Cristante-no-getty-2-420x237Durante la sosta per le nazionali abbiamo realizzato per voi un’intervista a @milannext come approfondimento sul settore giovanile. Qui di seguito il testo integrale.

Allora, intanto per chi dei nostri lettori non ti conosce: chi sei e qual è il tuo rapporto con il settore giovanile
Mi chiamo Francesco, abito a Milano e seguo il Settore Giovanile del Milan da quando ero un ragazzino delle medie. Ai tempi tediavo i miei compagni di classe, poi sono passato a tediare altri tifosi su vari forum rossoneri. Principalmente perché speravo di far appassionare gli altri tifosi e di condividere questa mia passione un po’ di nicchia. Ho continuato così, fino a un annetto fa. Poi, visto lo spopolare di Facebook ho pensato che potesse essere un luogo interessante dove provare ad affrontare l’argomento, visto che ai tempi nessuno se ne occupava. Ho aperto una pagina, Milan Next, inizialmente non particolarmente popolata. Poi piano piano la pagina è arrivata sotto il naso dei ragazzi del Settore Giovanile e così grazie al passaparola piano piano si sono iscritti tanti frequentatori abituali del Vismara: giocatori, genitori, parenti, amici, addetti ai lavori.
Soddisfatto del buon feedback di chi il Settore Giovanile lo vive, ho creato anche un account Twitter. Inizialmente era un esperimento, soprattutto lo scrivere in inglese. Volevo vedere se l’argomento potesse interessare i tanti tifosi non italiani sparsi per il mondo. L’esperimento è piaciuto, in particolare a chi gestisce gli account più seguiti di Twitter dedicati al Milan (Milanello, Milan Diavolo News etc…) e i loro retweet mi hanno aiutato a crescere molto fin da subito. Ora ho 10.000 followers, accumulati in meno di 5 mesi. Quando ho iniziato pensavo di non arrivare neanche a 500…
Quindi, al netto della mia logorrea, sono un amante del nostro Settore Giovanile, che cerca di farlo amare ad altri tifosi. Già che ci sono cerco di contrastare la disinformazione che spesso contraddistingue l’argomento.

Per chi non conosce bene il settore giovanile di una squadra di serie A potresti spiegare come questo è organizzato?
Il Settore Giovanile di una squadra come il Milan direi che si può dividere in due fasi: Attività di Base (8-13 anni, dai Pulcini ai Giovanissimi Regionali A) e Settore Agonistico (>14 anni, dai Giovanissimi Nazionali alla Primavera). L’Attività di Base ha una componente prevalentemente formativa e ludica, si parte dai Pulcini che imparano le basi e devono prima di tutto divertirsi, fino ad arrivare ai Giovanissimi, che hanno già acquisito un buon livello tecnico/tattico. Poi si passa all’Agonismo, dove oltre a continuare a favorire il processo di crescita dei giocatori diventa primario anche il conseguimento di risultati. Ottenere risultati non significa solamente vincere un trofeo o un titolo, anche se ogni squadra parte anche con quel obiettivo, d’altra parte siamo il Milan. Il risultato è anche (soprattutto) creare giocatori pronti per la prima squadra. In totale ci sono 10 squadre, 6 per l’Attività di Base e 4 per il Settore Agonistico. Quelle che possono vincere lo scudetto sono solo 3, Giovanissimi Nazionali, Allievi Nazionali e Primavera.
Gli Allievi I/II Divisione invece partecipano all’equivalente del campionato Allievi Nazionali (al quale possono partecipare solo squadre di A e B), che è riservato alle formazioni Allievi delle società di Lega Pro, ma arrivando prime in classifica non vincono nulla. La difficoltà della competizione sta nel fatto che le formazioni di Lega Pro sono tendenzialmente più vecchie di un anno. Il Milan ha poi una struttura molto articolata di Scuole Calcio sparse per l’Italia (credo siano 104, ma non ho il dato più recente), che ampliano il bacino di ragazzi formati dal Milan (ogni istruttore delle Scuole Calcio viene formato direttamente da noi) e aiutano anche a livello di scouting, segnalando i giocatori più interessanti sparsi per il territorio italiano. Ci sono anche Scuole Calcio all’estero, ma sull’argomento sono meno ferrato.

Si è parlato molto di un Milan che punta sui giovani e di una rifondazione del settore giovanile. Hai riscontrato effettivamente la cosa da addetto ai lavori?
Assolutamente si, il Milan sta lavorando moltissimo per rafforzare il Settore Giovanile. Non parlerei però di rifondazione, perchè è da oramai quasi 4 anni che il Milan è tornato ad investire sul proprio vivaio. Già il numero di Scuole Calcio che menzionavo prima è un dato indicativo, nell’Estate del 2009 credo fossero meno di 10.
Una passo avanti fondamentale, annunciato a fine Dicembre alla festa del Settore Giovanile, è stato l’aver trovato l’accordo con la Curia milanese per la gestione del Centro Sportivo Vismara. Prima eravamo ospiti, ora possiamo muoverci più liberamente, migliorando sensibilmente un Centro Sportivo già molto ben strutturato.
Poi si sta lavorando sull’Area Scouting, ampliandola.Infine c’è il famoso progetto che unificherà (ovviamente non in maniera dogmatica) il modus giocandi/allenandi delle varie squadre, dalla Prima Squadra ai Giovanissimi, con l’Allenatore della Prima Squadra a gestire il tutto insieme ad un Coordinatore Tecnico (ad oggi mister Allegri e probabilmente mister Dolcetti). Tante novità, sintomo di voglia di migliorarsi.

