alex-milanAlle favole non crediamo più da un pezzo. Ed è per questo che non mi sorprendo, anzi quasi gioisco, per l’arrivo di due ennesimi giocatori a parametro zero, perché so che di più non possiamo sperare. Ormai gli annunci e i paroloni di fine stagione, con la società che promette un mercato in grande stile “per riportare il Milan ai livelli che merita” non ci illudono più. Tutti sanno che il vero grande colpo di mercato non ci sarà, che è inutile sognare perché l’importante è mantenere al sicuro le casse societarie. E poco importa se il grande colpo, il campione, sarebbe l’unico modo per dare una vera svolta e per pensare di rifondare la squadra, insieme a un progetto concreto.

Andiamo avanti a parametri zero e cerchiamo di cavarcela. Con questo non voglio condannare i due nuovi arrivati: se Menez è tutto da scoprire, visto che per ora non è ancora riuscito a fare il grande salto da “promessa” a “campione” e non è detto che ci riuscirà, il 32enne Alex, con la sua esperienza e il suo talento, non è certamente peggio dei numerosi centrali della rosa rossonera. Quindi ben venga il buon vecchio Alex, che potrebbe anche aprire la strada alla cessione definitiva di Mexes, che alleggerirebbe le casse di uno stipendio decisamente oneroso, 4 milioni a stagione.

Non ci resta ora che aspettare: Galliani starà cercando altri contratti in scadenza e altri parametri zero da ingaggiare, senza dimenticare però di risolvere la questione esuberi. La rosa rossonera sta assumendo delle dimensioni quasi preoccupanti e, soprattutto nel ruolo di trequartista, i giochi potrebbero farsi complicati: Kakà, Taarabt, Honda, Saponara, Robinho, Menez, 6 giocatori per un ruolo. Troppi. E mentre il riscatto di Taarabt si complica e sembra allontanarlo da Milano, nonostante sia uno dei pochi ad essersi meritato una piena promozione a fine stagione, la questione Robinho assume contorni comici, viste le infinite trattative con innumerevoli club brasiliani.

Non sarà facile per Inzaghi scegliere la strada giusta e soprattutto costruire un’idea di gioco su quel poco che possiede: i nodi da sciogliere sono troppi, dal futuro di Balotelli, che potrebbe cambiare le sorti dell’intero mercato rossonero, ma che forse non vale la pena perdere, all’inutilità di Honda, alla possibilità di dare una chance di più a un giocatore come Saponara, che penso valga di più di quanto è riuscito a mostrare in campo. Chiudo però con una nota positiva: dopo anni di improperi contro i terzini del Milan, il reparto a mio avviso più traballante della squadra, mi sono resa conto che i terzini TITOLARI della nazionale italiana ai mondiali in Brasile sono due giocatori del Milan. Sono bravi loro o in Italia la tradizione dei terzini si è fermata da tempo? Ai posteri l’ardua sentenza.

SG

Posted by SG

Editorialista del blog