Penultima giornata della stagione 2008-09, domenica 24 maggio. A mormorare non è il Piave ma San Siro: ultima recita nel teatro di casa per Paolo Maldini, ma pure ultima panchina casalinga di Ancelotti. Il Milan lotta per il terzo posto, che allora valeva ancora come accesso diretto per la Champions League, e deve guardarsi dalla rimonta della Fiorentina, in virtù soprattutto del fatto che la spia della riserva è diventata di un arancio intenso. La sconfitta a Udine nella gara precedente (ci segnò Zapata) oltre a dare lo Scudetto all’ Inter, ha evidenziato un evidente calo fisico-atletico dei ragazzi. E Carletto deve far fronte a diverse assenze: a fare il centrale difensivo con il Capitano c’è Favalli, mentre Flamini è schierato in un’ inedita posizione di terzino destro. Gran novità di quel giorno: inizia, per operazione di marketing e sviluppo del brand (cose che noi umani non capiremo mai), il rito di giocare l’ ultima partita in casa con la maglia della stagione successiva.

Nostro avversario di giornata la Roma di Totti e Spalletti, che non ha per niente voglia di fare da vittima sacrificale e domina in lungo e in largo il primo tempo, portandosi meritatamente in vantaggio al 36′ con un missile terra-aria di John Arne Riise che su punizione brucia la rete.

Vista la mal parata, Ancelotti si aggrappa a Seedorf (dentro al posto di Beckham) e a un 4-2-3-1 più unico che raro. Il primo pareggio arriva a un quarto d’ora dalla fine, quando Kaka’ mette al centro per Inzaghi che stoppa e tira: Artur para ma sulla ribattuta irrompe Ambrosini che, riuscendo nell’ impresa di anticipare Pippo nell’ area piccola, mette dentro.

Spalletti ha l’ intuizione giusta sostituendo Vucinic con Menez. Il francese, poco dopo, conclude una meravigliosa combinazione di contropiede (Taddei-Pizarro-Riise) con un tiretto, sul quale Dida fa la figura del proverbiale sacco di patate, e riporta avanti i lupacchiotti.

Ma Ambrosini dimostra che ha i requisiti buoni per meritare di essere il Capitano giusto per succedere a Maldini, e ritrova il pareggio sfruttando un altro dolcissimo pallone di Kaka’, calciato con l’ effetto giusto per eludere le presenze romaniste e per presentarsi elegante all’ appuntamento con Massimo.

Il Milan vuole chiudere vincendo e si ributta in avanti, ma a segnare nuovamente è la Roma. Totti calcia una punizione di seconda dal limite sul palo coperto da Dida. O che dovrebbe essere coperto da Dida che, invece, si fa uccellare dimostrando che ormai i riflessi di un tempo sono ormai cenere.

Sconfitta e Fiorentina a meno tre. Una settimana dopo al Franchi chiuderemo ogni discussione con 2-0 firmato Pato e Kaka’. Mentre non si chiuderà mai la ferita tra Maldini e la Curva Sud. Gli ultras presenteranno quel giorno striscioni con ringraziamenti un po’ ambigui per Paolo (“sentiti ringraziamenti da coloro che hai definiti mercenari e pezzenti” e “non hai avuto rispetto di chi ti ha arricchito“) che risponderà signorilmente indicando ai curvaioli il cielo col dito medio e dichiarando che è felice di non essere come loro. A nulla servirà, in serata, l’ intervento a Controcampo di Giancarlo Capelli, in arte Barone, che cercò, senza riuscirvi, di spiegare pubblicamente il comportamento della Curva. Se non altro, ora che compare come ospite in diverse trasmissioni televisive, ha migliorato la dialettica e il rapporto con i giornalisti.

Milan: Dida, Flamini, Maldini, Favalli, Jankulovski (60′ Zambrotta), Beckham (46′ Seedorf), Pirlo, Ambrosini, Kaka’, Inzaghi, Pato (60′ Ronaldinho).

All. Ancelotti

Roma: Artur, Motta, Mexes, Juan (69′ Diamoutene), Riise, Cassetti, Brighi, Pizarro, Taddei (62′ Filipe), Totti, Vucinic, Menez.

All. Spalletti

Arbitro: De Marco

Reti: 36′ Riise, 75′ Ambrosini, 80′ Menez, 82′ Ambrosini, 85′ Totti.

Posted by AL diavolo

Milanista dal 1999 causa padre e scudetto di Zaccheroni. Dotato di elefantesca memoria, nostalgico degli anni che furono ma che spera vivamente di rivivere. Anche se uno come Nesta non nascerà più.