Quando ho visto Thiago Silva, a terra, con la caviglia in mano, al termine della partita con la Juventus di Coppa Italia, ho ripassato tutto l’elenco di bestemmie fino ad oggi conosciute: pensare di rischiare uno dei giocatori più importanti in rosa durante un match obiettivamente poco importante, rispetto agli altri trofei in palio, è veramente un azzardo pericoloso.

Tra l’altro, valutare la presenza di Thiago Silva in campo, considerando che a centrocampo neanche il miglior Dario Argento avrebbe potuto inventare uno schieramento del genere, con Aquilani senza minuti nelle gambe e Seedorf in sleep-mode, diventa uno sforzo d’immaginazione niente male. A questo punto, se devo provare a vincere la partita con giocatori non pronti, tanto vale schierare Yepes o Bonera al posto di Thiago Silva e immediatamente Maxi al posto di un Ibra di nuovo in modalità “Contro le grandi”.

Alla fine di tutto, abbiamo comunque onorato il match, rischiando di portare a casa, tra l’altro, una finale di Coppa Italia contro una Juventus che alla fine del secondo tempo era più morta che viva. Peccato non aver avuto quelle risorse psico-fisiche necessarie per assestare il colpo di grazia ad una squadra che, onestamente, ha sempre e comunque avuto l’immenso culo di incontrare il Milan in un momento di forma inguardabile, con mille giocatori in tribuna o appena rientrati da infortuni biblici.

Dubito fortemente che, come recita la Bibbia dell’Inutile, Tuttosport, la mancata finale di Coppa Italia peserà psicologicamente sul prosieguo della stagione, ma, al contrario, ha dato l’ennesima conferma che il Milan è superiore alla squadra di Torino. Speriamo si possa avere, prima o poi, la possibilità di incontrare i bianconeri con tutti gli effettivi e le riserve a disposizione. Chiediamo troppo? Magari nella prossima Supercoppa Italiana, a patto che la Juve superi il Napoli in finale, visto che non ho dubbi su chi la spunterà in questa lotta per lo scudetto.

Ora ci aspettano due turni che dire cruciali è riduttivo: la partita con la Roma dovrà terminare, gioco forza, con i tre punti, visto che l’Inter, attualmente, è la brutta copia di una squadra di Serie B ed a Torino la Juve rischia di avere gioco facile. Anche qui, il solito culo bianconero di incontrare gli avversari nel loro, rispettivo, peggiore periodo della stagione.

Spero vivamente non si proceda con il solito iter di ancelottiana memoria, dove si mette in secondo piano il campionato, per spremere al 100% la rosa contro il Barca, con il rischio reale e possibile di perdere capra e cavoli. Un risultato positivo a San Siro contro Guardiola potrebbe darci la possibilità di andare al Camp Nou, montare le barricate e giocare di ultra rimessa. Certo, noi siamo il Milan, certo, noi imponiamo il nostro gioco, certo, la storia.
Tutto giusto, tutto vero, ma, ho paura, tutto poco fattibile all’atto pratico, soprattutto vedendo il trend della nostra infermeria.

Immaginate solamente di proporsi al Camp Nou con Bonera, Silva, Mexes e Zambrotta arruolabili.
Paura eh?

Posted by zeussemper

Editorialista rossonero e programmatore web