Niente da fare, la Coppetta non mi dà emozioni, nemmeno in semifinale. Finisce 2-2 a San Siro e se il Milan vorrà accedere alla finale (cosa che per larghi tratti non è sembrata) dovrà andare a vincere il 10 maggio a Palermo. Partita strana, specie in un primo tempo tatticamente imbarazzante, con squadre lunghe e ritmi da amichevole estiva. Più canonica nella ripresa, ma traspare chiaramente la sensazione di provare a portare a casa un risultato decente, senza sforzarsi troppo. E francamente mi accontento di quello che ho visto, l’importante era preservare quei due-tre uomini chiave per Brescia.

LA PARTITA – I campioni d’Italia entranti colpiscono dopo 4 minuti: Oddo pesca Ibra tutto solo sul secondo palo e lo svedese torna alla rete. 10 minuti dopo pareggia Pastore, entrando come un coltello nel burro tra Oddo e Papa. Si va al riposo sull’1-1, come detto, partita bruttina.
Nella ripresa il Milan fa la partita, il Palermo riparte e colpisce con Hernandez. Quando siamo sull’orlo del tracollo, una reazione di orgoglio ci porta ad attaccare confusamente e a trovare il primo gol rossonero di Emanuelson che di sinistro fissa il punteggio sul 2-2 finale.

TOP & FLOP – Migliore in campo, per impegno, corsa, sacrificio è Kevin Prince Boateng. Enorme Thiago Silva, che gioca senza compagni di reparto e nonostante tutto evita l’imbarcata. Le note dolenti sono Pirlo, assolutamente fuori condizione e improponibile in campionato in questo momento e Papastathopoulos, prestazione da mani nei capelli, ma non infieriamo. Malino Cassano, ma del resto un po’ tutti galleggiano sulla linea del 5.5, al massimo una sufficienza stringata. Ah, menzione per Amelia, che salva il risultato con una gran parata.

BILANCIO – Si è riunito oggi il CDA per approvare il bilancio 2010. La perdita si aggira sulla 70ina di milioni. Troppi in ottica fair play finanziaro. A preoccupare è soprattutto il dato relativo ai ricavi, che non crescono. La soluzione è tracciata da Galliani: i ricavi è difficile incrementarli, dobbiamo quindi abbassare i costi che per una squadra di calcio sono rappresentati dagli stipendi dei giocatori.
Ridurre i costi, ma allo stesso tempo allestire una squadra competitiva anche per l’Europa, ovvero l’unica strada percorribile per rimpinguare le casse. Per questo motivo non sembra realistica l’ipotesi di una cessione eccellente: rappresenterebbe l’uovo oggi, ma è più importante porre le basi per una gallina domani. Ne riparleremo tra un mesetto e forse qualcosa in più, ora c’è uno scudetto tra le nostre mani da portare a casa, senza scivolare come babbioni.

Posted by LaPauraFa80