Lunedì 18 novembre, ore 20.45, Craven Cottage. Ultima partita dell’anno solare 2013 per la Nazionale azzurra, contro un’avversaria quasi sconosciuta come la Nigeria.

Le “Super Eagles”, infatti, sono state affrontate dagli azzurri solo una volta, come spesso accade quando si parla di nazioni extraeuropee. L’unico precedente risale a USA ’94: si trattava degli ottavi di finale. Il portiere titolare Gianluca Pagliuca era ancora squalificato; e in una pessima partita degli azzurri di Arrigo Sacchi, stesi dal caldo e ridotti in 10 per l’espulsione assurda di Gianfranco Zola (che unita a due rigori negati, contribuì a far mandare a casa l’arbitro, il messicano Arturo Brizio), fu Roby Baggio a risolvere la situazione. La Nigeria era infatti passata in vantaggio al 28′, e a parte un palo dell’omonimo d’arte Dino Baggio, l’Italia aveva combinato poco o nulla. Il catenaccio delle Super Eagles cadde all’89’, con un tiro di giustezza del Divin Codino. Nei supplementari sempre il Codino segnò il gol della vittoria su rigore. Non esisteva ancora il golden gol, e l’Italia dovette resistere in 9 per tutto il secondo supplementare causa crampi del difensore del Parma Mussi.

Un unico precedente, che però ispira bei ricordi agli azzurri, se non altro per l’aver risolto -come da tradizione- una partita in un mare di difficoltà. Il mondiale ’94 finì con il famoso rigore alto dello stesso Baggio, che però praticamente da solo aveva trascinato gli azzurri in finale. La nazionale africana è tornata al Mondiale nel 1998, nel 2002 e nel 2010, rimediando eliminazioni agli ottavi o al primo turno. Quasi sempre, infatti, le nazionali del continente nero sono famose grazie a un grande campione arrivato a giocare in Europa, ma il resto della squadra non è all’altezza, e il Mondiale se lo giocano sempre europei e sudamericani. E le stelle della squadra di Stephen Keshi sono due centrocampisti: Obi Mikel del Chelsea e il giovane Ahmed Musa del CSKA Mosca, uno dei migliori giovani nati dal 1991 in poi secondo Don Balòn. Per il resto si possono ricordare il portiere Vincent Enyeama del Lille e i due “italiani” Onazi e Oduamadi, quest’ultimo di proprietà del Milan. Sul versante azzurro, pare che Prandelli ricorrerà a un po’ di turnover, con il ritorno al 4-3-1-2. Sirigu; Maggio, Ranocchia, Ogbonna, Pasqual; Candreva, De Rossi, Montolivo; Giaccherini; Rossi, Balotelli l’undici degli azzurri. 4-4-2 classico invece per la Nigeria, con: Enyeama; Echiejile, Ambrose, Omerou, Egwuekwe; Ideye, Onazi, Mikel, Musa; Emenike, Moses.

Dopo il fortunoso pari con la Germania di venerdì, con 3 legni a frapporsi tra i tedeschi e la vittoria, è ora di invertire la rotta per la Nazionale, che guardacaso non viene più chiamata “Italjuve”. Immensamente più interessante sarà la partita degli azzurrini di Di Biagio nel pomeriggio, in casa della Serbia. Nomi quasi del tutto nuovi, ma a parte la battuta d’arresto in casa con il Belgio alla prima la squadra sembra girare. A domani sera, invece, per il ritorno degli spareggi per le qualificazioni mondiali; con Costa d’Avorio, Camerun e la stessa Nigeria già passate, e Ghana, Messico e Uruguay con un piede e mezzo in Brasile, restano sotto i riflettori cinque sfide. In Africa la sfida ancora aperta è Algeria-Burkina Faso, terminata 3-2 per gli ospiti all’andata, ma con un ritorno che si prevede difficilissimo per la sorpresa dell’ultima Coppa d’Africa.

In Europa, invece, tutte e quattro le sfide sono potenzialmente aperte. Croazia-Islanda la più in bilico; a Rejkjavik è finita 0-0, e l’Islanda ha a disposizione due risultati su tre. La Svezia tenterà di ribaltare l’1-0 di Lisbona nel ritorno con il Portogallo; più dura per la Romania, che ha perso 3-1 in Grecia ma ha a disposizione la micidiale arma del gol in trasferta, e per la Francia che se non vuole restare fuori dal mondiale (prima volta dal 1994) deve vincere con tre gol di scarto a St. Denis contro l’Ucraina, vincente per 2-0 a Kiev. Sarebbe l’ennesima delusione per i galletti, che dopo la doppietta mondiale 1998-europeo 2000 non hanno più avuto grandi fortune. In ogni caso, una grande serata di calcio, a meno di venti giorni dal sorteggio dei gironi mondiali.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014