Drogba pietra dello scandalo

Drogba, pietra dello scandalo

Il resto della due giorni di Champions’ League è prevedibilmente passato in secondo piano rispetto allo spettacolo e al sorprendente risultato maturato tra Milan e Barça. Le altre tre partite, comunque, hanno fornito numerosi spunti di riflessione. La derelitta condizione dei rossoneri di quest’autunno viene certificata dalla prestazione del Malaga: la squadra di Pellegrini, che era uscita dominatrice dal nostro girone, si è trasformata in una provinciale catenacciara, che ha potuto quasi festeggiare per aver perso, a Oporto, solo 1-0 contro i padroni di casa. Gol di Joao Moutinho, in uno dei 10 tiri in porta dei portoghesi contro il vuoto pneumatico della squadra di Pellegrini. Ennesima occasione persa a inizio stagione, quella di essere finiti dietro a cotanta squadra e doverci ora sorbire il Barça.

L’altra sfida di martedì, secondo match di cartello dopo Milan – Barça, è stata Arsenal – Bayern Monaco. I numeri parlerebbero di una partita combattuta: l’inerzia del match, a parte brevi momenti, è stata sempre favorevole alla squadra di Heyneckes, che nei primi venti minuti è andata in vantaggio con Kroos e Müller, mandando in bambola la difesa dei Gunners. La squadra di Wenger ha avuto un momento di reazione, con il gol dell’ex di Podolski, ma non è servito a nulla: il solito Mandzukic ha suggellato un 3-1 che, se le cose restano come sono andate nella sfida di martedì, è un’ipoteca per la qualificazione e anche una seria candidatura al titolo, soprattutto in confronto a un Arsenal sempre più incompiuto, e con Wenger sempre più in discussione. 

Quasi più di Milan – Barça, però, la sfida che ha fatto più discutere nei suoi strascichi del postpartita è stata di sicuro Galatasaray – Schalke 04 – a prescindere dal fatto, ovviamente, che sfide come questa e come Porto – Malaga siano un insulto all’intelligenza di chi guarda la Champions’ League, e non vorrebbe sfide come le altre due di questa tornata già agli ottavi di finale. 1-1, gol di Yilmaz (al settimo sigillo in sette gare di Champions’, con buona pace di chi in Italia stava per comprarlo) e di Jones. Partita combattuta, ma con il pallino del gioco sempre in mano ai ricchi turchi, che hanno schierato, per la prima volta in Europa, un impalpabile Sneijder, bocciato a metà partita dopo una prestazione inconsistente e visibilmente fuori forma, e un già più allenato Didier Drogba.

Proprio l’ivoriano ha rappresentato, nel postpartita, la pietra dello scandalo. La compagine di Gelsenkirchen, infatti, ha annunciato in mattinata di avere inviato un reclamo ufficiale alla UEFA per fare chiarezza sulla regolarità del trasferimento di Drogba dallo Shanghai Shenhua, autorizzato dalla FIFA in quanto non gli sarebbero arrivati gli ultimi tre mesi di stipendio (discorso simile a quello di Anelka). Lo Shanghai, invece, ha affermato che il calciatore sarebbe stato d’accordo con la dilazione dei pagamenti: fatto sta, non è una bella pagina per le complicate e inutili regole del calciomercato – ma non è questa la sede. E non è certo una bella pagina per l’alone di correttezza del calcio tedesco.

P.S. Lo so che non è propriamente “Destinazione Wembley”, ma…GRAZIE VIKTORIA!

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.