Palermo-Milan 2-1 e rosanero in finale. Poco male, anche se la sensazione è che sarebbe bastato poco di più per guadagnare il pass per Roma. Ma forse era difficile pensare che a soli tre giorni dallo scudetto la squadra potesse ritrovare le energie mentali giuste. In questo senso, se qualcuno ha rimpianti, dovrebbe nutrirli per la gara d’andata, dove forse col solo Yepes per Sokratis sarebbe stata un’altra storia. Nel calcio le motivazioni sono spesso determinanti e la gara di ieri per il Palermo valeva come quella di sabato scorso per noi, come dimostra la commozione di Delio Rossi. Non è il caso di fare drammi, ma arrivo in ritardo: qualcuno ci ha già pensato.
Stagione chiusa, ora pensiamo a festeggiare ancora sabato sera (o preferite analizzare tatticamente una partita che non avrà senso?) e poi, con calma, si guarderà al 2011-12.

LA PARTITA – Tra i giocatori in dubbio, in campo va solo Nesta. Si inizia con un atteggiamento positivo, pallino del gioco in mano a noi. Tuttavia si fatica a creare occasioni, l’unica capita a Robinho, che ovviamente calcia male. L’inerzia va affievolendosi sul finale di tempo e la ripresa è piuttosto statica. Il Palermo non fatica a controllare e anzi, passa in vantaggio con Migliaccio.
La qualificazione si fa proibitiva, la partita incasinata. Rosso a Van Bommel, rigore e 2-0 di Bovo, subito espulso. Doppio palo di Ibra, 4 attaccanti, ma la confusione raramente paga. Gol della bandiera di Ibra e 2-1 finale.

“CASO” GATTUSO – Sto con Rino. Ma più in generale sto con tutti coloro che negli ultimi anni sono stati oggetto di inutili polemiche, per aver ecceduto nei festeggiamenti. Senza farla tanto lunga: da sabato sera noi siamo strafelici, da sabato sera sui blog nerazzurri è un susseguirsi di rosicate da paura: reazioni umane. Come umani, del resto, sono anche i giocatori. E allora lasciate che (almeno fuori dal campo, almeno durante i festeggiamenti) possano superare un certo limite di buon gusto comunemente e talvolta bigottamente inteso. Non vedo dove risiede lo scandalo in ciò che ha fatto Rino e in ciò che prima di lui han fatto Ambrosini, Materazzi, Totti o Samuel Eto’o, in un episodio del tutto simile. Insomma: c’è troppa sproporzione tra l’ineleganza di certi comportamenti e l’indignazione che suscitano.
Ancora più assurdo il tentativo di appaiare questo episodio con quello in Champions con Joe Jordan: una goliardata (eccessiva quanto volete) e un episodio violento, non hanno punti in comune. Così come, a parti inverse, non avrebbe senso avvicinare le magliette di Materazzi, ai suoi pugni nel sottopassaggio al povero Cirillo.

Posted by LaPauraFa80