24439214-palloni-da-calcio-3d-con-gruppo-c-bandiere-squadre-mondiali-di-calcio-brasile-2014-isolato-su-biancoIl Girone C del Mondiale è certamente uno dei più interessanti: non sono presenti compagini favorite al titolo, ma essendo il livello fondamentalmente simile, ci sono ottime possibilità di arrivare all’ultima partita con ancora tutto da decidere. Girone C come Colombia, una delle squadre più interessanti di questa rassegna, ma anche come Costa d’Avorio, probabilmente la squadra africana più competitiva. Ma vediamo il tutto:

COLOMBIA

Los Cafeteros arrivano a questo mondiale carichi di aspettative e pieni di sorprese: la squadra c’è, è buona e lo ha dimostrato. Peckerman sa eccome il fatto suo, e ha costruito una compagine solida che però trova nella rapidità e nella qualità del suo reparto offensivo le caratteristiche fondamentali. La retroguardia, dove figurano tra gli altri il nostro Cristian Zapata e l’ex Mario Yepes, può essere considerata la migliore del suo girone; ma è davanti che i Colombiani sono davvero fenomenali. Sulla trequarti schierano il funambolico Cuadrado, conoscenza della Serie A, lo strapagato James Rodriguez, eccellente negli inserimenti, e l’evergreen Teofilo Gutierrez. A supporto, ovviamente, del Tigre, Radamel Falcao, probabilmente il miglior centravanti del torneo. C’è un ma: è reduce da una rottura del crociato, ma se regge ci sarà da divertirsi.

IL MIGLIORE: Radamel Falcao è la stella più brillante di questa squadra, ma qualora non dovesse stare bene, i colombiani avrebbero comunque le spalle coperte, leggasi Jackson Martinez e Muriel.

IL PUNTO DEBOLE: probabilmente la linea mediana non è, almeno sulla carta, all’altezza degli altri reparti: molto probabile soffrano squadre muscolari a centrocampo.

VOTO SQUADRA: 7

COSTA D’AVORIO

La Serie A, dietro di sé, spesso lascia strascichi di storie dimenticate, di personaggi che, nel bene e nel male, hanno lasciato un’impronta nel nostro campionato. Ne sanno qualcosa l’Inter, leggasi 5 maggio, e il Parma, che prima del crack di Tanzi era di fatto una big: potevano permettersi entrambe grandi colpi, e uno di questi fu Sabri Lamouchi. Perchè questa introduzione? Perchè Lamouchi, oggi, siede sulla panchina della Costa d’Avorio, e la guiderà in Brasile. Per il resto, la squadra poggia sui soliti Drogba, Gervinho, Kalou and Tourè brothers; una postilla solo su Yaya, quest’anno semplicemente sublime. Si, sono fondamentalmente inferiori alla Colombia, ma qualificarsi non è una mission impossible.

IL MIGLIORE: 20 reti in Premier League quest’anno, Yaya Tourè, di ruolo centrocampista, ha tutte le carte in regola per essere il centrocampista più dominante di questo mondiale.

IL PUNTO DEBOLE: si tratta di una squadra che dipende, praticamente del tutto, dagli umori delle sue star: se i vari Drogba, Tourè e Gervinho non dovessero azzeccare la partita, il piano B sarebbe di difficile attuazione.

VOTO SQUADRA: 6.5

GIAPPONE

Piccolo miracolo del nostro Zaccheroni-san, i nipponici non sono una compagine da sottovalutare. In porta spicca l’esperienza di Kawashima, mentre gli europei Uchida e Nagatomo, stantuffi di fascia, alzano qualitativamente il livello della retroguardia, mentre le star Honda e Kagawa sono i veri motori della squadra, pronti a supportare Okazaki unica punta. Molti giapponesi militano nella Bundesliga, o comunque in campionati europei: sarebbe un errore considerarli quindi inesperti o inadeguati al contesto. L’obiettivo è replicare l’ottavo di finale conquistato 4 anni prima: fattibile, ma Costa D’Avorio e Colombia, pur non esageratamente superiori, sembrano più attrezzate. Buona fortuna, Zaccheroni-san.

IL MIGLIORE: reduce da una stagione deludente nel peggior Milan dal 1997, Keisuke Honda è pronto a prendere per mano il Giappone e guidarlo ai Mondiali, alla ricerca del riscatto.

IL PUNTO DEBOLE: Francamente, l’attacco sembra un po’ leggerino: a confronto con le bocche da fuoco ivoriane o colombiane, il solo Okazaki sembra una bazzecola.

VOTO SQUADRA: 6

GRECIA

Sono lontani i fasti del 2004, anno in cui gli ellenici conquistarono in terra portoghese un insperato europeo. E se è vero che Kostantinos Mitroglou non sta facendo rimpiangere Charisteas, il resto della squadra, esclusi i veterani Samaras, Karagounis, il romanista Torosidis e Katsouranis, lascia parecchio a desiderare. L’obiettivo è superare il girone, ma francamente sempra un’impresa piuttosto ardua: servirà un Papastathopoulos monstre per tenere botta a Falcao&co. o alla banda Lamouchi. Vero, anche nel 2004 nessuno alla Ethniki avrebbe dato un euro, ma i miracoli accadono una sola volta.

IL MIGLIORE: Mitroglou in Champions League ha fatto vedere ottime cose, al Fulham un po’ meno: cosa vedremo al Mondiale?

IL PUNTO DEBOLE: difesa e centrocampo non all’altezza, eccetto per pochissimi. Servirà molta solidità.

VOTO SQUADRA: 5

Giangi_Ceresara

Posted by Giangi_Ceresara

Classe '93, studente di Linguaggi dei Media in Cattolica, è redattore del blog da quasi un anno. Il Milan è la passione di una vita, nel bene e nel male rossonero per sempre.