ita mexDomenica 16 giugno, ore 21.00 (ora italiana), Maracanã. Comincia qui la seconda avventura della Nazionale italiana alla Confederations Cup, dopo quella fallimentare di Sudafrica 2009, e l’avversaria all’esordio è il Messico.

La squadra centroamericana non partecipa alla Confederations dal 2005, quando arrivò quarta nell’edizione forse di maggior valore nella storia del “piccolo Mondiale”. I messicani e gli azzurri non si affrontano in gare ufficiali dal mondiale 2002, allora ci fu un pareggio 1-1 con il solito gol regolare annullato agli azzurri, prassi consolidata in quel mondiale (vedasi gara con la Croazia, sempre nei gironi, e poi il celeberrimo ottavo con la Corea del Sud) che consegnò a entrambe le squadre il pass per gli ottavi. Più recente la sconfitta 1-2 degli azzurri in amichevole, che risale all’estate 2010 e diede il via alla figuraccia mondiale -questa volta senza giustificazioni-. Il Messico si trova al 17° posto della classifica FIFA, davanti anche al Brasile. Una curiosità: tra le partecipanti alla Confederations 2013, solo Italia, Spagna e Brasile c’erano anche nel 2009, e i verdeoro sono presenti per la terza volta consecutiva, avendo partecipato e vinto anche nel 2005.

Gli unici reduci dello scontro del 2002 sono i due capitani, Buffon e Torrado (Pirlo esordì subito dopo il mondiale). Il ct messicano è José de la Torre, ex calciatore di Chivas e Puebla con una breve comparsata in Spagna, all’Oviedo. Sul piano tattico, il ct “verde” dovrebbe adottare un classico 4-4-2 con: Ochoa; Meza, Reyes, Rodriguez, Salcido; Barrera, Torrado, Zavala, Guardado; dos Santos, Hernandez. Possibile passaggio al 4-3-2-1 per la nazionale di Prandelli, con Montolivo e Giaccherini dietro l’unica punta Balotelli. La formazione completa dovrebbe essere: Buffon; Abate, Barzagli, Chiellini, De Sciglio; De Rossi, Pirlo, Marchisio; Montolivo, Giaccherini; Balotelli.

Personalmente credo che tutti abbiano visto in che considerazione è tenuta la Confederations da parte dei giocatori italiani. Il pareggio 0-0 nelle qualificazioni e quello, scandaloso, con Haiti nell’amichevole -con tanto di dichiarazione di Prandelli sulla “beneficenza” fatta agli avversari, degna delle più squallide citazioni dell’avvocato Prisco– denota che gli azzurri si sentono probabilmente già in vacanza, come già avvenuto nel 2009. Niente attributi in campo, e una preoccupante mancanza di gioco; forse perché l’unico vero regista attualmente in circolazione, Verratti, è sì in maglia azzurra, ma con l’Under 21. E la presenza del doppio trequartista, giusto per far partire titolare Giaccherini, è l’ennesima mossa di un ct sempre più bianconero che azzurro. A mio parere un Balotelli seconda punta che crea sponde per un attaccante “d’area” a fianco (perfino Gilardino può andare) sarebbe meglio, in quanto è questo il suo ruolo, più che quello di punta pura. Ma, come sempre, sarei molto felice di essere smentito se le cose andassero per il meglio.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014