Nella prima puntata avevamo accennato alla scissione che originò la nascita dell’Inter. In pieno clima derby-scudetto, torniamo su questo tema, analizzando le origini del mito che hanno portato alla storica rivalità tra le due squadre di Milano.

AUTARCHIA – Siamo nel 1908. Il Milan viene da due scudetti consecutivi, è la squadra del momento. Lo strapotere milanista era andato a rompere la precedente dominazione genoana dei primi anni del campionato italiano. Il calcio si sa, in Italia, doveva la sua nascita dall’arrivo di Footballers improvvisati da oltremanica, radunatisi nei porti italiani. La nascita delle società italiane aveva la complicità, e spesso l’esclusiva, di appassionati stranieri. Le squadre più forti del campionato, Milan, Torino, Genoa, Juventus, avevano le squadre piene zeppe di giocatori stranieri. La Federazione, senza tener conto della situazione reale del calcio in Italia, decide, in preda ad un discutibile raptus autarchico, di chiudere il campionato ai calciatori stranieri, assegnando il titolo italiano a squadre che schierassero esclusivamente calciatori italiani. Un provvedimento, secondo alcuni volto a contrastare l’emergente potere milanista.

IL MILAN – Il Milan e le altre potenze del campionato, considerano la decisione insensata. Nasce il campionato Federale, senza titolo in palio, nel quale giocheranno squadre con numero imprecisato di stranieri. Il Campionato Italiano invece, si gioca tra sole tre squadre: Andrea Doria, Pro Vercelli, e U.S. Milanese. Il Milan viene privato della possibilità di vincere la Coppa Spensley, trofeo messo in palio nel 1905 dal fondatore del Genoa, James Spensley, destinato dalla federazione alla squadra che avesse vinto lo scudetto tre volte. La Federazione si rende conto troppo tardi della decisione affrettata. La Pro Vercelli vince il suo primo campionato, dando il via a una vera e propria dominazione, che la porterà a vincere 7 scudetti nei successivi 11 campionati. Quasi a voler ricucire i rapporti, la Federazione assegna d’autorità la coppa Spensley al Milan. La situazione però è ormai compromessa.

FRATTURA A MILANO – Il Milan viene scosso da una vera e propria crisi societaria. Il presidente Edwards torna in Inghilterra, muore il suo vice Nathan, e la società è affidata all’ingegner Camperio, prima di essere presa in mano dallo storico Piero Pirelli. L’ostracismo agli stranieri crea quindi molte fratture in società. Il 9 marzo del 1908, nei locali del ristorante Orologio di Milano, un gruppo di traditori della bandiera del Milan, ben 43 ribelli, capeggiati dal segretario rossonero Giorgio Muggiani, fonda l’FC Internazionale di Milano. È un vero “atto”, sottoscritto da soci di nascita o di origine realmente “internazionale”, cioè italiani di origine svizzera, inglesi, olandesi, francesi, ecc..). La federazione, ormai imbarazzata, decide solo un anno dopo, nel 1909, di riammettere gli stranieri al campionato.

Il primo derby di MilanoLA RIVALITA’ – Intanto, nel campionato del ritorno degli stranieri, in Lombardia se la giocano le tre milanesi. Il Primo derby di campionato si gioca Domenica 10 Gennaio 1909. La sfida è epica. La spunta il Milan che si vendica dei traditori vincendo 3-2. Tra i due litiganti il terzo gode. L’US Milanese elimina Inter e Milan e va a giocarsi lo scudetto contro la Pro Vercelli che vince il suo secondo scudetto. Nel 1909-10, l’Inter, che era nata sotto il segno dello straniero, vince il suo primo scudetto. Un successo frutto del tradimento. Negli anni successivi le due rivali milanesi del Milan si fonderanno. L’Inter da sola non riesce più a volare, il Milan coraggiosamente è in piena ricostruzione. L’U.S. Milanese fa la spola tra prima e seconda divisione. Nel 1927 i fascisti cercano di limitare il numero di squadre italiane, controllandole. Per permettere alla Fiumana (società di Fiume) di iscriversi in Serie A e per evitare che a Milano esistesse una squadra dal nome scomodo, l’Internazionale, si decide l’obbligo della fusione tra Us Milanese e Internazionale. Gli interisti abbassano la testa. Nasce l’S.S. Ambrosiana, che nel 1930 vincerà lo scudetto. Per invertire il suo destino, il Milan dovrà aspettare i favolosi anni ’50. L’Inter intanto in quegli anni vincerà ancora, servo del fascismo, nato dal tradimento.

Posted by Michele Bufalino

Giornalista pisano, ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Ha lavorato al Progetto Sky Italia della Deltatre S.P.A. società informatica di Torino. Si è occupato della grafica in sovrimpressione delle partite di Serie A. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate, e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata"nel 2011. Premiato al Memorial Bardelli 2011 per il suo impegno per lo sport pulito. Conduce il talk Show sul Pisa "Finestra sull'Arena"