Acquisto inutile

Tevez è nostro. No del PSG, anzi no lo fanno solo per alzare l’offerta – fidatevi – è nostro. E’ il ping pong che stiamo sentendo rimbalzare tra Parigi e Milano di minuto in minuto, ping pong che con ogni probabilità si concluderà con l’ingaggio dell’apache sui campi elisi, lasciando alla società l’ennesima figuraccia dopo l’affare Fabregas. Nel mercato non si fanno proclami (soprattutto a fini elettorali…) per non far alzare il prezzo dei cartellini e far inserire concorrenti, ma evidentemente al Milan questo non lo hanno ancora capito, convinti di portare a casa senza alcun problema la trattativa: come recita un famoso detto – la superbia va a cavallo ma torna sempre a piedi.

Ma non è al mancato acquisto di Tevez che dedicherò il post di oggi – bensì all’atteggiamento al limite dell’indecente degli organi ufficiali di stampa. Intendiamoci, l’apache sarebbe un grande colpo e alzerebbe il livello dell’attacco, ma non farebbe altro che aggiungere acqua in un bicchiere quasi pieno lasciandone altri due a metà. La partita di Bologna ha messo a nudo tutti i problemi del nostro centrocampo, come ho già scritto giorni fa nel postgara, ripetutamente saltato dalla difesa dei felsinei. Nessuno si è però nemmeno lontanamente posto il problema di discutere se non sarebbe stato meglio reinvestire il capitale nel rinforzo degli altri reparti – insomma guai ad opporsi a quanto deciso dall’alto dal padrone.

Questa massa di ruffiani e leccaculo (a proposito – da ieri ne abbiamo uno di meno al servizio del non-presidente, ciao Minzo!) si è come al solito messa a novanta gradi cominciando ad elogiare oltre ogni modo le qualità dell’argentino – i numeri recenti, vero, sono dalla sua, ma quelli precedenti nello United e nel West Ham raccontano di un giocatore poco sopra il normale. Non cambierei Tevez con un Robinho o un Pato finalmente spronato a dare il massimo di sè in campo, ed è su questo che si deve lavorare. Passa ormai troppo sottotraccia, come se fosse perfettamente normale, la situazione di un giocatore fidanzato con la figlia del presidente della squadra di calcio in cui gioca – situazione che sarebbe anche sopportabile se non fosse che porta il suddetto a giocare titolare anche quando non lo merita e a non essere levato dopo prestazioni deludenti.

La catena di disinformazione non finisce tuttavia qui: abbiamo visto anche mettere in croce Taiwo e lasciar passare sotto silenzio le prestazioni – pessime – di Luca Antonini per caldeggiare una cessione del laterale nigeriano a Gennaio, cessione che porterebbe una cospicua plusvalenza nelle casse della società. Nulla anche sulle continue entrate in campo a gara in corso di Urby Emanuelson – uomo di Mino Raiola – per valorizzare il giocatore fino all’incensamento massimo sull’abile operazione di mercato di Nocerino che la mattina del 31 di Agosto non avrebbe nemmeno pensato di indossare la maglia rossonera. (Non che a volte il calciomercato non si faccia a botte di fondoschiena – c’è chi cerca Deco e Carvalho, va al Bayern chiedendo Van Buyten e si vede regalare Lucio e infine recapitare Snejider in modalità pacco-dono).

Il Milan non si discute, si ama” replicherà qualcuno – con un diktat molto simile a quello nella mente Orwelliana per stroncare sul nascere ogni discussione. Non abbiamo una stampa che come tale difenda la società dagli attacchi mediatici a cui è sottoposta ogni giorno impegnata a specchiarsi e a difendere una politica societaria a spada tratta. Noi invece proprio perché il Milan lo amiamo vorremmo vedere discussioni anche sui canali ufficiali – questa gara di lecchinaggio con conseguente manipolazione delle menti dei tifosi sta uccidendo la squadra dall’interno.

Ne approfitto per segnalare, a difesa della squadra, un ottimo articolo degli amici di Canale Milan sito di cui ho avuto peraltro l’opportunità di conoscere un paio di ragazzi all’interno della redazione in occasione della gara casalinga contro il Siena. Un giornalismo diverso, che finalmente prende le parti e replica a tutti coloro (troppi) che gonfiano il petto facendosi scudo della passività degli organi ufficiali rossoneri. Siamo l’unica squadra che va a processo per un episodio arbitrale a favore indipendentemente dal numero di quelli contrari o per aver pareggiato 2-2 al camp Nou. Ci vuole un giornalismo diverso ai piani alti della stampa rossonera, e non possono certo esserlo quei tre-quattro blog (segnalo oltre a noi – ma ormai li conoscete probabilmente tutti – i sempre ottimi amici di Milannight) che stanno gradualmente diventando il punto di riferimento per chi si è stufato delle solite manfrine.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.