Tre punti pesanti. Si apre così il torneo del Milan che non senza qualche difficoltà supera per 3-2 il Torino di Mihajlovic e scaccia così la potenziale maledizione dell’ex.

Parte meglio il Milan che dopo qualche occasione solo sfiorata trova il gol del vantaggio con Bacca al 39′: cross di Abate che da un paio di stagioni ha aggiustato la mira e testa del colombiano. Neanche il tempo di gioire che a inizio ripresa Belotti firma il pari anticipando Romagnoli: 1-1. Ma è ancora Bacca ad allungare prima sfruttando un errore di Moretti e poi trasformando il rigore dato per fallo di Obi su Bonaventura.

Finita? Macché: prima il cambio “sprecato” di Bertolacci dentro per Jack e subito fuori per infortunio, poi il 3-2 di Baselli e addirittura il finale thrilling con rosso a Paletta per doppia ammonizione e rigore. Il pari che avrebbe avuto il sapore della beffa è scongiurato da Donnarumma. Tante le cose da sistemare, specie dietro, ma alla fine è andata bene e la sindrome da prima giornata dello scorso anno (tutto bene prima, tutto male dopo la sconfitta 2-0 di Firenze) non si ripete. Sarà molto più dura con il Napoli, certo: Romagnoli e Montolivo sono parsi a tratti in difficoltà e San Siro ha rumoreggiato sui due palloni persi malamente dal secondo, note positive dal trio d’attacco ma anche da Abate, Jack e Kucka. La prima delle 38 gufate (pardon 17, dopo Natale Silvio e Galliani non ci saranno più) è andata male.

Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014

2 Comments

  1. Se non fosse stato conseguente alla confusione finale, il caldo non aveva annebbiato le idee soltanto ai giocatori del Milan ma anche e soprattutto all’arbitro ed agli assistenti, il Milan avrebbe fatto comodamente sua una partita che aveva dominato sino al 90′.
    Ma si dovevavo vivere emozioni sconsigliabili ai malati cardiaci.
    Lo show di Damato e dei suoi assistenti è cominciato quando hanno ignorato un netto fallo di mano di Belotti che furbescamente si era spostato il pallone smistandolo sull’out sinistro della difesa del Milan. Qui Montolivo compiva una giocata folle tentando di scavalcare chi lo francobollava.Palla persa e prontamente smistata a Baselli che solo davanti a Donnarumma lo trafiggeva. Un gol viziato dalla solita ‘furbata’ di Belotti che anche a Torino nello scorso torneo si aggiustò il pallone per fare il gol del pareggio. Ma il colmo lo si doveva registrare quando arbitro ed assistenti sanzionavano con un rigore una trattenuta subita da Paletta per un’altra ‘furbata’ del centravanti torinista tifoso del Milan. Mah…questi tifosi, come Squinzi, meglio perderli che guadagnarli perché non si capisce per quale ragione al mondo il Milan debba subire sempre scorrettezze da loro oppure dalle loro squadre.
    Questa volta grazie al principio: “San Gioann porta minga ingann” ed ad uno strepitoso Gigio il Milan è riuscito a non gettare al vento una netta e strameritata vittoria.
    Peccato che la nuova proprietà e soprattutto il nuovo AD non fossero allo stadio. Forse avrebbero cominciato a capire quali e quante montagne russe o ‘giuventine’ il Milan dovrà superare per tornare ad essere una squadra rispettata, dai ‘servi di quelli la’, in campionato’

  2. Secondo me D’Amato non ha arbitrato male. Ha fatto un po’ come Romagnoli, una partita nel complesso ordinata con due errori che hanno poi condizionato il risultato. E nel caso, più che dell’arbitro, parlerei dei collaboratori, poiché sia il mani di Belotti che la vicendevole trattenuta cagionante il rigore sono avvenute a pochi centimetri dal pallone, cioè dove la terna dovrebbe rivolgere la maggior attenzione. Quel che però conta, più delle sviste arbitrali, è che le occasioni del Toro sono scaturite da nostri errori: il primo per la palla persa da Montolivo e la seconda sul sanguinoso campanile di Luiz Adriano. Errare humanum est, ma diventa inammissibile se sei un professionista che gioca in Serie A ed hai pure una certa esperienza. Io ricordo un Milan, un Milan fortissimo che con la sua forza riuscì a prevalere sugli errori arbitrali di Belgrado, Brema e Madrid e sono persuaso che sia l’unica via. Gli arbitri hanno sbagliato e sbaglieranno ancora, la sudditanza psicologica è esistita ed esisterà, ma se tu giochi bene, non regali la palla e tieni lontano (non necessariamente con eleganza) l’avversario dall’area, difficilmente l’errore arbitrale ti fregherà. Detto ciò preferisco concentrarmi sul bicchiere mezzo pieno: il campionato è all’inizio, la squadra ancora da rodare, le scelte importanti in divenire ed il mercato non è ancora chiuso. Sì insomma, da qui alle prime 3 giornate c’è ancora margine… Per ora godiamoci quel poco che abbiamo… Alla prossima!!!

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