L’ennesimo scherzo di Silvio

Anche nei momenti in cui era Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi si è sempre dimostrato un grande burlone: lo dimostrano episodi quali la barzelletta con bestemmia annessa, il cucù alla Merkel o le corna nella foto istituzionale. Anche da Presidente onorario del Milan, abbiamo visto ieri, il nostro grande Silvio sta mantenendo la sua spiccata attitudine alla comicità, con dichiarazioni che, per quanto si sono dimostrate assurde e lontane dalla realtà, sono subito parse, unica risposta possibile, un pesce d’aprile in ritardo di quattro mesi. Perché lo era, vero? Non possiamo spiegarci altrimenti affermazioni che non hanno né capo né coda, e che ora vado ad analizzare, nella convinzione che il caro Silvio ci abbia gaiamente, e senza alcuna malizia, burlato anche stavolta.

Una squadra forte, con un quintetto di super campioni in attacco che nessuna squadra italiana può annoverare”: Un quintetto, come se giocassimo a basket. E anche là un forte sesto uomo, e una buona panchina, servono. E accostare Robinho o El Shaarawy alla parola “super campioni” non può che essere frutto di sarcasmo, o di un’insolazione. Silvio ha anche puntato sulla nostra compassione, rimarcando, con grande fiducia nella nostra comprensione, che “inizialmente aveva detto no, il cuore gli piangeva, ma trattenerli non era possibile”. Lo immagino, davanti alle offerte di quegli sceicchi aguzzini, a piangere per la scelta obbligata, guardando le sue tasche tristemente vuote. Si sa, non può certo rinunciare a certi altri sfizi, che gli sono utili…

Ma dobbiamo essere fiduciosi, come ci ha ben comunicato il Presidente: a parte un potenziamento in difesa, “in tutti gli altri ruoli ci sentiamo molto forti”! Abbiamo una difesa che cammina su mezza gamba, un centrocampo da zona salvezza e un attacco monco, ma ci sentiamo molto forti e competitivi. E lo saremo ancora di più affidandoci alla solita e attenta guida tecnica di Berlusconi, che si è dimostrato ancora una volta preparato sugli schemi della squadra in quest’ultimo anno. Ha semplicemente testato le nostre competenze in materia, parlando di una posizione, l’anno scorso, di Pato a centrocampo. Lo sappiamo tutti, e sicuramente lo sa anche Silvio, che l’unico centro in cui è stato Pato l’anno scorso è il centro medico.

Ma ciò che conta è il progetto giovani: conta creare “una squadra per un ciclo vincente”. E fa niente, se il giorno delle dichiarazioni del Presidente è coinciso con la cessione di Didac Vilà al Valencia, poco dopo che Merkel, miglior prodotto del nostro vivaio degli ultimi anni, è stato ceduto al Genoa. E fa niente che per le scommesse non si è nemmeno disposti a spendere più della prima offerta che si fa, contravvenendo a qualunque regola di una contrattazione seria: si vede che Silvio si è abituato a trattare con partner arrendevoli, non con gli squali delle società di calcio. E fa niente che due minuti dopo Berlusconi abbia aperto per Kakà, contravvenendo a qualunque volontà di rispetto di una linea verde o di fair play finanziario, comprando un trentenne finito da diverso tempo, con ingaggio faraonico. Non sono più così convinto che quello di Silvio sia stato un pesce d’aprile in ritardo…ma provo a convincermene.

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.