3481adb26d27d1348b62cf41b71f3e36_169_lDue partite, due continenti, due modi diversi di intendere il calcio. Se nella sfida sudamericana regna il ritmo, la velocità e la fantasia, in quella tra le europee ad avere la meglio sono la tattica e la solidità difensiva.

Tra Brasile e Colombia ci si aspettava lo spettacolo, e spettacolo è stato. Ritmi rapidi, capovolgimenti, e un goal dopo solo 7 minuti. Ci pensa Thiago Silva a sbloccare tutto, con una deviazione fortunosa di ginocchio. Equilibrio rotto, e i risultati si vedono. La Colombia prova a reagire, dando spazio e libertà ai suoi talenti: da James Rodriguez a Cuadrado, i colombiani ci provano in ogni modo a scardinare una difesa che sembra però insuperabile. È sceso in campo un altro Brasile a Fortaleza, senza le paure e le poche idee che aveva dimostrato di avere fin dall’inizio di questo mondiale. Le critiche evidentemente a volte servono davvero. Le occasioni di Hulk e Oscar lo dimostrano, così come lo dimostrano le 0 patate di Julio Cesar: il Brasile non soffre, mentre la Colombia si, come mai fino a questo momento. Le occasioni però non sono più di tante, e la partita resta equilibrata fino a quando, a metà della ripresa, David Luiz non si inventa una punizione clamorosa che beffa Ospina. 2-0, nel segno dei centrali, e Brasile virtualmente in semifinale. Ma non finisce così, sarebbe troppo scontato. A 10 dalla fine la Colombia si procura un rigore per fallo di Julio Cesar, trasformato alla perfezione da James Rodriguez. Finale con la paura per tifosi e giocatori, ma nessuna sorpresa. Il Brasile regge, anche stavolta, nonostante l’orgoglio colombiano. Finisce con le dita al cielo dei brasiliani, e le lacrime degli avversari, con James Rodriguez portato in trionfo dai suoi avversari. È un talento, applauditelo!! È questo il calcio che continua a piacerci ed emozionarci.

Tutt’altro ritmo, tutt’altra partita quella tra le europee. Francia e Germania si sono sfidate a suon di schemi e di tattica, e come in una partita a scacchi si sono studiate e temute dal primo all’ultimo minuto. Regna l’equilibrio, è vero, con una costante però: i tedeschi ne hanno di più. E si vede, dall’inizio alla fine. Più tecnici, più in forma e con un idea ben precisa di cosa fare e quando farlo. Per la squadra di Deschamps invece solo lampi, qua e la. E anche quando Hummels porta in vantaggio i suoi con la specialità della casa, il colpo di testa, i transalpini si affidano alle iniziative dei singoli, ai lampi dei campioni. Benzema su tutti, ma anche Valbuena e Griezmann.  E no, non c’è Pogba da 70 milioni a tocco; per lui qualche giocata e poco altro, troppo poco per giustificare un valore inestimabile, secondo molti. I tedeschi reggono anche nella ripresa, senza troppe paure; Neuer e Hummels alzano una barriera insuperabile anche per la Francia più brillante del secondo tempo. Cambi e modifiche tattiche non portano alcun frutto, e il portierone del Bayern si riconferma insuperabile anche sugli ultimi attacchi disperati di Benzema e compagni. La Germania c’è, e per il quarto mondiale consecutivo conquista meritatamente la semifinale. La Francia esce a testa alta, con la consapevolezza di averci provato fino alla fine, per quanto possibile, contro una squadra davvero pazzesca.

Nel segno della solidità, nel segno dei centrali, vanno dunque avanti Brasile e Germania, che si scontreranno in una semifinale apertissima. Sarà spettacolo, ancora una volta…e che vinca il migliore.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.