Pareggio, sconfitta, pareggio, vittoria. Cinque punti in quattro partite: direi che c’è di peggio. Microcosmo peculiare, questa serie A: c’è chi ne ha di meno, c’è chi ha già cambiato allenatore, c’è chi è in crisi di nervi. C’è chi sta a fatica trovando un equilibrio col mercato, chi ha lo stadio nuovo e si sente galvanizzato, chi si mangia le mani per le decisioni per la giustizia. Giocatori che non si trovano, giocatori che danno tutto all’inizio, giocatori che si rompono al primo contrasto. Scioperanti che picchettano le discoteche di Corso Como, ragazzi terribili che scalpitano in panchina, carneadi stranieri pronti a fare del meno peggio.

Tanta confusione, dunque. E la colpa non è di altro, se non della sosta per la Nazionale. Nonostante quest’anno, causa sciopero, il campionato non è stato realmente interrotto, c’è stato comunque un trauma per la preparazione. E ciò penalizza chi, come i Rossoneri, fornisce tantissimi giocatori alle Nazionali. E le piccole ne vivono di rendita, cercando di piazzare il colpo grosso per un po’ di visibilità sul campo e per guadagnare già qualche punto in ottica salvezza. Un mese, finchè non si stabilizza la situazione. A meno che non sopraggiungano gli infortuni.

Proprio quelli sono stati e sono il nostro grande cruccio, dato che hanno evidenziato due cose. La prima: forse la nostra panchina non è così lunga come ci sembrava quest’estate. Come l’anno scorso in difesa (risolto) quest’anno in attacco (da risolvere) e potenzialmente a centrocampo (quasi irrisolvibile, come stiamo già vedendo). La seconda è che a livello staff medico deve cambiare qualcosa. Sì, la sosta ha inficiato, ma una grande non dovrebbe perdere mai per un momento forma e concentrazione. E comunque, Nazionale o meno, Coppa America o meno, non possiamo sopportare l’ennesimo infortunio di Pato. Infortunio muscolare, non traumatico. Eppure si erano strombazzati tanto i grandi progressi fatti dal suo corpo, le tanto agoniate tabelle di allenamento che dovevano ridurre al minimo i rischi. Eppure, eccolo là, ad entrare ed uscire dall’infermeria.

Ma torno alla Nazionale: che senso ha questa sosta a inizio settembre? Lo so che tra Champions, campionati, coppe nazionali ed altro le squadre sono ingolfate. Ma bisogna regolarsi in altro modo: io le abolirei proprio, queste inutili soste, ma non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca, dunque mi accontenterei di soste messe decentemente. Non è comunque l’unica cosa da fare: bisogna assolutamente passare ad un campionato a 16 squadre. Per il pessimo stato fisico in cui si trovano, le squadre italiane più di 30 partite non le reggono.

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.