23 maggio 1987, Milan-Sampdoria 1-0. E’ la prima partita importante, in cui ricordo di aver festeggiato qualcosa. Ero a casa mia, con mio padre, e vi giuro che per me era come una finale di Coppa Campioni. Vincemmo 1-0 grazie a un bel gol di Massaro nei supplementari e grazie a un vero e proprio capolavoro tattico di Capello, mai esultato così tanto…

Domenica 1° maggio 1988, Napoli-Milan 2-3. Allora le partite normali di campionato non venivano date in televisione. Si stava alla radio, e io ricordo come se fosse ieri mio padre attaccato alla radiolina e io a pochi metri da lui che attendevo con impazienza l’annuncio del triplice fischio finale del mitico Sandro Ciotti. Vittoria e scudetto in bacheca.

Mercoledì 24 maggio 1989, Milan-Steaua Bucarest 4-0. Prima grande finale della mia vita, un’emozione indimenticabile. Ero a casa con tutta la mia famiglia (mio fratello, juventino, gufava) e a fine primo tempo, sul 3-0, mi chiama mio nonno per chiedermi quanto ero felice. Momenti davvero pazzeschi, mi ricordo che il giorno dopo la replica fu data su Capodistria (i vecchi ricorderanno) e io me la riguardai tutta.

Domenica 17 dicembre 1989, Milan-Nacional Medellin 1-0. Prima nottata per vedere i colori rossoneri. Allora la Coppa Intercontinentale era una cosa speciale, non si sfidavano squadrette africane, ma le sudamericane vere, quando ancora si giocava alla pari. La gara era verso le 4, io per sicurezza mi sveglio un’ora e mezzo prima e mi guardo, sullo stesso canale, “Mezzo destro e mezzo sinistro”, celebre capolavoro di Gigi e Andrea. Mio padre mi raggiunge a inizio partita, al gol di Evani si rischia l’infarto…

Mercoledì 23 maggio 1990, Milan-Benfica 1-0. Mia madre obbligò me e mio padre ad andare ad Alghero (una cittadina del nord-Sardegna) per un convegno che neanche ricordo su cosa era. Io e mio padre ci guardammo la partita nel bar dell’hotel, in un ambiente non propriamente rossonero… Partita soffertissima, al fischio finale grande esultanza con abbracci e urla, i clienti dell’albergo ci guardarano sbigottiti.

Sabato 10 aprile 1993, Milan-Inter 1-1. Periodo di Pasqua, come ogni anno ero nel paesino di mio padre, fuori dalla Sardegna. Derby di fuoco, se l’Inter vince la rimonta è sicura. Sofferenza alla radio ma anche davanti alla tv, in un programma condotto da De Luca che parlava in tempo reale della giornata di campionato (senza immagini ovviamente). Al pareggio di Gullit salto e ballo come un forsennato, e da giù i miei parenti si spaventano, pensavano fossi caduto e mi fossi fatto male…

Domenica 23 maggio 1999, Milan-Perugia 2-1. A casa dei miei affianco solo a mio padre, primo anno in cui in casa c’è la pay-tv. Venivamo da una grande serie di vittorie, quindi c’era la convinzione di vincere. E infatti tutto fila liscio, anche se sul 2-1 quella parata di Abbiati…. Per poco non mi veniva un infarto! Scudetto insperato, e quindi in giro a festeggiare come un pazzo per le strade della città.

Manchester 28 maggio 2003, Milan-Juventus 3-2 d.c.r. Era tempo che non vedevo il Milan in una finale di Champions. Avevo appena iniziato il lavoro che faccio tutt’ora, e riuscii a rientrare a casa quando la partita era iniziata da pochi minuti. Giurai a me stesso di non perdermi mai più neanche pochi minuti di partite così importanti per motivi di lavoro. Giuramento mantenuta…

Atene, 23 maggio 2007, Milan-Liverpool 2-1. La rivincita di due anni prima, ero convintissimo che li avremmo massacrati. E invece la partita di rivela difficilissima, e io con mio padre seduti a guardare una gara che ci sta deludendo davvero tanto. SuperPippo ci rianima per l’uno a zero, poi la ripresa è più semplice e il raddoppio ci tranquillizza. Dopo il 2-1 di Kujt minuti interminabili, non dimenticherò mai la nostra sorpresa al triplice fischio arbitrale, fatto mentre il Liverpool aveva il pallone e con una ventina di secondi d’anticipo.

Yokohama, 16 dic 2007, Milan-Boca Juniors 4-2. A casa di un  mio vecchio amico milanista, controvoglia, ma d’altronde io non ho Premium e la finale non me la posso proprio perdere… Un vero e proprio trionfo, ma una partita così non vista a casa mia con mio padre affianco non è proprio la stessa cosa…

Roma, 7 maggio 2011. Ancora a casa di mio padre, sono passati 25 anni ma certe cose non cambieranno mai. Beh una differenza c’è però: un tempo dopo la partita rimanevo a casa dei miei, dove abitavo, dopo quando mi sono trasferito a vivere solo tornavo nel mio minuscolo bivano. Sabato scorso, subito dopo la partita, sono tornato a casa (una casa vera) da mia moglie.

E già, i tempi sono proprio cambiati…

Posted by elbonito