In questi giorni non si parla d’altro se non della vicenda che vede coinvolte diverse società nel nuovo scandalo del calcio scommesse. Per arrivare addirittura a far passare in secondo piano le vicende del calcio mercato la situazione è drammaticamente seria. Per vicende analoghe riferite al doping alcuni anni fa, il ciclismo nazionale subì un colpo mortale che da quel momento ne ha definitivamente intaccato la credibilità facendo perdere interesse a questo sport ed un progressivo allontanamento degli sponsor principali dalle squadre con un danno sia in termini economici sia di seguito a livello televisivo e di appassionati.

Da quel poco che filtra, essendo ancora le indagini in corso, non sembra questo nuovo scandalo essere così grave (aggiungo per fortuna) come quello del 1980, anno dove furono coinvolti alcuni giocatori big della nazionale di allora come Bruno Giordano, Paolo Rossi e Lionello Manfredonia.

E’ innegabile che la Federcalcio italiana deve procedere con urgenza ad una riforma del calcio professionistico nazionale con una riduzione del campionati di serie A e B a sedici squadre ed una riduzione delle squadre anche nelle serie minori.

In questi ultimi anni abbiamo assistito per esempio a squadre come il Cagliari e Bologna che, una volta raggiunto l’obiettivo salvezza, ha tenuto un rendimento nelle ultime partite di campionato  completamente diverso ed inferiore a quello precedente, sollevando dubbi sulla regolarità del campionato stesso.

Per evitare che tante squadre si trovino già a marzo sazie e prive di obiettivi è necessario e salutare una riduzione numerica delle squadre: solo così il fenomeno sopra indicato verrà ridotto e soprattutto verrebbero diminuite le tentazioni esterne di aggiustare il risultato.

Andrebbero altresì limitate per legge, alle sole partite di serie A, la possibilità di poter scommettere sull’esito degli incontri e vietato quelle della serie B e minori, più facili da influenzare avendo denaro a disposizione.

Essendo un settore quello delle scommesse, dove lo Stato  percepisce notevoli entrate, sarà assai difficile assistere ai provvedimenti auspicati  anche se  a livello europeo il grido di allarme era già stato sollevato nei mesi scorsi dall’UEFA nelle dichiarazioni preoccupate di Michel Platini.

 

A testa (un po' meno) alta..

Appare anacronistico e superato anche il principio della responsabilità oggettiva secondo il quale se uno o più calciatori  sono implicati in vicende relative a illeciti sportivi, la squadra di appartenenza debba essere  sanzionata con misure che vanno dai punti di penalizzazione fino alla retrocessione nella serie inferiore. Questo principio della responsabilità oggettiva dovrebbe, a mio avviso, essere solo applicato ai dirigenti sportivi delle società di calcio.

E’ stato giusto, ad esempio, nel recente passato, punire la società Genoa a seguito delle note vicende di illecito perpetrate dal suo presidente Preziosi (la famosa valigetta colma di denaro) , con la retrocessione alla serie inferiore.

Concludendo, qualcosa bisogna subito fare perché questo cancro dello sport  che ciclicamente si ripresenta, sia definitivamente eliminato. Chiedo a voi di esprimere al riguardo proposte e suggerimenti sul come farlo.

Posted by boldi1

Primo redattore del blog. Post abituali: Un approfondimento a settimana.