ita haitiMartedì 11 giugno, 20.45, Sao Januario. Amichevole internazionale che vede impegnati gli azzurri, l’avversario di turno è Haiti.

La necessità di giocare un’amichevole appena scesi dall’aereo che porta la Nazionale in Brasile mi è ignota, così come anche la scelta degli avversari per le amichevoli pre-Confederations, che dovrebbero in teoria essere un banco di prova per la competizione. Dopo San Marino, Haiti: due squadre che occupano la 207° e la 63° posizione, quest’ultima molto poco credibile, dal momento che la piccola nazione caraibica -ufficialmente- si trova davanti a nazioni come Polonia, Camerun e Austria. Il pericolo è quello di infortunare qualcuno; il fuso orario ci metterà il resto, rendendo la partita alquanto soporifera.

Formazione degli haitiani sconosciuta nel resto del mondo, anche se alcuni giocatori si trovano in campionati importanti, come il difensore Fellinga in forza all’Heerenveen di Van Basten, o due giocatori del Le Mans, Jeff Louis e Jean-Eudes Maurice. Unico precedente tra le due squadre, un 3-1 per gli azzurri al mondiale del 1974, nell’unica esperienza iridata della nazionale caraibica. Degli azzurri si sa più o meno tutto, convocazioni “strane” comprese, ma questa partita è stata talmente considerata (ironico) che non si trovano informazioni accettabili sulla formazione da schierare. Prandelli potrebbe mantenere il 4-3-1-2 su cui ha puntato nelle precedenti uscite.

L’unico successo di un certo rilievo degli haitiani è stata la vittoria della Gold Cup, il campionato nordamericano, nel 1973. Pur non trattandosi di una squadra materasso come San Marino, comunque (e l’1-2 con la Spagna campione di tutto potrebbe non essere solo frutto del caso) Haiti non mette paura come il trio Messico-Brasile-Giappone, e prima di tutto questa partita è l’ultima possibilità di fare una scelta dei titolari -magari non sulla base del club di appartenenza-. Nel frattempo a consolare il tifoso italiano ci pensa l’Under 21, già certa delle semifinali e vicina al primo posto nel girone del campionato europeo. Personalmente, credo che qualcuno degli azzurrini (Verratti e Insigne su tutti) farebbe meglio di metà della Nazionale maggiore; ma giustamente, per una volta, sono stati lasciati giocare in una competizione a cui molti di loro non parteciperanno più, e in cui possono e devono lasciare il segno.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014