brutta copia di se stesso ancora più difensivo di quanto lo fosse stato lo scorso anno. Ma il grosso problema di impostare una gara del genere è che solitamente prima di farlo dovresti segnare e che, come già detto, ti può andare bene una gara ogni cinque, quella in cui tutti gli episodi, arbitrali compresi, ti dicono bene. Si era lamentato Mourinho di trovarsi sempre in dieci contro il Barcellona come se fosse un complotto arbitrale e non come se una espulsione giocando quel genere di calcio fosse ampiamente preventivabile (e già Marcelo è stato graziato prima di Pepe).

La vittoria del Barça è più di una semplice vittoria in una semifinale di Champions League. E’ la dimostrazione che contro l’anti-calcio, come citava el mundo Deportivo prima della gara, il calcio paga. In dieci dietro la linea della palla ci giocavano, 60 anni fa, le squadre scarse tecnicamente per riuscire a a strappare un pareggio in casa contro la prima in classifica, non quella che come rosa e organico è la principale pretendente del Barcellona alla coppa. E una squadra che per la rosa che ha dovrebbe essere fatta giocare diversamente: Benzema, Kakà, Higuain, Ozil tutti in panchina per dare spazio al modulo difensivista e catenacciaro che per una vittoria episodica avvenuta lo scorso anno qualcuno credeva vincente e trasformante squadre mediocri in invincibili.

Il Barcellona non si batte così. Il Barcellona si batte giocando alla pari, come ha fatto Wenger quest anno all’Emirates, con un Arsenal che in 10 vs 11 al Camp nou ha avuto la palla per eliminare i Catalani agli ottavi. Il Barça non ha fatto una grande partita: squadra ferma, lenta, terzini che non si inseriscono, basata sulle giocate di un campione al 51° e 52° gol stagionale. E vedere i giocatori del Real, la squadra storicamente più protetta dal sistema arbitrale nella storia del calcio europeo prendersela col direttore di gara per una espulsione sacrosanta non ha prezzo. Un applauso a Stark, che anche se tardivamente e contro le pressioni ricevute all’inizio della gara ha avuto un arbitraggio impeccabile.

"El puto amo" nel campo

Il Barça va a Wembley, affronterà probabilmente lo United, vittorioso, facile, contro lo Schalke. Quasi due partite fotocopia con uno Schalke che ha affrontato la gara in maniera molto molto simile ai madridisti. In maniera difensiva, salvato più volte dai miracoli di Neuer nel primo tempo, ma che nulla può su Ryan Giggs, giocatore per il quale ho finito ogni aggettivo di elogio, che qualcuno tende a sprecare nei confronti del nostro Seedorf. Ma i tedeschi a differenza dei madridisti sono semplicemente inadatti a una semifinale di Champions e, come il Villareal di cinque anni fa, arrivati qui per “Inter” ricevuta.

Giusto quindi, se questa sarà, trovare questa finale, la migliore possibile, la rivincita della finale di Roma. Ma di questa parleremo più avanti. Un ultimo pensiero sempre al portoghese, abilissimo ad avere i riflettori puntati su se stesso per nascondere gli scarsi risultati. Nel 2006/07 a Madrid silurarono capello perché nonostante la Liga vinta non esprimeva gioco. Basterà una Coppa del Re (briciole) per tenere il portoghese ancora sulla panchina del Real Madrid anche la prossima stagione?

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.