La serata di Gala a San Siro ha lasciato una sensazione di accresciuta sicurezza nei nostri mezzi, nonostante le mille difficoltà che stanno costellando la nostra stagione. Ad onor del vero, i miei pensieri, riguardo la formazione iniziale schierata da Allegri, si sono materializzati sui Social Network attraverso l’ampio uso di sane bestemmie; vedere il nome di Seedorf ai blocchi di partenza mi ha fatto andare in acido l’umore e non solo: era uno dei pochi che speravo di non vedere calcare il terreno di gioco.

Ma come, direte voi, come puoi anche solo immaginare di vedere questo Milan senza il suo giocatore più d’esperienza in campo! Grazie al suo contributo abbiamo retto moltissime folate offensive blaugrana e siamo ripartiti come dei tornado in avanti!

Cosa vi devo dire, non sono obiettivo con Clarence. Non lo voglio più vedere in questo Milan, non ce la faccio più: è un mio problema, ci sto lavorando, abbiate pazienza. Continuo ad essere certo che, con lui in campo, siamo pacificamente uno in meno, e giocare con il Barcellona in 10 contro 11, non mi sembra proprio un’idea geniale. Se al discorso di Seedorf affianchi un Robinho in condizione imbarazzante, si capisce che il gioco si fa duro sin dall’inizio. Bisogna però ammettere che, a livello tattico, Allegri ha saggiamente imbrigliato il gioco di Messi e compagnia nella parte centrale del campo, limitando al minimo il loro classico gioco, fatto di passaggi corti, decisi e precisi tra Iniesta, Xavi e Messi, i veri fautori del gioco spumeggiante catalano.

Il Pallone d’Oro in carica ha dato solo raramente dimostrazione delle sue immense doti tecniche, il lavoro di Mexes e compagnia ha limitato al massimo la pericolosità del suo sinistro velenoso: ancora una volta l’argentino è stato disinnescato alla grande dalle difese italiane, fatte da giocatori veri, non da burattini come in tutto il campionato spagnolo, ad esclusione di qualche giocatore del Real e del Barca stesso.

Nella partita di ritorno il gioco sarà completamente diverso: la spinta dei tifosi spagnoli sarà costante per 90 minuti, il campo non sarà un patatao, per dirla alla Dani Alves, e il Barcellona potrà contare probabilmente su un Adriano in più sulla sinistra: questo potrebbe permettere ai campioni del Mondo di spingere costantemente sia sulla destra che sulla fascia opposta.

Aumentando la spinta offensiva, però, diminuirà il controllo in fase difensiva, ed è li che Ibra e compagni dovranno sfruttare al 110% le occasioni che si presenteranno. La partita di ieri ha mostrato quello che, contro una squadra più forte, non dovrebbe mai accadere: sbagliare l’insbagliabile: il tiro di Ibra, ma molto di più l’occasione di Robinho, erano appuntamenti con la vittoria da non disertare.

Il ritorno, purtroppo, è già Martedì prossimo, troppo vicino per sperare che i rossoneri possano guadagnare chissà quale condizione, ma dobbiamo fare di necessità virtù: l’apporto alla manovra di Boateng, Aquilani e Abate è fondamentale e potrebbe veramente darci la possibilità di superare l’immenso scoglio del Camp Nou. Il Barcellona visto in campionato non ha nulla di marziano, né di imbattibile.

L’impresa è difficilissima e resa, se possibile, ancora più ardua dalla condizione dei nostri giocatori migliori, ma se riuscissimo a passare il turno, la via verso Monaco potrebbe diventare veramente tinta di rossonero. Sia il Chelsea che il Benfica sono avversari tranquillamente alla portata di un Milan anche in grossa difficoltà: primi in campionato e in corsa per la Champions contro un Barcellona a tutti gli effetti battibile, nonostante mezza squadra in tribuna e qualche anziano di troppo in campo: se questa di Allegri non è impresa, poco ci manca.

Posted by zeussemper

Editorialista rossonero e programmatore web