ger argEnnesima rivincita di questo Mondiale. L’ultima, la più importante. La finale di Brasile 2014, l’atto conclusivo, si gioca tra Germania e Argentina.

Tre titoli finora per la Germania, due per l’Argentina. E già i tuttologi della cabala, gli stessi che prevedevano la sicura fine del mondo nel 2012, hanno un vincitore sicuro. La Germania, in quanto il Brasile ha vinto il terzo titolo nel 1970 e il quarto nel 1994, e l’Italia ha vinto il terzo mondiale del 1982 e il quarto nel 2006. 24 anni, come quelli passati dal terzo mondiale tedesco. Io nella cabala non credo-anche perché se vogliamo tenerla buona fino in fondo, in Sudamerica hanno sempre vinto solo sudamericane- ma la Germania è comunque la mia favorita. Per il gioco e i 17 gol fatti e 4 subiti, certo, ma anche per i nomi, sempre solidi e raramente coinvolti in sbavature. Qualche problema i tedeschi l’hanno avuto da Ghana e Algeria, per il resto o hanno dominato o si sono limitati ad amministrare il vantaggio. Ma è proprio qui che potrebbe subentrare un po’ troppa sicurezza. Dopo sei partite così, con 5 vittorie e un pareggio, chiunque, anche il Trapattoni del gatto nel sacco, potrebbe sentirsi già vincitore.

E qui subentra l’Argentina. Una squadra che da sempre fa della garra il suo punto forte, e che sulla difesa e contropiede cara al suddetto Trap ha costruito un impero. 7 gol fatti, solo 3 subiti, spesso in sofferenza, vedi Iran e Svizzera, ma la squadra di Alejandro Sabella ha esattamente lo stesso numero di vittorie tedesco. 4 gol per Messi, che ha vinto la sua personale sfida con un Ronaldo affondato dal cattivo mondiale del suo Portogallo. Nei precedenti mondiali recenti finì 1-0 per i tedeschi (dell’Ovest) a Roma nel 1990, mentre finì in rissa con una vittoria ai rigori tedesca nel 2006. 4-0 tedesco invece in Sudafrica. Capitolo formazioni: Di Maria dovrebbe finire in panchina, senza giocare neanche da subentrato; anche se potesse giocare, troppo alto il rischio di un altro caso Diego Costa, che esce dopo 10 minuti. Per la Germania di Löw solito 4-2-3-1, con: Neuer; Boateng, Hummels, Höwedes, Lahm; Schweinsteiger, Khedira; Muller, Kroos, Ozil; Klose. 4-3-3 per gli argentini. Romero; Zabaleta, Demichelis, Rojo, Garay; Biglia, Mascherano, Perez; Messi, Lavezzi, Higuain.

Dopo il collasso del Brasile di Scolari, steso ieri dall’Olanda bella ai gironi e attendista dagli ottavi in poi, un’altra sfida tra big storiche del Mondiale. Da cui, dopo 64 anni, penso si possa togliere l’Uruguay. La Germania ha la possibilità di agganciare gli azzurri a quota 4 titoli, mentre l’Argentina potrebbe appaiare gli stessi tedeschi a 3 mondiali vinti. Il Mondiale non è roba da squadre simpatia, lo dissi all’inizio; ma non è stato neanche il mondiale di Italia e Spagna, le ultime due vincitrici, subito fuori al primo turno. A volte i nomi non bastano, serve un gruppo unito e soprattutto giocare dal primo all’ultimo minuto. Cosa che un’Argentina che a parte Messi e Lavezzi non ha veri campioni ha fatto sempre, come anche la Germania che non ha supercampioni ma un grande undici schierato in campo.

piterdabrescia

Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014