bojan parmaVenerdì 15 febbraio, ore 20.45, San Siro. Per la 25° giornata di campionato a Milano arriva il Parma, rivelazione del campionato per il secondo anno consecutivo. I “crociati” emiliani si trovano infatti al 10° posto, con 32 punti arrivati, con ricorrenza del numero 8  per quanto riguarda vittorie, pareggi e sconfitte.

Partita a prima vista facile, dalla quale senza dubbio occorre tirare fuori il massimo risultato. E anche i nomi che si leggono scorrendo la formazione del club gialloblu, molto meno altisonanti di quelli del Parma anni ’90 di Scala, Malesani e delle coppe europee, sembrerebbero confermare questo dato. Qualche nome noto c’è, ad esempio Nicola Sansone (quello più famoso dei due -solo omonimi- giocatori) e Jonathan Biabiany. Tutto sommato buona squadra per la metà classifica, che ha giocato un paio di sorprese -per fortuna, entrambe al Tardini– a Inter e Juventus.

Dal punto di vista tattico si dovrebbero vedere due 4-3-3 speculari. Roberto Donadoni, dopo il fallimento (più che altro dettato da un vero e proprio linciaggio mediatico della stampa pro-Lippi; storia vecchia, ma il vero fallimento azzurro risale al 2010) alla guida della Nazionale e del Napoli, e dopo la prestazione appena sufficiente con il Cagliari, ha trovato la giusta alchimia con il Parma l’anno scorso. L’ex centrocampista dei due Milan di Sacchi e Capello dovrebbe mandare in campo la seguente formazione: Pavarini; Rosi, Paletta, Lucarelli, Gobbi; Marchionni, Valdes, Parolo; Biabiany, Belfodil, N. Sansone. Modulo identico per il Milan, privo di El Shaarawy e Robinho, ma forte del ritorno di Constant e Montolivo. Formazione composta da: Abbiati; Abate, Zaccardo, Zapata, Constant; Flamini, Montolivo, Muntari; Niang, Balotelli, Bojan. Fuori Bonera e Salamon, Allegri prova l’ex parmense Zaccardo centrale. Si rivede Pazzini, seppur in panchina. Convocato il primavera Petkovic per l’assenza di Amelia.

Obbligatorio portare a casa i 3 punti, se si vuole mantenere la rotta che porta all’EL (e forse ai preliminari di Champions, dopo la crisi da 2 punti in 4 partite della Lazio). E la questione è anche psicologica, visto l’arrivo di una delle settimane più difficili dell’intera stagione, con gli ottavi con il Barcellona e la stracittadina con l’Inter. In panchina De Sciglio e Pazzini, probabilmente titolari mercoledì, per una questione di risparmio di energie, anche vista l’assenza di Balotelli che non può giocare la Champions. E dopo il calo fisico del Faraone che aveva risolto l’andata, Mario è il giocatore su cui pesano le aspettative rossonere di vittoria; che è sicuramente il modo migliore per prepararsi a mercoledì.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014