20131019_kakaCon un 2-1 in rimonta, l’Udinese ha battuto – meritatamente – un Milan privo di fiato, in una sfida che potrebbe essere tranquillamente divisa in due parti e analizzata separatamente. A fare da ideale spartiacque, l’uscita di Zapata (molto positivo fino ad allora) per un problema fisico, sostituito da Mexes, la cui prestazione sarebbe fin troppo generoso definire “inguardabile”. Grazie alla sua inconsistenza (nonostante una prova tutto sommato sufficiente del compagno di reparto Rami), si sono subito aperte delle falle mostruose in difesa, che hanno portato nel primo tempo all’intervento scomposto di Emanuelsson su Widmer (rigore sacrosanto), e nel secondo a numerose palle gol per i friulani, anche senza considerare il gol di Nico Lopez, arrivato più che altro per merito di un gran tiro dalla distanza dell’ex Roma.

La prestazione di buona parte della squadra è stata insufficiente. Anche giocatori che in questi ultimi mesi hanno retto la baracca come De Jong (che oggi non ha azzeccato un disimpegno) e Kakà (molto impreciso) si sono persi nella mediocrità, per non parlare di Emanuelsson e Nocerino, levati dal campo solo negli ultimi minuti – abitudine troppo allegriana per essere accettabile dall’uomo che dovrebbe rappresentare una svolta radicale. A salvarsi per tutta la partita il solo Balotelli, che si è dannato l’anima in tutto il campo e dai cui tiri sono arrivati gli unici veri pericoli da parte rossonera di tutto il secondo tempo, rintuzzati da un buon Brkic.

Eppure il leitmotiv della prima mezz’ora di gioco era stato ben altro. Era sembrato un compendio degli elementi migliori della squadra vista a Verona: una grande che gioca da grande contro una provinciale che gioca da provinciale, una squadra con un’identità spiccatamente offensiva ed efficace, dove anche un giocatore come Birsa è riuscito a dare il suo contributo e dove l’idea dei terzini alti ha funzionato. Ora, il problema è capire quale delle due squadre viste oggi sia davvero il Milan di Seedorf, se quella dal gioco offensivo e arioso e quella banale e lenta alla Allegri. Ma la differenza che intercorre tra le due è principalmente fisica, e il problema è che il Milan non riesce a reggere più di 30 minuti ad alti ritmi. Ma ne sarebbero serviti 90: ormai l’ultimo treno per l’Europa sembra perso.

MILAN – UDINESE 1-2
Milan (4-2-3-1): Abbiati; De Sciglio, Zapata (36′ Mexes), Rami, Emanuelson (42′ st Abate); De Jong, Nocerino (37′ st Honda); Birsa, Kakà, Robinho; Balotelli. A disp.: Coppola, Gabriel, Constant, Iotti, Mastalli, Modic, Pinato, Di Molfetta. All.: Seedorf
Udinese (3-5-2): Brkic; Heurtaux, Danilo, Domizzi; Widmer, Badu, Allan, Lazzari (48′ st Pinzi), Gabriel Silva; Fernandes (24′ st Pereyra), Muriel (30′ st Nico Lopez). A disp.: Kelava, Scuffet, Basta, Bubnjic, Douglas, Naldo, Jadson, Maicosuel, Zielinski, Di Natale. All.: Guidolin
Arbitro: Guida
Marcatori: 6′ Balotelli (M), 41′ Muriel, 33′ st Nico Lopez (U)
Ammoniti: Abbiati, Emanuelson, Birsa, De Sciglio, Mexes (M), Lazzari, Heurtaux, Danilo (U)

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.