Il Dortmund può festeggiare: battuti Ronaldo e compagni

Glissando sulla patetica prestazione offerta dal Milan ieri sera, c’è comunque da sottolineare come le grandi europee abbiano fatto, nella giornata di Champions appena trascorsa, molta fatica – qualora ci siano riuscite – ad ottenere un risultato utile. Ne è un esempio il Manchester United, che all’Old Trafford, contro lo Sporting Braga, subisce lo shock di trovarsi sotto di due gol al 20°: Alan trafigge due volte una difesa priva di Evra e di Rio Ferdinand, e la reazione dei padroni di casa, dopo l’1-2 di Hernandez, pare spegnersi. Ma nel secondo tempo entra in campo un’altra squadra, che non incontra alcuna resistenza nel ribaltare il risultato con gol di Evans e ancora di Hernandez. L’undici di Ferguson, a punteggio pieno, è ad un passo dalla qualificazione, mentre al secondo posto c’è il Cluj, che pareggia 1-1 con il Galatasaray grazie al rigore sbagliato da Felipe Melo, vecchia conoscenza del calcio italiano – e che tante gioie ci ha dato in maglia bianconera.

Non che gli attuali indossatori di tale maglia non ce ne diano: la Juventus, infatti, riesce, per la terza volta consecutiva, a pareggiare: ma l’avversario stavolta non si chiama Chelsea o Shakhtar, ma Nordsjælland (ho dovuto chiedere ad un mio amico che sa il danese per scriverlo bene, giuro). I campioni di Danimarca si portano persino in vantaggio con una splendida punizione di Beckmann, che si dimostra degno del suo quasi omonimo inglese, per poi chiudersi a riccio fino al gol bianconero, arrivato con un fin troppo osannato tiro di Vucinic. E se la Juve stenta, non è da meno il Chelsea: al comando del girone E, infatti, c’è la squadra di Lucescu, che chiude la pratica Chelsea con due gol di Alex e Fernandinho.

Come il Manchester United, fatica anche il Barça, che, sotto di un gol nell’unica azione offensiva del Celtic, rischia non riuscendo a segnare. Viene a capo della situazione solo nei finali di tempo: al 45′ riesce a segnare Iniesta, mentre al 94′ (recupero, pare, spropositato) una triangolazione porta al gol Jordi Alba. Barçelona che resta saldamente al comando del girone, col Celtic che mantiene la seconda posizione grazie al 2-1 dello Spartak Mosca sul Benfica – altra vittoria inaspettata, due gol e tanto catenaccio nella ripresa da parte dei russi. Ristabilita la normalità, invece, nel girone F: Il Bate viene battuto a valanga dal Valencia (con un mostruoso Soldado) e viene raggiunto anche dal Bayern, che liquida con ben poca fatica il Lille.

Superfluo parlare della vittoria dello Zenit sull’Anderlecht, i cui effetti sono già ben chiari sulla nostra classifica: un secondo posto, francamente immeritato, ci dà ben più speranze di quelle che dovremmo avere, vedendo le nostre prestazioni. Anche il mercoledì di Champions, comunque, ha riservato tante sorprese. La più importante avviene al Westfalenstadion: il Dortmund, in un interessante scontro tra le due carnefici della Juve in due finali consecutive di Champions, sconfigge 2-1 il Real Madrid, cui il solo Ronaldo (che continua a mantenersi con una media superiore ad un gol a partita) non basta per aver ragione dei tedeschi. Piange anche Mancini: il suo City è ultimo, sverniciato dall’Ajax di un fantastico Eriksen (ex-obiettivo del Milan, ti pareva).

A completare la nefasta giornata per le grandi europee, l’Arsenal di Wenger perde l’imbattibilità europea dell’Emirates Stadium, per colpa della sconfitta 0-2 con lo Schalke: decidono il Cacciatore Huntelaar (che a me manca ogni giorno di più) e l’ex-Barça Afellay. Partita povera di occasioni ma dominata dai tedeschi, con l’Arsenal che riesce a tirare solo una volta verso la porta difesa da Unnerstall. Nell’altra partita del girone, l’Olympiakos cerca di assicurarsi almeno il posto in Europa League, battendo il derelitto Montpellier – e pensare che Ancelotti è riuscito a perdere il campionato contro tali ridolini, giusto per farvi capire.

Delle grandi europee, l’unica a non deludere è proprio il PSG. che grazie alle intuizioni e ai gol di Menez e Ibrahimovic ha facilmente ragione della Dinamo Zagabria – che contro le squadre francesi pare non riuscire ad ingranare. Ancelotti, con la sua squadra composta per sette undicesimi da giocatori provenienti dal campionato italiano, è però ancora secondo, dietro al Porto: i portoghesi riescono infatti, dopo essere stati raggiunti due volte, a spuntarla sulla Dinamo Kiev al Do Dragao.

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.