Milano ore 20:45, Stadio San Siro: Inter-Milan. Non nego che accaparrarsi i punti decisivi per lo scudetto con la vittoria nel derby è il sogno proibito di ogni tifoso rossonero. Non so quanto sia improbabile o impossibile un accadimento del genere, ma la verità è che a crederci, e a credere nella vittoria finale sono rimasti in pochi, e io non sono tra questi. Non ci credo perché sono mesi che la trojka del calcio nazionale ha incanalato la vittoria dello scudetto nei “binari giusti”, quelli che corrono verso Torino. E ritengo probabile che di qui alla fine dei giochi possano verificarsi altre “fesserie” (come le definirebbe Conte) che riescano a rimediare in pieno all’errore di Buffon. Errore di un grande rossonero, che non possiamo dimenticare, come non potremo dimenticarci mai il suo aiuto nella finale dell’Old Trafford..

Tornando ad argomenti più seri, ma non troppo, di Buffon e di Conte: pare che in casa Milan siano iniziati i resoconti finali, con giocatori in arrivo ed in partenza. Altri, tra i quali Seedorf, si sono dimenticati che loro, alla vittoria dello scudetto devono crederci perlomeno fino al 95° del derby, e invece pare che abbiano staccato la spina già da diverso tempo. In questo mister Allegri si è dimostrato di una professionalità incredibile, credendo con disarmante sincerità nella vittoria, anche nei momenti più neri, quando nessuno avrebbe pensato nemmeno ad un riavvicinamento ai gobbi, nei giorni in cui pure gli alti papaveri della società avevano staccato la spina e bellamente lo dichiaravano ai media. Allegri non è un gran tecnico, ne un gran motivatore, ma ha saputo tenere insieme un gruppo che difficilmente senza la sua figura avrebbe saputo rimanere coeso. Per fortuna, in assenza di qualche indicazione tecnica che riesca a costruire perlomeno un abbozzo di gioco, sono quelli là davanti che tirano la carretta.

Boateng, Cassano ed Ibra (seppur con la lingua di fuori) sembrano aver ritrovato l’ispirazione dei giorni migliori. Come nella tarda estate 2011, quando il resto della squadra era assente in campo e Abbiati stava attraversando il periodo peggiore della sua carriera, il solito trio rossonero non mancava, purtroppo gli infortuni di Ibra col Malmoe, e quelli, lunghissimi, di Cassano e Boateng non ci hanno mai permesso di schierare la formazione titolare. Ormai per ritrovare le magie di inizio anno è tardi: alcuni giocatori entreranno in forma dopo la fine del campionato, altri sono stressati dal superlavoro, e, comunque, il fatto che la vittoria dello scudetto non sia solo affar nostro ma dipenda pure dai rallentamenti dei ladri sembrava toglierci spinta, e l’ombra della rassegnazione si faceva avanti. Il pareggio del Lecce sembra invece aver donato nuova linfa e, fino alla fine di Milan – Atalanta abbiamo visto, di nuovo, dopo tanto tempo, fame e voglia di giocare, anche nella nostra squadra. Le motivazioni si dice, nei derby non mancano mai, ma se a queste aggiungiamo il desiderio di vincere lo scudetto, quando giocheremo contrapposti ad un team che di obiettivi non ne ha più, non sarebbe certo una cosa negativa. Allegri schiererà il Milan col 4-3-1-2 con: Abbiati, Abate, Nesta, Bonera, Antonini, Nocerino, Van Bommel, Muntari, Boateng, Ibrahimovic, Robinho.

La StramaInter è l’ultima invenzione di un presidente che non riusciva ad azzeccare le scelte giuste nemmeno quando doveva scegliere tra due soluzioni entrambe valide e costose. Adesso si ritrova con un team che conserva solo le vestigia di quello che fu, una specie di Roma antica ai giorni nostri, con la presidenza che fa e disfa secondo come si sveglia la mattina – solo che ora manca pure il grano, e si sente. A questo giro ha fatto fuori due tecnici, il primo, Gasperini, è un ottimo tecnico nel senso stretto del termine, uno tutto moduli, perfezione e tattica, stile Benitez insomma. Che messosi a disquisire di tecnica calcistica all’interno dello spogliatoio dell’Inter causò panico e terrore in tutti i presenti. La seconda vittima è stato Ranieri, un vecchio catenacciaro che grazie alla vittoria nel derby d’andata ha potuto collezionare, in seguito, una serie di risultati negativi molto più lunga di quello che Moratti sarebbe stato disposto a concedere se non ci fosse stato quel risultato propiziato dall’assist di Abate – grazie anche a questo l’Inter è fuori dalla Champions: quando si dice che tutto il male non vien per nuocere…

