ita argMercoledì 14 agosto, ore 20.45, Stadio Olimpico, Roma. Ultimo atto del calcio “estivo”, cioè quello delle amichevoli; di scena è la Nazionale, che ospita nella capitale l’Argentina.

Da anni ormai l’Albiceleste non riesce a riproporre, se non a livello continentale, i fasti del suo periodo d’oro, in cui arrivarono due vittorie mondiali (1978 e 1986) più la finale persa a Italia ’90. Meno appariscenti dei cugini brasiliani, gli argentini hanno sempre puntato sul collettivo più che sulle giocate del singolo (Maradona a parte), e la visione della partita di calcio come “guerra”, che il premier britannico Churchill attribuiva agli italiani, era molto più vera per gli argentini, sia in campo che sugli spalti; i tifosi più anziani ricorderanno i pestaggi veri e propri che avvenivano -con l’arbitro che non interveniva, temendo per la propria incolumità- ogni anno, quando i campioni d’Europa (il Milan vincente nel 1969, ma non solo) giocavano l’allora Coppa Intercontinentale in trasferta. Un fatto non circoscritto all’Argentina, ma relativo a tutto il Sudamerica, dato che l’altra Intercontinentale disputata dal Milan in quegli anni, nel 1963 contro il Santos, vide i rossoneri perdere dopo incidenti simili e perfino con un arbitro corrotto.

Almeno in campo, le cose sono cambiate: forse perché ora molti sudamericani giocano in Europa, e anche per la “globalizzazione” del calcio. Solo uno dei convocati per questa amichevole non ha mai giocato in Europa (Francisco Cerro, del Velez). E in ogni caso la nazionale argentina in campo stasera, nonostante le assenze di Aguero e Messi, ha comunque tutte le carte in regola; sta guidando il girone sudamericano delle qualificazioni mondiali, e l’attacco, con gente come Lamela, Higuain e Lavezzi è comunque fortissimo. Forse qualche problema in più l’avrà la difesa; l’unico nome di grido è il citizen Zabaleta, e tra i convocati spiccano Campagnaro, l’ex comparsa rossonera Coloccini e uno scarto del Napoli come Federico Fernandez, spedito in prestito al Getafe. Stando così le cose, tra infortuni eccellenti e vere e proprie assenze, il reparto forse più “in palla” è il centrocampo, con Mascherano, Di Maria e Banega come nomi principali. L’Argentina del dopo-Maradona -la prova vivente che non basta essere un giocatore fenomenale per allenare bene- si è affidata dal 2011 ad Alejandro Sabella, ex tecnico vincitore della Copa Libertadores con l’Estudiantes.

Sul versante azzurro, non è dato sapere quali esperimenti Prandelli porterà in campo, né dal punto di vista del modulo né degli interpreti. Con entrambi gli esterni difensivi rossoneri fuori, rispettivamente il meglio (De Sciglio) e il meno peggio (Abate) che il panorama in Italia offre, la scelta ricadrà obbligatoriamente su Maggio e Antonelli; probabili staffette in tutti gli altri ruoli, a partire dall’attacco dove tornano Insigne, assente a giugno perché impegnato con l’Under 21, e il romanista Osvaldo. Comunque vada, si preannuncia un grande spettacolo, specie senza il vincolo del risultato a tutti i costi.

piterdabrescia

Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014