Stadio Dall’Ara, ore 20.45 Finalmente, il mercato estivo più penoso dell’era berlusconiana è finito: la farsa e la sceneggiata cederanno il posto al calcio giocato e mi auguro di non dover bere, noi tifosi, l’amaro calice che questa sciagurata dirigenza ci ha preparato.

Il Milan rabberciato, ma tutto sommato degno dello scorso anno è stato letteralmente disassemblato: i giocatori vecchi sono stati giustamente rottamati coi loro contratti esagerati rispetto al rendimento, e sono stati presi alcuni giovani di valore. A questo rinnovamento critico, delicato, ma necessario, che la società non poteva più rimandare si è aggiunta purtroppo, nella stessa sessione di mercato la cessione dei due perni che permettevano alla squatra di girare; i due elementi attorno ai quali era stata costruita squadra e modulo.

Contemporaneamente il tecnico ha rivelato tutte le sue scarse capacità di gestione dei momenti di “bassa” del team. Ma d’altra parte da un allenatore sostanzialmente esautorato già dalla scorsa stagione non ci si poteva aspettare di meglio. Ovviamente i grossi problemi gestionali e motivazionali che hanno afflitto la rosa durante questa estate possono essere fatti risalire proprio a questo: è palese che tutto l’affare Cassano e i tanti problemi di professionalità che azzerano il rendimento di Boateng possano essere fatti risalire proprio alla scarsa autorità che viene attribuita ormai ad Allegri ed all’aria di disimpegno che ormai imperversa nella società.

Dopo aver rimediato una brutta sconfitta contro la Samp, andremo ad affrontare il nostro nemico numero uno, il Bologna di Pioli, proprio nella sua tana: il Bologna non fa un grande calcio ne può essere considerata una grande società, ma lo scorso anno ci ha impegnato fino allo sfinimento: loro non potevano prevalere, ma neanche noi. A parte il fatto che Pioli è un tipo coi controcoglioni che sa valorizzare come pochi il materiale umano che ha a disposizione, e che, fosse per me, sarebbe da mesi sulla panchina del Milan con una fiducia staliniana da parte della società.

Stavolta Pioli si è accorto che il Milan ha ricevuto un brutto colpo, e che è in crisi d’identità e fiducia, e gli ultimi acquisti (anzi prestiti) hanno curato questa malattia nello stesso modo in cui un cerottino riesce a tamponare una ferita di machete. E quindi, da giocatore consumato, ha deciso di rilanciare, dichiarando con tranquillità di essere convinto che il suo Bologna può fare i tre punti contro la nostra squadra. Ovvio che da uno spogliatoio compatto come quello del Bologna Pioli si aspetti una reazione audace quanto le sue parole.

L’allenatore dei felsinei dovrebbe schierare i suoi con uno dei moduli più moderni ed in voga anche in Italia: il 3-5-1-1: questo modulo garantisce un adeguata solidità difensiva per la presenza contemporanea di 3 centrali che rimangono sempre a presidiare le retrovie, mentre a centrocampo può vantare nei confronti di un modulo come il nostro una superiorità numerica di 5 a 3, cosa che, unita alla tipica concentrazione con cui le squadre di Pioli ci affrontano potrebbe crearci non pochi problemi.

Avendo, come ho detto, una bella superiorità numerica a centrocampo, dovrebbe essere per loro piuttosto semplice innescare il trequartista sempre mimetizzato in mezzo al nostro rombo, ed il conseguente movimento della prima punta, senza contare che la cosa potrebbe essere, ancora più facile in quanto, essendo la nostra manovra molto lenta, ed affrontando le difese avversarie sempre ben schierate, per tentare di sfondare richiamiamo dalla difesa i due terzini che entrano in scena suggerendo ai centrocampisti i soliti cambi di lato moviolati e prevedibili. A questo punto, con i tre mediani sulla trequarti avversaria ed i terzini ancora più avanzati, basta perdere palla e la frittata è fatta. E non c’è più Thiagone a far da freno d’emergenza in queste sciagurate situazioni.

Il Bologna scenderà in campo con: Agliardi, Carvalho, Antonsson, Cherubin, Motta, Pazienza, Taider, Guarente, Morleo, Diamanti, Acquafresca. Come potremmo dunque opporci a questa squadra ? Semplice! Opponendogli altrettanta concentrazione abbinata ad un’azione offensiva velocissima.

Le difese a tre infatti sono molto solide ma ogni componente di queste retroguardie deve presidiare una zona più ampia che in una corrispondente difesa a quattro, e se l’avversario avanza con un offensiva ficcante e celere, non concedendo il tempo a due centrocampisti il tempo di scalare in difesa, c’è la concreta possibilità di finire in porta in parità numerica. Ovviamente ci servirebbero giocatori svelti ed affiatati, magari brevilinei; opporre giocatori lenti e pesanti a tre centrali vuol dire annullare il vantaggio della parità numerica in attacco.
Giocatori brevilinei ne abbiamo, affiatati invece, beh, lasciamo perdere. Il Milan si schiererà col solito 4-3-1-2 con: Abbiati, De Sciglio, Bonera, Acerbi, Antonini, Montolivo, Ambrosini, Nocerino, Boateng, Pazzini, El Shaarawy.

reostato

Posted by reostato

Editorialista e responsabile dei LIVE insieme ad Anonimoabusivo