de jongDire “sei minuti”, nel calcio, ci fa pensare a tante cose. Fa pensare ai mitologici sei minuti di Rivera, quasi una punizione per renderlo partecipe della sconfitta in finale del Mondiale 1970. Ai sei minuti di buio a Istanbul, nel 2005, nei quali avvenne l’incredibile rimonta del Liverpool della quale una generazione di milanisti porta ancora le cicatrici. Più recentemente, agli ultimi sei minuti dello scorso campionato, con la rimonta di Siena firmata Balotelli e Mexes. Ma, in scala certamente minore, i sei minuti sono anche quelli in cui il Milan, grazie alla sconfitta del Torino e al pareggio del Parma, si è ritrovato in Europa. Ma il gol dell’1-0 di Amauri ha subito ristabilito la situazione, e la partita con il Sassuolo è stata lasciata andare, con i rossoneri ormai consapevoli spettatori del dramma sportivo che il Torino stava per vivere al Franchi, con il passaggio dalla speranza di una qualificazione in Europa League al rigore (molto dubbio) sbagliato da Cerci, che ha consegnato l’Europa al Parma (al netto della questione della licenza UEFA venuta fuori negli ultimi giorni).

Sulla partita del Milan, alla fine, non c’è molto da dire: non è arrivato l’esordio di Hachim Mastour, anche a causa delle due espulsioni (Mexes e De Sciglio: ma nessuno dei due è certo di apparire nella lista degli squalificati rossoneri alla prima giornata della prossima stagione). I due gol sono invece arrivati da due giocatori che al momento appaiono fuori discussione per la prossima stagione, Muntari e De Jong. L’olandese – uno dei pochi punti fermi sui quali questa squadra deve ricostruirsi, a mio parere l’MVP rossonero del 2013-14, soprattutto per le prestazioni fornite nei momenti più difficili di inizio stagione – è corso ad abbracciare Clarence Seedorf, e il mister è stato subito circondato da giocatori in festa. Può sembrare una sciocchezza, ma è un segnale di un ambiente che sembra avere un rapporto con l’allenatore ben diverso da quanto fatto trasparire dai media, sempre pronti ad inventarsi qualunque cosa pur di destabilizzare l’ambiente rossonero.

Il Milan chiude la stagione, dopo sedici anni, fuori dall’Europa: l’ultima volta capitò nel 1997-98, con il Milan del ritorno di Capello, che schierava Boban, Leonardo, Weah e Ibrahim Beaujolais Nouveau Ba: una squadra che coniugava gli ultimi superstiti del Milan campione di tutto con la prima struttura di quello che avrebbe vinto lo Scudetto del centenario, e che eppure fece persino peggio di questa bistrattata squadra: decimo, senza nemmeno qualificarsi per l’Intertoto. L’anno dopo, con Zaccheroni, fu scudetto: difficile che, per le condizioni ambientali ed economiche, l’impresa si ripeta, ma è l’unica speranza a cui, chiunque, Seedorf, Donadoni o chi per lui, sieda in panchina, ci possiamo aggrappare per guardare con un minimo di fiducia a un 2015 senza mercoledì di Coppa.

Milan 2-1 Sassuolo

Marcatori: Muntari 2′, De Jong 26′, Zaza 90′
MILAN: Abbiati; De Sciglio, Rami, Mexes, Constant (Zaccardo); Montolivo, De Jong, Muntari (El Shaarawy); Taarabt, Pazzini, Kakà (Balotelli). A disposizione: Amelia, Coppola, Zapata, Emanuelson, Essien, Poli, Honda, Mastour, Petagna. Allenatore: Clarence Seedorf.
SASSUOLO: Pomini; Mendes (Terranova), Cannavaro, Ariaudo, Longhi; Chibsah (Masucci), Magnanelli, Missiroli (Biondini); Berardi, Zaza, Sansone. A disposizione: Polito, Pucino, Antei,, Gazzola, Rosi, Marrone, Brighi, Masucci, Sanabria, Floro Flores. Allenatore: Eusebio Di Francesco.
Ammoniti: Mexes, Ariaudo
Espulsi: Mexes, Cannavaro, De Sciglio.

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.

