Per mancanza di tempo non ho potuto rivedermi le ultime partite e di conseguenza non me la sono sentita di un’analisi tattica. In virtù di questo ho optato per un post nel  vecchio stile Dnarossonero…Il rinnovato stile Cantera tornerà la settimana prossima.

In una recente intervista il nostro Clarenzio ci ha bellamente aggiornato sulle sue scarse attitudini a digerire la panchina. E fin qui, nulla di nuovo. Lo sapevamo già dall’ alba dei tempi che non apprezza lo starsene buono e tranquillo seduto in panchina, senza rompere l’ anima al suo prossimo, anche senza il suo ennesimo intervento. Detto questo, evitando di soffermarmi sul quanto questi atteggiamenti ci stiano profondamente sulle balle, vorrei approfondire la sua visione tattica e commentarla. Praticamente, il suo credo calcistico lo porta a vedere Ibrahimovic (seconda punta per antonomasia e rifinitore nel dna), principalmente, come una prima punta ai limiti del rapace d’ area. Ora il nostro allenatore non è proprio la cosa migliore che il calcio possa offrire e su questo, penso, siamo tutti d’ accordo, però se pur con ritardo mostruoso, ha finalmente capito che Ibra sta all’essere prima punta come io sto all’essere Allegriano e in virtù di questo, ha preso i dovuti provvedimenti, dando alla manovra offensiva quel minimo di senso e logica che è lecito  aspettarsi da una rosa di questo tipo.

Domanda. Cosa spinge il nostro 4 volte vincitore della beneamata a posizioni tanto assurde? Ma è ovvio e naturale. L’amore incondizionato per il suo ruolo di trequartista ovviamente. Perché sempre secondo la sua idea, dovrebbe implicitamente starci lui dietro alle 2 punte a cercare il filtrante per Ibra. Il fatto che Nocerino a sinistra s’ inserisca che è una meraviglia, che Boateng sulla trequarti sia la cosa più bella al mondo dopo ciò che ben sappiamo, che Ibra come rifinitore renda 4 volte di più che come prima punta, che cosi giochiamo 3 volte meglio e con maggiore velocità ed imprevedibilità va assolutamente in secondo piano. Poco conta se anche i ciechi capiscano che  il Milan senza di lui è infinitamente più forte che con lui in campo. A tal proposito, ora che per una volta il Dio del calcio ci è venuto in contro con gli infortuni (a parte con Cassano ovviamente) permettendoci di trovare la tanto sospirata quadratura del cerchio con la formazione, bisogna continuare costantemente su questa strada. Pazienza se una volata alla settimana dovremmo leggere le solite litanie di chi non accetta la panchina. Il prezzo della libertà e della liberazione lo si paga sempre ben volentieri.

Capitolo dualismo Pato e Robinho. Io sosterrò fino alla fine che Pato non è  compatibile con Ibra. A livello tattico e soprattutto caratteriale. Nemmeno  se questo gioca in veste di rifinitore. Io personalmente risolverei il problema alla radice. Metterei fuori Ibra e giocherei con Boateng dietro a Robinho e Pato. Poiché capisco che non è possibile perché in troppi vedono Ibra come il salvatore della patria, dico che il suo miglior partner d’ attacco è Robinho.

Capitolo rinnovo ad Allegri. Grazie a Dio è bloccato. Non tanto per lui che proprio ora cominciava a darmi delle soddisfazioni, ma perché si sta profilando all’ orizzonte un’ idea suggestiva. Marco Van Basten sulla nostra panchina. Nel caso, sarebbe un gentile omaggio del nostro caro presidente che, dopo aver distrutto allegramente  il nostro debito pubblico, tornerebbe ad occuparsi di noi a pieno regime con tutti i pro e i contro che ne conseguirebbero dopo essere stato cacciato dal governo.

Posted by La cantera