Come giudichi l’attività del settore giovanile degli ultimi dieci anni? Ritieni sufficiente il numero di giovani sbarcati in prima squadra?
Prima del 2009 il Settore Giovanile è stato trascurato, ma ciò nonostante da uno studio che leggevo qualche mese fa siamo comunque la terza squadra italiana (dopo Atalanta e Roma) per presenza di prodotti del proprio vivaio nei principali campionati europei. E’ stato un grave errore trascurarlo, ma abbiamo comunque ottenuto dei discreti risultati. Questo fa ben sperare in vista del futuro: se investendo poco siamo comunque riusciti a creare parecchi giocatori da Serie A, ora che stiamo investendo credo che avremo di che sorridere nei prossimi anni. Ad oggi abbiamo solo De Sciglio, Abate e Antonini nel giro della prima squadra, ci sono giocatori che potrebbero starci (Astori ad esempio), ma sono sicuro che entro 5 anni il numero di prodotti del vivaio in prima squadra sarà come minimo raddoppiato.

Personalmente ritieni più utile avere una primavera di livello o mandare i giovani a farsi le ossa in categorie minori?
Il livello del Campionato Primavera purtroppo è ancora molto basso. Lo dimostra il fatto che giocatori dominanti in Primavera spesso poi arrivati al professionismo facciano fatica o siano molto meno decisivi. Quindi tendenzialmente preferisco che si facciano le ossa nelle categorie minori, anche se è sempre difficile scegliere la squadra giusta. Il rischio che i ragazzi buttino un anno, tra panchina e tribuna, è consistente.
L’ideale, ovviamente, sarebbero le Squadre B ma in Lega Pro pare non siano gradite. Non capisco perchè, visto che secondo me le Squadre B porterebbero maggiore interesse e dunque più soldi.

Quale secondo te, delle varie categorie, è la squadra rossonera più forte rispetto alla propria divisione?
I Giovanissimi Nazionali. In una settimana hanno prima vinto la Nike Cup a Pescara, una competizione riservata alle migliori formazioni italiane (partecipano solo le prime di ogni girone nazionale), e poi sconfitto l’Inter 3-0, riprendendosi la testa del girone. Io ero tra i pochi fortunati presenti al Derby, grazie al papà di uno dei nostri ragazzi che mi ha accompagnato (c’era il blocco del traffico e solo i tesserati erano esonerati) e ho assistito ad una gara entusiasmante per ritmo, spirito di sacrificio, voglia di giocare a Calcio (con la C maiuscola) e qualità individuali.
Sono un gruppo cresciuto anno dopo anno dai tempi degli Esordienti, venendo ciclicamente rafforzati con 1-2 rinforzi mirati e sono guidati magistralmente da quel grande Generale che è mister De Vecchi. Tante individualità, ma sempre messe al servizio della squadra. Hanno capito che il colpo ad effetto può essere tentato, se vogliono, ma a patto che sia utile alla squadra. Credo moltissimo in loro. Sono un gruppo cresciuto anno dopo anno dai tempi dei Pulcini, quando già c’erano giocatori come Cutrone, Llamas, Zanellato, Zucchetti, De Piano, El Hilali, Hamadi

Si parla di un’ulteriore rivoluzione del settore giovanile con Dolcetti responsabile dell’intero staff. Potresti spiegarci meglio come funzionerà?
Non mi è ancora ben chiaro, onestamente. Da quel che ho capito mister Dolcetti dovrebbe fare da trait d’union tra l’allenatore della prima squadra e gli allenatori del settore giovanile (fino ai Giovanissimi Regionali), di modo da avere metodologie di allenamento comuni per tutte le formazioni e una mentalità di gioco unitaria (a partire dallo schema). Sullo schema però credo ci sarà flessibilità, bisogna pur sempre adattarsi ai giocatori che le varie rose hanno.

Quali saranno i benefici tangibili per la prima squadra da questa rivoluzione?
Visto che l’obiettivo è portare ogni anno almeno un giocatore del vivaio in prima squadra, credo che abituare i nostri ragazzi alle metodologie e alle idee di gioco che caratterizzano la prima squadra li aiuterà a sentire meno il salto dalle giovanili alla prima squadra. La prima squadra ridurrà così i tempi di inserimento dei propri giovani, tempi fisiologici, come dimostrano ElSha, Salamon, Niang etc…

La seconda parte dell’intervista sarà online dalle ore 15! – Segui milannext su twitter

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.