Lunedì 27 giugno, ore 18, Stade de France. Seconda potenziale rivincita di questo Europeo dopo quella (vinta) con la Svezia: gli azzurri di Conte affrontano la Spagna di Del Bosque campione di tutto tra 2008 e 2012.

La storia recente degli scontri diretti con le Furie rosse parla di una vittoria e un pareggio (2011 e 2016) in amichevole, ma anche di un pareggio 1-1 allo scorso europeo e tre sconfitte: 4-0 sempre a Euro 2012, ma in finale, e ai rigori otto anni fa e nell’ultima Confederations. Una scia di sfide senza la rivalità che c’è contro Germania o Francia (basta quella ormai degenerata del mondo delle moto…) ma da ribaltare assolutamente. E l’Italia “che segna” delle prime due partite può farlo: solidità dietro e ripartenze veloci, contro una squadra che ama tenere il pallino del gioco e quindi toglierà all’Italia il dovere di giostrare troppo con la palla.

Morata e Iniesta, ma non solo. L’era della Spagna divisa praticamente in due tra Barcellona e Real è finita; oggi solo 7 giocatori vengono dalle due maggiori squadre iberiche. 4-3-3 per Del Bosque, con: De Gea; Juanfran, S. Ramos, Piquè, Jordi Alba; Fabregas, Busquets, Iniesta; D. Silva, Morata, Nolito. Risponde Conte con un 3-5-2: Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Florenzi, Parolo, De Rossi, Giaccherini, De Sciglio; Eder, Pellè. Arbitra il turco Cakir, e se volessimo fare dietrologie il “boicottaggio dei prodotti italiani” a causa dell’eliminazione turca dall’Europeo e così via non è il miglior viatico; ma l’importante come sempre sarà fare un gol più degli altri (e anche gli eventuali rigori non potranno sempre andare male…)

piterdabrescia

Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014