4 Comments

  1. Il ‘Granducato’ in combutta con la ‘Magliana’ non poteva che partorire questa designazione. E’ arrivato lui quello che ha annullato un gol regolare di Montolivo, in un derby, e che a Parma ha fatto battere una punizione spostando il pallone a ridosso della porta del Milan, una ventina di metri più avanti rispetto al punto dove doveva essere battuta la punizione. E’ arrivato lui ed ha fatto ancora sfracelli. In linea con l’arbitro che stava in tribuna, domenica scorsa a Bergamo, e che aveva comunicato di fischiare il penalty contro il Milan. Quell’esimo signore che, in ossequio alla regola di comparazione tra l’Hannibal livornese e l’Obelix milanista, richiesdeva in continuatamente il rosso per Mexes. Rosso arrivato con una settimana di ritardo questa sera a San Siro. Ma non era finita qui. Dopo aver constatato che il Sassuolo non avrebbe segnato neppure se si giocava sino al prossimo torneo Tim, ha inventato un calcio di rigore ed ha persino espulso De Sciglio. E’ arrivato lui direttamente dalla Magliana ed ha commesso l’ennesima, diciamo così, ‘maglianata’. Rovinata la festa ai tifosi del Milan della partita non c’è molto da dire. Il Milan senza Balotelli ed El Saarawy è una squadra mediocre e senza prospettive. Se si considera il fatto che la società stenta a riscattare sia Rami che Taarabt, ecco, si può pensare che questo è il segnale della deriva di quello che fu il club più titolato al mondo. Del resto la decadenza di questo club la si riscontra anche nel fatto che vi è totale mancanza di rispetto, delle sestine arbitrali, sia in Europa che soprattutto in Italia, nei confronti del Milan e del pazientissimo pubblico pagante. Spettatori pazienti ed innamorati, anche se umiliati e delusi, che sempre sostengono una squadra ed una società che merita sempre meno la loro passione. Non si possono più tollerare le continue angherie arbitrali di arbitri e Federazione e pagare costosissimi biglietti d’ingressi agli stadi. Non si può più seguire la squadra in trasferta ed ascoltare cori beceri, di deficenti e razzisti, contro i giocatori di pelle scura del Milan. Non si possono più accettare, supinamente, designazioni provenienti da quel ‘Granducato’ dove imperano ancora i metodi e le posizioni dominanti ben illustrate ai tempi di Licio Gelli(ppure di Gianni Agnelli non si doveva storcere il naso di fronte al suo’stalliere’ che era lautamente pagato per controllare i cavalli della scuderia ). Non si può più seguire questo calcio che non è più nemmeno lontanamente comparabile ad uno spettacolo che non ha più nulla di sportivo.

    1. Non ho capito scusa, ma tu non eri quello del ” Adesso che stiamo risorgendo….” sei rinsavito tutto ad un botto?

  2. Ad inizio telecronaca (che poi sia vero o meno) ho sentito che Abate e Robinho hanno espressamente chiesto di non essere convocati e che chiederebbero l’eventuale cessione. Bhe se è questa la rottura dello spogliatoio ben venga. Poi sempre su sto discorso c’è da chiedersi come mai quando c’è stata la “grande epurazione” dei senatori, causata prevalentemente da Allegri, si è sentito parlare molto poco di spogliatoio diviso, mentre adesso se uno fa uno starnuto è perchè ce l’ha a morte con Seedorf. Quello che più mi salta all’occhio è che la stessa società non sa che cacchio fare. Silvio ha altro per la testa e si è capito, Galliani ha la sindrome dell’imperatore mondiale e l’unico (forse) barlume di luce in tutto questo è la Barbara che però ha doti prevalentemente manageriali e scarsa esperienza calcistica. Vedere dei “veterani” come Arriedo Braida e Mauro Tassotti andarsene dopo un millennio di Milan, per quanto possano dare 100 giustificazioni in proposito, comunque mi fa avere delle preoccupazioni sul futuro che non vengono di certo cancellate da progetti di stadi o Case Milan varie; io voglio vedere 11 diavoli in campo e non me ne frega niente dell’ufficio figo, del museo e di Cucina Milanello.
    Riassumendo brevemente: Una stagione caratterizzata da un girone di andata inutile per motivi conosciutissimi, abbinato ad una non poco incisiva sfiga e coadiuvata da (a fine campionato si può anche dire) arbitraggi non all’altezza di una Seria A o comunque di un massimo campionato professionistico.

  3. Gli arbitraggi verso ( contro ) il Milan puzzano di avversione politica . La campagna vergognosa dei media contro Seedorf e Balotelli puzza di avversione politica e puzza anche di becero razzismo .Le divisioni fra i tifosi puzzano lontano un miglio di avversione politica. Sono anni che va cosi’ . Ora ,dati i fatti ,le jene sono piu’ ardite ma sempre jene sono. Ma ” dalli a Berlusconi ! ” significa anche ” dalli al Milan “. Volete capirlo o no ?

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