San Pirlo da Brescia, giocatore nato alla Juventus

A prescindere dall’ignoranza e inutilità dei giornalisti della RAI, che si sono esercitati in un’opera di leccaculismo a tinte bianconere mai visto, la partita di giovedì ha messo l’accento soprattutto sulla prestazione di due rossoneri in mezzo al campo: Montolivo e Cassano.

Il barese non ha nè brillantezza nè energia nelle gambe come nella fase pre crisi cardiaca, però ogni volta impartisce lezioni di classe e di calcio: il cross per l’uno a zero di Balotelli è qualcosa di magnifico, soprattutto considerando i tre crucchi che lo marcavano. Una palla lunga al punto giusto, tesa al punto giusto, solamente bisognosa di un attaccante degno di questo nome per lasciare lo scarsissimo Badstuber sul posto e freddare l’ottimo Neuer.

Montolivo, dal canto suo, ha toccato un’infinità di palloni ed ha dimostrato ai tifosi rossoneri che su di lui si potrà contare eccome: i lanci ed i tocchi di questo ragazzo sono una vera manna per le ali e le punte rossonere, bisognose come non mai di un po’ di fosforo in mezzo al campo. Il lancio sul secondo goal di Balotelli è roba da stropicciarsi gli occhi per un quarto d’ora abbondante. Ovviamente i giornalisti della RAI si sono soffermati sull’incredibile capacità di Pirlo di trovare sempre i compagni smarcati e sul blocco Juve così fondamentale (due assist rossoneri per la punta del Manchester City … eh, va beh).

Pirlo, ora che è alla Juventus, è diventato rappresentazione terrena del volere del Supremo, sceso tra noi mortali per impartire lezioni di calcio, di stile, di savoir faire, di italiano, latino e greco: rimango sempre della mia opinione, a costo di essere contraddetto e rimbrottato da tutti, ossia che il bresciano, al Milan, aveva fatto il suo tempo, non aveva più quegli stimoli che forse ha ritrovato in una Juventus costruita su misura per lui. Ora che la maglia che indossa è più simile a quella di un carcerato di San Quintino, pare che sia papabile per il Pallone d’Oro anche quando fa doppietta tra le mura domestiche, e questo pronismo della prima rete televisiva italiana è qualcosa di stomachevole: il fatto che sia passato dal Milan alla Juve e, contestualmente, dalla normalità alla santità, è per lo meno singolare.

E’ comunque una bravissima persona, un ottimo calciatore: sono molto contento per quello che sta facendo con la Nazionale e non rosico per i risultati ottenuti con la gobba, se li merita poichè rimane, a prescindere dagli schemi imposti dai giornalisti odierni, uno dei più grandi playmaker mondiali. Lo era già con il Milan, ma forse a qualcuno, questo, non stava bene o era “stranamente” sfuggito, così come non mi sono sfuggiti, a parte la vittoria strameritata contro i tedeschi, alcuni frangenti amarcord in cui Pirlo, pressato, ha rischiato di mandare tutto a monte proprio a causa di quel modo di gestire la palla che tanto non sopporto di lui.

Sul lato mercato, il Milan pare essere in attesa di quelli che saranno i colpi di fine Agosto, sia in entrata che in uscita: il PSG continua a spingere e tentare la voglia rossonera di fare cassa, vedremo chi la spunterà. Certo, se le parole di Leonardo riguardo un presunto accordo già raggiunto con Thiago Silva fossero vere, allora forse il teatrino Galliani+Berlusconi non era poi così teatrino come l’abbiamo giudicato.

Forse i veri papabili per una possibile partenza rimangono Robinho e Ibra, anche se lo svedese è gravato da un ingaggio faraonico che neanche gli sceicchi paiono così interessati ad corrispondere. La sensazione è che, fino a dopo le vacanze, non ci saranno grandi colpi, ma solamente tantissimi inutili e ricorrenti proclami giornalistici.

Pensando alla valorizzazione di chi è già in rosa ed in attesa di una possibilità, chissà se Allegri darà una chance a Didac Vilà sulla sinistra: in Spagna si dice un gran bene di questo instancabile esterno difensivo, e siccome non è che in Italia pullulino terzini sinistri fenomenali, forse varrebbe la pena di puntarci più di un euro, visto le attuali alternative in rosa Taiwo e Mesbah, non proprio degni eredi di Mr. Maldini. Galliani continua a lavorare sottotraccia su Balzaretti, che con Abate compone il tandem titolare della Nazionale italiana finalista degli Europei, non male affatto: certamente quel simpaticone di Zamparini venderà cara la pelle, vedremo come si evolverà la situazione.

La notizia delle ultime ore è l’inserimento del Milan nell’affare Destro, un ’91 che ha un mercato incredibile, ricercato da molti top club italiani ed esteri: sul giovane era pesantemente la Juve e prima ancora l’Inter, ma pare non essersi ancora evoluta la trattativa tra Genoa e Siena. Vista la tendenza di fierolocchio Marotta a irrompere nelle trattative rossonere per scatenare l’asta, magari è solo un giustissimo rendere pan per focaccia.

Posted by zeussemper

Editorialista rossonero e programmatore web