Campana? Non era il peggio

E’ ancora a rischio oggi la prima giornata di serie A a causa dello sciopero dei calciatori. Non che attualmente la cosa mi dispiaccia dato che la situazione dell’infermeria ci lascerebbe molto più tranquilli con altri quindici giorni di riposo nelle gambe, ma ciò che mi preoccupa è proprio il sindacato di chi più di tutti guadagna nel sistema italiano.

Se infatti le motivazioni per lo sciopero della Liga sono sacrosante – quasi 50 milioni di Euro di stipendi non pagati – non lo sono altrettante quelle della mobilitazione nostrana. Non può essere, come già sostiene Abete, solamente l’articolo 7. Un articolo che a mio parere non può e non deve essere toccato, levando l’ultima autonomia che hanno le società nei confronti dei giocatori indisponenti: quella – appunto – di metterli fuori rosa. Non riesco a cogliere l’enorme cambiamento tra l’allenarsi in gruppo o separatamente, considerato poi che l’enorme stipendio viene regolarmente percepito lo stesso.

E’ venuta poi fuori anche la questione del ‘contributo di solidarietà’, il pagamento del quale l’AIC vorrebbe, infrangendo ogni regola della contrattualizzazione, affibbiare alle società. Ennesimo segno di un sindacato che difende non, come dovrebbe, tutti i calciatori (compresi quelli delle serie minori che avrebbero forse più ragione degli altri a scioperare) ma la sola casta milionaria toccata da questa aliquota.

Al giorno d’oggi, ovvero da dopo la sentenza Bosman, le società sono già vittime dei calciatori che possono decidere continuamente dove trasferirsi grazie ai contratti a termine ottenuti con tale sentenza. Contratti le cui scadenze vengono puntualmente toppate. Mi auguro che la Lega e le società non cedano di un metro verso questa gente e che, se necessario, diano un segnale ancor più forte di non voler scendere a patti che sono in realtà vere e proprie imposizioni unilaterali. Ad esempio giocando la prima giornata di campionato con la formazione dei primavera o degli allievi.

La seconda pantomina è quella della società: assodato che tra rinnovi contrattuali, stipendi risparmiati esiste un budget di mercato, resta da capire se andrà speso o meno. Accettabili a mio parere le seguenti opzioni: trattative impostate e fallite (Fabregas), soldi messi da parte per il futuro invece di prendere giocatori di fascia bassa subito. Inaccettabile invece il voler dare il buon esempio dopo aver approvato una manovra finanziaria. Per il solo fatto che non è calcio, ma l’intrusione di una scelta politica nella dirigenza calcistica. Intrusioni che se continuassero ad avvenire modificando dei progetti avviati possono essere risolte solo con le auspicabili dimissioni del proprietario.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.