Stagione d’intermezzo, si è detto. Cominciata male, proseguita solo benino e continuata con lo psicodramma del derby (dove a prescindere dagli errori arbitrali si è sbagliato l’inverosimile) sia dal punto di vista del mercato sia da quello del calcio giocato c’è ancora tanta confusione. E la stagione, proprio nel momento del +2 sulla zona “rossa”, entra nel vivo.

Tra oggi e Natale 16 partite tra campionato, Champions e Coppa Italia, e tra queste i big match con Napoli e Juventus, consecutivi e con in mezzo la trasferta in Belgio di “tirzaniana” memoria contro l’Anderlecht. Ma ultimamente tutte le partite si sono trasformate in big match, per cui la successione del calendario c’entra fino a un certo punto. Il ritorno di Pato (si spera definitivo, ma non ci credo molto) potrebbe dare qualcosa in più all’attacco rossonero con la sua imprevedibilità -gli echi del Camp Nou l’anno scorso, e del derby 2011, dimostrano che se viene recuperato qualcosa può dare- ma è il resto della squadra, con Boateng, De Jong e Robinho più ovviamente Pazzini su tutti, a non girare. Forse il ritorno del Papero, se veramente avverrà, può dare una spinta anche dal punto di vista psicologico ai giocatori finora “persi”.

In sede di mercato, si attende cosa accadrà veramente dopo la valanga di illazioni dell’ultimo periodo su megaofferte in entrata e in uscita. I 30 milioni per Boateng da parte del Bayern suonano come le offerte faraoniche per Palladino nel 2007, specie visto che il Bayern con entrambi i Boateng si metterebbe in casa una polveriera stile fratelli Gallagher degli Oasis. In uscita viene dato anche Robinho –più probabile– oltre ai due innominabili. In entrata viene dato l’olandese Strootman del Psv, oltre a richieste per Villa e addirittura Nani. Fatte unicamente per illudere i lettori dei giornalai (senza offesa per il bistrattato mestiere dell’edicolante) queste notizie si sgonfieranno come sono venute, a parte forse quella per Strootman. Se fosse vero anche la metà di quello che c’è scritto in questi giorni, lo scudetto del bilancio e la storia del risparmio andrebbero a farsi friggere immediatamente. In sostanza, l’attesa di questi giorni è tutto tranne che fiduciosa, semmai speranzosa che una buona volta la squadra in campo cominci a rispondere (per quanto riguarda la panchina, c’è solo rassegnazione).

piterdabrescia

Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014