Il Milan rispetto allo scorso anno ha cambiato faccia tattica – grazie a Dio, aggiungo io. Non se ne poteva veramente più di quel gioco scarso, sterile, anti estetico dello scorso anno. Avessimo avuto una squadra normale lo scorso anno avremmo perso il campionato perché, giocando da provinciale, se non hai chi ti risolve le magagne con le giocate individuali dei campioni non vai da nessuna parte. Entriamo nel dettaglio dei punti di rottura rispetto allo scorso anno:

1) Movimento dei terzini: I terzini rispetto a prima non sono bloccati e partecipano attivamente alla costruzione del gioco. In fase di non possesso fanno pressing vicino alla linea di centrocampo, coperti, quando questo accade, dal movimento delle mezzali o dei mediani (a seconda di chi gioca) che scendono. In fase di possesso cercano soventemente il palleggio con i centrali e con i centrocampisti: questo permette abbastanza bene il controllo del pallone anche nelle zone esterne del campo. Da notare la differenza di movimenti fra il terzino destro e quello sinistro nelle proiezioni offensive. Abate difficilmente cerca il fondo esterno destro: più probabile cerchi il cross dalla trequarti o il taglio verso il vertice esterno dell’area piccola – quando questo avviene il mediano o la mezzala destra si allarga sensibilmente e copre la fascia. A sinistra invece il movimento del terzino rimane verticale lungo la fascia per dare supporto alla seconda punta di sinistra.

2) La partecipazione alla creazione del gioco dei centrali. A differenza dello scorso anno i centrali partecipano molto di più alla costruzione della manovra e l’ azione parte di più dalla nostra metà campo. Questo permette una manovra meno frenetica e più ragionata, oltre che un possesso di palla con un senso: serve infatti ad ottimizzare il movimento di terzini, seconde punte e mezzali.

3) I centrocampisti. Il rinunciare a giocare con i 3 mediani ha permesso prima di tutto una fluidità diversa in mezzo al campo e soprattutto un’organizzazione diversa del pressing. Più intelligente, basso, meno dispendioso e più efficiente nel favorire le ripartenze. Il modo di giocare cambia ovviamente a seconda dei giocatori che scendono in campo: con Aquilani e Nocerino come esterni del centrocampo a tre la squadra è equilibrata e risulta avere il giusto mix di caratteristiche: Nocerino non è proprio una mezzala e l’ impostazione passa più da Aquilani. Con Seedorf e Aquilani c’è squilibrio: c’è meno velocità e la linea del pressing si abbassa assieme alla posizione dei terzini anche se aumenta (o dovrebbe aumentare) la qualità del possesso.

4) La prima vera rivoluzione dallo scorso anno è costituita dalla regia. La regia della squadra non è a centrocampo ma in attacco con Ibraimovic e con Cassano prima e Robinho poi nelle vesti di rifinitori in zone diverse di campo. Sono loro che da posizione avanzata dettano l’ inserimento e il movimento dei compagni. Giochiamo senza una prima punta centrale vera ma con due seconde punte più il trequartista (che talvolta diventa attaccante esterno) che interagiscono per uno-due veloci con i quali possono mandare a rete i compagni.

5) La posizione di Ibrahimovic è più arretrata di una quindicina di metri e soprattutto più defilata. Questo evita l’intasamento degli spazi al centro e contribuisce a portare via l’ uomo per l’ inserimento dei compagni.

6) La seconda grande rivoluzione riguarda la posizione della seconda punta. Defilata sulla sinistra a sfruttare gli spazi nelle ripartenze, a raccogliere i cambi di gioco e a giocare con i compagni che s’inseriscono centralmente.

Sinteticamente il gioco del Milan ha guadagnato i sospirati 50-60 metri per dare fiato alla sua manovra che i più esperti avevano richiesto a gran voce lo scorso anno quando la manovra si concentrava in 15 metri. Con l’accantonamento della posizione della prima punta il gioco è diventato più orizzontale – nel senso che che viene sfruttata l’ ampiezza del campo per mandar a rete il compagno.

Questi cambiamenti a dire il vero non sono arrivati in maniera indelebile: in diverse partite abbiamo giocato da cani riproponendo alcune cose raccapriccianti viste per gran parte della scorsa stagione. Gli infortuni ci hanno dato una mano, soprattutto quello di Gattuso, senza il quale sarebbe stato difficile vedere Aquilani a destra e Nocerino a sinistra oltre a un pressing strutturato tanto intelligentemente per aprire gli spazi.

Sinteticamente la differenza il milan attuale e quello dei tre mediani sta nella maggiore qualità del palleggio e, soprattutto, nell’intelligenza del pressing: viene sempre congegnato per permettere ripartenze veloci. Riguardando i goal fatti in questa stagione se ne possono trovare diversi venuti a seguito di un pressing importante e diligente nelle giuste zone di campo per dare metri alle seconde punte. In particolare con Cassano la ripartenza prevedeva un contropiede più manovrato, mentre con Robinho abbiamo visto delle ripartenze veloci palla al piede con partenza larga a convergere al centro.

Il risultato di questi cambiamenti ha permesso di segnare con facilità tre-quattro goal a partita contro gli uno-due dello scorso anno, di ottimizzare meglio le risorse della rosa e di centrare – o quasi – il fatidico 100% di rendimento della rosa che non abbiamo quasi mai visto lo scorso anno. Finalmente sfruttiamo abbastanza bene il campo e siamo in grado di utilizzare le ripartenze. A livello difensivo, interessante il movimento delle mezzali che scendono a ridosso della nostra metà campo permettendo una certa facilità di diagonale e accentramento ai terzini.

Insomma, in poche parole, diamo l’ idea di essere allenati come un top club d’ europa e non come una provinciale.

Posted by La cantera