Euro 1996

Il 19 Giugno 1996 alle ore 19:30 nel magico Old Trafford di Manchester si gioca l’ultima partita che vede alla guida tecnica della nostra nazionale il caro Arrigo Sacchi. Se la fortuna è cieca, la sfortuna con l’Italia di Sacchi c’ha visto benissimo, ma sarà stata la legge del contrappasso visti i troppi successi col Milan..

In effetti, se possiamo accettare la conclusione amara dei mondiali di USA ’94 persi ai rigori in una partita in cui iol nostro avversario, il Brasile di Romario, aveva ampiamente meritato, non si può dire lo stesso con la sfida che analizziamo oggi, nella quale la nostra selezione ha “dominato il gioco ed il campo”.

Ha dominato anche perché all’Italia serviva una vittoria, perché per qualificarsi ai quarti di finale dell’europeo inglese (il primo a 16 squadre) serviva una vittoria o un pareggio e tanta fortuna. L’Italia inizia la manifestazione come una delle favorite, visto il brillante risultato dei precedenti mondiali e la qualità del tecnico, inizia pure bene, battendo la Repubblica Ceca con un rotondo 2-0. Ma nel match successivo l’Italia deve incassare una brutta sconfitta per 2-1 contro la Russia, anche perché il blasonato tecnico emiliano decide di far riposare 5 titolari, schierando una formazione inedita e creando diversi problemi di fluidità al gioco italiano.

Nell’altra partita del Gruppo C la Germania sconfigge con un rotondo 3-0 la Repubblica Ceca, quindi l’Italia deve sperare o di vincere oppure di pareggiare a patto che la Russia battesse i cechi. Nei primi minuti della partita all’Italia sfugge l’occasione dell’anno: viene assegnato alla nostra rappresentanza un penalty e, dagli 11 metri, si presenta Gianfranco Zola, un vero cecchino dal dischetto, che incredibilmente fallisce facendosi parare il rigore dal portiere tedesco Kopke.

L’Italia continua per tutta la partita ad avere un sacco di occasioni, grazie anche all’ottimo gioco che riesce a mostrare, ma il risultato non si sblocca: si rimane a reti bianche. Nell’altro match da cui dipende la nostra qualificazione arrivano notizie positive: all’85° la Russia dopo aver chiuso il primo tempo sotto di due reti ed aver pareggiato nella ripresa risce a portarsi clamorosamente sul risultato di 3-2, risultato che ci consentirebbe l’acceso ai quarti. Ma a due minuti dalla fine dell’incontro Smicer segna il definitivo 3-3 che concedeva alla Germania ed alla Repubblica Ceca l’accesso ai quarti di finale.

In questa occasione l’ottimo gioco ed il superiore possesso palla non era bastato ad avere la meglio. E con la fine di quest’incontro si conclude anche l’epopea di Sacchi, tecnico rivoluzionario e vincente. Allenerà ancora, ma poi ammetterà lui stesso che dopo le dimissioni da CT dell’Italia per lui l’esperienza come tecnico si era conclusa al 90° di questo Italia-Germania.

Voglio aggiungere con una certa tristezza che ai tempi ci fu chi in Italia brindò a questa sconfitta, che era la sconfitta di Arrigo, del suo 4-4-2 atletico e tecnico, senza alcuno spazio al difensivismo e fantasia di matrice italiana. Infatti la nostra nazionale tornerà presto al catenaccio col libero, ed il gioco subirà subito una nettissima involuzione. E ci vorranno ancora anni per rendersi conto che Sacchi operò anche scelte sbagliate in quell’Europeo, ma il suo impianto tattico era, per quei tempi, uno dei migliori possibili.

ITALIA – GERMANIA 0-0
ITALIA: Peruzzi, Mussi, Costacurta, Maldini P., Carboni (Torricelli 77), Fuser (Di Livio 81), Albertini, Di Matteo (Chiesa 68), Donadoni, Zola, Casiraghi. Allenatore: Sacchi
GERMANIA: Köpke, Strunz, Freund, Sammer, Helmer, Ziege, Haessler, Eilts, Möller (Bode 89), Klinsmann, Bobic
Allenatore: Vogts
ARBITRO: Goethals (Belgio)
RIGORI FALLITI: Zola 8 (Italia)
ESPULSIONI: Strunz 60 (Germania)

reostato

Posted by reostato

Editorialista e responsabile dei LIVE insieme ad Anonimoabusivo