L'urna: sarà maledetta come al solito?

Più di una finale, più di una partita di qualificazione da dentro-fuori, il grande show più seguito da tutti, dai lavoratori con la radiolina agli studenti iPhone-muniti, è il sorteggio. Più di un posticipo di campionato, più di un derby, diventa l’argomento di ogni discussione da bar: gli ospiti si susseguono più che in un varietà di Fiorello, mani sempre più importanti estraggono le palline dalle urne, tra la trepidazione di cinquecento milioni di tifosi. I giornali ci marciano per una settimana e aumentano le loro copie: con le partite che diventano di giorno in giorno meno spettacolari, sono i sorteggi a farne le veci.

Ma, tralasciando questo spettacolo quantomeno patetico (e non mi riferisco certo al pathos epico o tragico), liberiamoci dell’apparenza: essa non esiste, e, come tanti piccoli Parmenide, approquinquiamoci a quella che è l’essenza, ossia il sorteggio in sé e per sé. La situazione è sicuramente meno cervellotica che nella fase ai gruppi: due fasce in ordine di “merito” di posizione nel girone (seppur allo scrivente riesca difficile parlare di “merito” considerando chi si trova in prima fascia – non mi riferisco all’APOEL), accoppiamenti con tutti tranne che con squadre dello stesso gruppo o nazionalità. Le ultime limitazioni: dalla prossima, tutti contro tutti.

L’handicap causato dalla presenza dei – manco troppo – marziani del Barça nel girone ci condanna al secondo posto, con tante terribili possibilità di scelta, ma senza quella che sarebbe stata la peggiore: non è stato certo un peccato trovarseli nel gruppo e togliersi lo sfizio di segnare loro 4 gol (roba che la seconda squadra della nostra città si sogna la notte in questo momento). Ecco un prospetto di chi ci potrebbe capitare:
Real Madrid ***** – Sarebbero la prova vivente che la fortuna certo non ci sorride ai sorteggi. Sarebbero la quinta e la sesta partita in tre anni. Ma, soprattutto, sarebbe lo scontro tra le due uniche squadre di club dalle quali non si può prescindere nella storia del calcio [o, meglio, in realtà sono 3: la terza è in Europa League…]. Checché ne dicano i soldi o le cantere.
Bayern Monaco **** – Li temo. Semplicemente perché è un anno pari, e prima dei grandi avvenimenti, chissà perchè, si esaltano sempre.
Arsenal **** – Nei preliminari contro l’Udinese e nella fase a gironi hanno dimostrato di essere competitivi anche senza grandissimi nomi. Ne ho paura, più che del Chelsea.
Chelsea *** – Non certo una squadra fortissima, anche se sono migliorati col tempo. La qualificazione, però, è stata affannosa: ci sono pericoli peggiori.
Benfica *** – Non una grandissima. Ma sono pur sempre una delle due squadre che hanno buttato fuori il Manchester United.
Apoel *** – Tre stelle. Non due, non una. Vi ricordate quanto dicemmo tutti l’anno scorso prima di Milan-Tottenham? Beh, non dovremmo fare lo stesso errore. Questi sono forti, checché ne dica il nome poco famoso.

Per il Napoli basta sostituire il pericolo Bayern con quello Barçelona, mentre la seconda squadra di Milano potrà approfittarne per vantarsi di un passaggio ai quarti dopo un ottavo ridicolo [il solito turno che capita loro], con avversarie dalla forza di Basilea e Zenit. La Juventus, invece, avrà tra le alternative approfittare degli sconti al cinema del Mercoledì o vincere la Champions con un gol di Del Piero in finale. A Fifa.

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.