Neuer para due rigori e il Bayern va in finale

Fin dal sorteggio dei quarti, era chiaro il piano della UEFA: la finale di Champions’ League sarebbe dovuta essere il Clasico, Barça – Real. Abbiamo provato noi a mettere i bastoni tra le ruote a questo ingranaggio oliato dai vertici del calcio europeo, e ci siamo andati molto vicini, non fosse stato per un pizzico di sfortuna. Non voglio parlare di errori arbitrali o altro… Ma, quando meno ce lo aspettavamo, si ci sono messi di traverso Chelsea e Bayern München. E il Clasico, l’ennesimo derby spagnolo, l’ennesima sfida tra “le due squadre più forti della storia”, tra Messi e Cristiano Ronaldo, tra Guardiola e Mourinho, non si è tramutata in realtà. L’avevamo iniziato a capire già dall’andata, ma tantissimi hanno continuato a dare come certo il passaggio delle due spagnole, considerate fin troppo superiori.

A vendicare i rossoneri, martedì, ci ha pensato il Chelsea. A dimostrazione di come il cambio di allenatore possa davvero portare alla metamorfosi di una squadra, Di Matteo ha ridato verve ad una squadra spenta dalle convinzioni di Villas Boas, portandolo a quella che può essere davvero considerata un’impresa. In un clima temibile quale quello del Camp Nou, sotto di due gol e in 10 prima della fine del primo tempo, quale squadra sarebbe riuscita a rimontare di due gol, facendo persino resuscitare colui – Torres – che per diciotto mesi è stato un ectoplasma? (Oddio, ci è riuscita anche la Fiorentina con Amauri…) Chi ha deluso, invece, è stato Lionel Messi, rigore sbagliato e mai vera incisività in campo: ma tanto il Pallone d’Oro gli arriverà anche quest’anno, un Robben o un Drogba non fanno abbastanza fashion. Unica nota positiva dal fronte catalano è stata la sportività dei tifosi, che hanno applaudito la squadra dopo l’eliminazione. Qualcuno, a Genova, dovrebbe imparare: lo so che oramai è una frase inflazionata, ma – raro caso – non fa mai troppo male ripeterlo.

Ma nemmeno la sfida del Camp Nou è stata tanto significativa quanto quella del Bernabeu tra Bayern München e Real Madrid: i bavaresi andranno a giocare la finale in casa (quarto caso nella storia della massima competizione europea), dopo una sfida tiratissima e la vittoria ai rigori. Tutti e tre i gol dei tempi regolamentari sono arrivati nel primo tempo, con doppietta di Cristiano Ronaldo (uno che nei grandi appuntamenti, a differenza di un certo argentino, è davvero decisivo) e un gol di Arjen Robben. Poi, settantacinque minuti tirati ma senza grandissime occasioni, un lungo trasferimento ciclistico fino ai calci di rigori. Di quelli sfiancanti, come quei rettilinei in salita di cui non vedi mai alla fine, che pensi sempre sia a un passo mentre iniziano a venirti i campi (come a Jerome Boateng). Poi, rigori. Due portieri hanno fatto ciò che serviva per poter passare alla storia come eroi: Neuer ha parato due rigori, Casillas idem. Condizione necessaria, ma non sufficiente: se Sergio Ramos spara la palla alta, nemmeno due rigori parati in semifinale di Champions verranno ricordati. E dunque il Bayern è in finale: alzi la mano chi ci avrebbe puntato 10 euro.

Come già scritto prima, è il quarto caso di finale giocata in casa: prima di ora, due vittorie (Real Madrid nel 1957 e Inter nel 1965) e una sconfitta (Roma nel 1984). C’è comunque da dire che le finali sono storie a sé stanti, nuovi romanzi che si compongono una volta all’anno, ciascuno con il loro intreccio che non tiene conto del resto delle vicende di questo mondo. Se non si è coinvolti emotivamente, è difficile scegliere “per chi fare il tifo”: bisogna godersi lo spettacolo, e vedere il meglio che l’Europa può offrire. E che, una volta tanto, non viene da quelle due squadre là. 

P.S: Questo post è dedicato alla Champions’ League. Per i commenti a Milan-Genoa servitevi del postpartita.

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.