Adesso ripartiamo da zero: Thiago e Ibra sono andati, rimbocchiamoci le maniche e ripartiamo. Lo sapevamo tutti che sarebbe andata a finire così, tranne qualche falso illuso che ancora dà peso alle parole di Galliani. I soldi ormai sono la priorità e davanti a cifre del genere il vero affare lo fa chi incassa. Si, io sono di questo parere. Dirò di più: il Milan ha fatto il suo grande affare appioppando al PSG Ibra con tutto il suo stipendio faraonico e incassando altri 20 milioni, quando i francesi erano interessati solo a Thiago, che in un modo o nell’altro sarebbe partito. Operazione riuscita, e zavorra rifilata ai cugini d’oltralpe: adesso lo svedese andrà lì a creare rotture nello spogliatoio, ad accentrare il gioco e le attenzioni della squadra. Lui ha detto che è un sogno che si realizza, ma su queste dichiarazioni i dubbi erano ben pochi: con 14 milioni di euro all’anno a Ibra riesci a far dire qualsiasi cosa.

Con la partenza di Zlatan Ibrahimovic, adesso tocca al nostro allenatore far vedere cosa realmente sa fare, ed è questa la cosa che più mi preoccupa. La mia critica principale al Milan delle passate stagioni era la totale centralità di Ibra in ogni azione di ogni partita, senza la possibilità di alcuna alternativa. Adesso che da questo ci siamo finalmente liberati, ripartiamo da qualcosa di diverso. Ad Allegri spetta il compito di rivalutare Pato, di creare un gioco di squadra e una mentalità di gruppo vincente senza dittatori che impongano le loro decisioni a compagni e staff tecnico. Questo è l’anno della verità per il tecnico livornese, che se dovesse sbagliare potrebbe lasciare Milanello anche prima della fine della stagione.

La cosa principale sarà però quella di cercare di rimpiazzare i partenti con giocatori di valore. I nomi che si sentono sono tanti, ed è difficile dire cosa ci sia di vero riguardo ad ognuno di questi. Riguardo al difensore non mi pronuncio, perché qualsiasi sia la scelta bisognerà valutare l’adattamento al calcio italiano ed ai suoi schemi. Per quel che riguarda l’attaccante invece, la mie valutazioni le ho fatte e penso che una vera prima punta sia la scelta ideale per la squadra. Che sia Dzeko o Damiao, senza tralasciare Van Persie, un giocatore che sappia rappresentare un riferimento sia tecnico che fisico è a mio parere da preferire ad un attaccante mobile come Tevez, di cui invece abbiamo molta meno necessità. Se il bottino verrà reinvestito in modo oculato, e su questo qualche certezza inizio ad averla, ci ritroveremo con una squadra più giovane, con più voglia di vincere e con meno prime donne ad attrarre le luci dei riflettori. Una squadra degna di essere chiamata tale, che lotti in modo unito e coeso dalla prima all’ultima giornata, senza mal di pancia o interessi personali.

Io ci spero, e continuerò a farlo fino al 31 agosto, che il Milan 2012/13 possa essere competitivo almeno quanto quello degli scorsi anni. Perché se si lavora da squadra, si può andare molto più lontano rispetto a quando ci si affida solo a due colonne. Ripartiamo da zero, con la stessa passione e le solite speranze, perchè non saranno due giocatori in meno a cambiare la mentalità e la voglia di vincere di una squadra.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.