milanelloDopo la Confederations e qualche giorno di “riposo” (almeno sui media mainstream) i riflettori tornano sul calcio; senza le competizioni più importanti, le amichevoli estive e le trattative di mercato la fanno da padrone.

La liquidità e i soldoni delle squadre italiane non ci sono più, e questo è stato detto in tutte le salse. Poli alla fine è arrivato, e seppur non mi convinca del tutto, speriamo che continui nella migliore tradizione di sgarbi ai cugini. Vergara sicuramente è un ottimo prospetto per la difesa, anche se manca un vero e proprio difensore già “avviato” (dopo Mexes e Zapata, il nulla). Il vero e proprio acquisto probabilmente sarà il ritorno di De Jong in mezzo al campo, dopo un anno in cui appena aveva cominciato a far vedere buone cose si è infortunato; Saponara sembra un po’ meno “fighetto” del Faraone negli atteggiamenti, e sicuramente farà meglio dell’evanescente Bojan della scorsa stagione.

Il capitolo addii è un tantino più complicato. Ambrosini, capitano della squadra per 4 anni (più un capitano “traghettatore” tra un’era e l’altra, che un vero leader di quelli che rimangono nel cuore dei tifosi) è andato, a parametro zero, nella squadra italiana che negli ultimi tre mesi è stata la “più rivale” del Milan. Non nuovo a fatti, diciamo così, poco edificanti per un capitano che dovrebbe essere un esempio di lealtà sportiva, il biondo mediano marchigiano ha ben pensato di farsi fotografare insieme ad un tifoso viola con una maglietta recante la scritta “Rigore per il Milan” -può darsi, ma almeno noi non giochiamo con il doppio portiere-. Comportamento completamente diverso da quello tenuto, a parti invertite, da Montolivo, che si è espresso pesantemente contro la società ma non contro la “fiorentinità”, se così vogliamo chiamarla. Comportamento un tantino alla Pirlo, quello di Ambrosini; quest’anno proprio non andava, e a 36 anni è anche normale, per un mediano con tanti infortuni alle spalle e parecchia corsa. E proseguendo il lavoro iniziato l’anno scorso con gli addii dei “senatori”, la società –non esente da colpe in sede di mercato, vedasi caso Honda- non ha rinnovato il contratto nemmeno a Yepes (37) e alla palla al piede Flamini, 29 anni e partite buone solo negli ultimi 3 mesi, quando guarda caso rischiava di perdere il posto.

Una serie di amichevoli contro avversarie vere (Audi Cup, con Bayern, San Paolo e Citizens su tutte) sarà la prima prova per il secondo anno del ciclo del rinnovo, in attesa del sorteggio dei preliminari di CL. Gli avversari più difficili nella parte del tabellone riservata alle squadre “piazzate” dovrebbero essere PSV Eindhoven e Paok, comunque teoricamente inferiori. In attesa di tempi migliori -magari un “colpo” degli ultimi giorni stile 2010– prendiamo quello che viene: vista la situazione a novembre dell’anno scorso, la possibilità di giocare, nonostante tutto, la CL è una grande cosa anche per le casse della società

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014