ZemanOlimpico, ore 20.45. Dopo il mitico 2010, ci tocca di nuovo la Roma all’ultima giornata prima del Natale. Due anni fa, ma a San Siro, vinse nettamente e meritatamente la Roma, contro un Milan mentalmente già in ferie. Giornata che pose fine alla brillantezza del primo Milan allegriano dell’autunno 2010. Questa volta affronteremo una Roma diversa, convinta dei propri mezzi e ambiziosa, non la rometta spaurita degli ultimi mesi di Ranieri e del semestre di Montella.

Dovremo arginare l’offensiva, perché di questo sempre si tratta, della Roma di Zeman. Un “maestro di calcio”, come lo ha ben definito Allegri. Di Zeman si sa tutto, perché lui non ha segreti, perché lui vuole che vinca sempre il migliore, quello che merita di più, quello che di più ha fatto divertire il pubblico, non il più furbo e con il gioco più sparagnino. Quindi 4-3-3 a trazione anteriore, calcio totale, e portiere con funzione di libero; nella migliore tradizione del calcio mitteleuropeo.

Zeman è da sempre nei sogni dei romanisti, dai tempi in cui ci giocava Cafu, Candela, e Totti era una grande promessa. Una Roma micidiale, una Roma con grandi amnesie ma della quale i tifosi hanno un ricordo molto più caldo e distinto che della Roma vincente di Capello e Cassano. Infatti ci sono partite che ogni appassionato di calcio non può non conoscere o dimenticare, una di queste è Roma-Fiorentina 4-1 del 01/03/1998: strabiliante dimostrazione della superiorità del calcio offensivo, oppure poche settimane dopo Roma-Milan 5-0. Di Zeman ovviamente non si possono dimenticare anche le scivolate, come Inter-Roma 3-0 del 17/12/1997, con una Roma impotente di fronte ad un Inter catenacciara e disposta ad un micidiale contropiede, cui le squadre di Zeman sono sempre esposte.

Il Maestro farà scendere in campo una Roma composta da: Goicoechea, Piris, Burdisso, marquinhos, Balzaretti, Pjanic, De Rossi, Florenzi, Lamela, Osvaldo, Totti. Sorprese non ce ne saranno sponda Roma. Da segnalare il pensionamento definitivo di Stekelenburg, un portiere dal grandissimo nome ma dalla scarsissima efficacia in Italia, anche guardando alle prestazioni dello scorso anno. Sostituito da un portiere senza blasone, dal cognome impronunciabile ma molto più presente. Saranno contemporaneamente in campo Pjanic e Lamela, che raramente vengono fatti giocare assieme. Possiamo affermare quindi che sarà una Roma votata ancora più del solito all’attacco, viste le caratteristiche di questi due giocatori. Entrambi potrebbero essere posizionati sulla fascia destra. In attacco oltre a Lamela avremo anche Osvaldo e Totti. Davvero il meglio del meglio, in quanto quest’anno il mister boemo oltre ad una squadra talentuosa e giovane ha a disposizione anche grandi campioni, come il riabilitato De Rossi.

Il Milan viaggia a fari spenti verso il mercato e verso la famigerata preparazione invernale, che azzera quasi sempre quanto di buono si era arrivati a costruire alla fine dell’autunno. Il mercato dovrebbe darci parecchie soddisfazioni soprattutto in uscita. Sinceramente non saprei dirvi quale arrivo saprebbe emozionarmi più di un definitivo allontanamento di Pato. Colui che occupa abusivamente il posto che spettava a Tevez (per esigenze di letto della figlia del capo) è ora che si tolga definitivamente di torno, lui e tutti i suoi infortuni. Riguardo a Robinho è chiaro che sia marcio di saudade, ed è giusto che vada. E’ stato pagato troppo per quello che ha dato, ma non ha dato poco. A suo modo, per quanto possa fare un brasiliano, si è sbattuto fino in fondo. Ed è stato decisivo in tante occasioni, per i suoi assist, per i suoi gol e per i suoi non-gol. Ci mancherai Binho, piccolo grande scooter sulla trequarti. Spero che tu ci sia a Gennaio, ancora con noi. Ma se ci lascia non piangerò di sicuro.

In un Milan che vuole voltar pagina, facendoci soffrire tantissimo, seguendo con una durezza inaspettata la strada dei giovani e del tabula rasa, possiamo e dobbiamo rinunciare ai brasiliani; al BRASILIUME come da sempre lo definisco. Noi di foche ammaestrate come Ronaldinho o checche come Pato non ne abbiamo bisogno. Noi milanesi con la cultura del merito e del lavoro, in questa durissima fase per il calcio e per l’Europa dobbiamo saper puntare su giocatori di sostanza e di prospettiva, piuttosto che su campioni blasonati sulla strada del tramonto. Perciò tanti saluti al Brasile se il futuro si chiama El Sha, De Sciglio, Constant, Montolivo, Nocerino e perché no… Mastour!

Allegri farà scendere in campo con un Milan molto simile alla Roma un 4-3-3 con: Amelia, De Sciglio, Mexes, Yepes, Constant, Montolivo, Ambrosini, Nocerino, Robinho, Boateng, El Shaarawy. Sarà dura, senza dubbio, basti pensare che alla terribile fascia destra romanista contrapponiamo Nocerino e Constant, due giocatori che hanno il contenimento dell’avversario nel DNA. Se Zeman non ha misteri, non li fanno nemmeno gli avversari quando lo affrontano: pressing, ripartenze e velocità. Contando sul fatto che il baricentro della Roma è sempre sbilanciato in avanti potrebbero esserci occasioni ghiottissime per la velocità di El Sha. Noi non andiamo in ferie, noi seguiremo il Milan comunque e ovunque, vogliamo la vittoria contro la Roma, vogliamo i 3 punti. E sono sicuro che con Zeman il divertimento non mancherà di sicuro, e questo, secondo me è un ingrediente troppo sottovalutato. Perché il divertimento c’è guardando una squadra che gioca calcio, vero calcio, e non a vedere una squadra catenacciara ed imbalsamata con un paio di brasiliani davanti che fanno dribbling e controdribbling.

reostato

Posted by reostato

Editorialista e responsabile dei LIVE insieme ad Anonimoabusivo