Adesso siamo a Stramaccioni, un ragazzino implume in mezzo agli squali che girano nello spogliatoio e nella società, fautore di un gioco offensivo da allenatore di una squadra che, fisicamente, non riusciva a reggere nemmeno l’umilissimo catenaccione di Ranieri. Come sempre quando Moratti accontenta il clan degli argentini essi, per ricompensa, come si fa coi cani, gli regalano 3 o 4 match semi-decenti: stavolta, per ringraziare Moratti ha mosso il culo, grande notizia, pure Zarate. Ora basta però, le 4 partite di ricompensa son passate, l’estate è alle porte e non ci si può più sfracassare con questo che chiede di correre ed attaccare.

Tatticamente parlando non sarà, per noi, una partita semplice, infatti la fase di studio e di approccio di Stramaccioni non si è ancora conclusa e a centrocampo regna la confusione più assoluta, fra i ranghi interisti e, ancora di più, tra le menti degli avversari che dovranno prevedere le mosse del tecnico romano. Era partito con un 4-3-3 classico, poi è passato ad un 4-2-3-1 col rientro di Sneijder, e ancora al 4-3-2-1 per conferire ancora più ampiezza alla manovra del talento olandese. La verità è che, spesso, quando l’Inter recupera palla, in qualsiasi parte del campo, i giocatori riescono solo con molta difficoltà a far ripartire il gioco; dando alla transizione offensiva una lentezza ed un approssimazione spesso fatali per il buon esito dell’azione cui si da inizio: molto è dovuto anche al fatto che atleticamente l’Inter (ma anche il Milan se è per questo) sta attraversando una fase marcatamente “down”. Il talento, i piedi buoni, i nerazzurri li avrebbero anche, ma spesso non riescono ad innescarli con la dovuta celerità; cincischiando con la palla tra i piedi col rischio di generare situazioni comiche come quelle vissute a Parma. Ovviamente non c’è da augurarsi il risveglio primaverile di Pazzini, o la solita timbratura contro il Milan di Milito, che è un giocatore con solo un decimo del potenziale (e delle motivazioni) di due anni fa: mi auguro invece una vittoria nel derby,  abbinata ad un risultato diverso dai 3 punti per i gobbi ma mi dispiacerebbe sconfiggere Stramaccioni: vedere questo bambinetto, tenuto in disparte tutta l’estate, mentre Branca fa il suo solito mercato di sudamericani strarotti in prestito e di cessioni illustri, per poi addossare tutte le colpe al ragazzino e vederlo esonerato con ignominia già il prossimo Ottobre, sarebbe una cosa che per noi milanisti, non avrebbe prezzo. Purtroppo per una sconfitta nel derby potrebbe portare invece Moratti ad esonerarlo a fine di questa stagione e prendere un allenatore come si deve, ma il presidente non ci delude mai e se i nomi che circolano per il sostituto sono del livello di Bielsa o di un ritorno del Giuda possiamo dormire sonni tranquilli: contro di loro Allegri basta ed avanza. La StramaInter scenderà in campo (forse) col 4-3-2-1 con: J. Cesar, Zanetti, Samuel, Lucio, Maicon, Cambiasso, Poli, Guarin, Sneijder, Zarate, Milito.

Tanto per cambiare bisogna vincere, e bisognerà vincere pure nel mercato estivo, perché se è vero che la rosa del Milan è ancora superiore alle concorrenti, e che la prossima stagione la Champions ce l’avrà pure la Juve, è pur vero che non  siamo irraggiungibili, e non potremo certo sovrastare la concorrenza grazie al modesto gioco di Allegri. Ma adesso dobbiamo pensare solo al derby: quindi non perdetevi il LIVE della partita dalle ore 20:15 su Rossonerosemper.com!

reostato

Posted by reostato

Editorialista e responsabile dei LIVE insieme ad Anonimoabusivo