Chissà cosa urla...

Chissà cosa urla…inter, milan, 10.

Premettiamo una cosa: non sono arrabbiato per la sconfitta in sé. La partita è stata equilibrata ed è stata, come spesso avviene nel calcio, decisa dagli episodi: da un lato Poli che spreca una mischia in area spedendola alta, dall’altro Palacio che si inventa (al limite della casualità, oserei dire) un colpo da maestro e la piazza in rete. Da un lato Guarin che meritava il rosso, dall’altro un netto rigore negato ai nerazzurri per fallo di Zapata (quando le cose devono essere ammesse, va fatto). Perdere 1-0 ci sta, non mi sembra un risultato ingiusto. Ma il culmine del degrado si è visto al 94°, quando le telecamere, dopo il gol di Palacio e l’espulsione di Muntari, hanno inquadrato Allegri. Il – si spera – futuro ex allenatore del Milan è stato catturato mentre urlava la sua solita esclamazione: “Dai, dai, dai!”

“Dai, dai, dai!”. Esattamente come al primo minuto, come se nulla fosse successo. Quei pochi secondi sono la rappresentazione di una guida tecnica incapace di risolvere i problemi della squadra, e i cui interventi hanno portato a peggiorare ulteriormente la situazione. Se si è preso il gol, infatti, è anche colpa della scelta di lasciare tutto il lavoro a centrocampo a Poli e Muntari, ormai stanchissimi, sostituendo un fino ad allora positivo Saponara con il come al solito nullo Matri. Il risultato è stato un 4-3-3 equilibrato in ogni fase – nel senso che era incapace sia di attaccare (nessuno è più riuscito a creare spazi, o, meglio, nessuno ci ha più seriamente provato) che di difendere (come l’immobilità della squadra nell’occasione del gol ha dimostrato).

Eppure i primi segnali erano positivi: il Milan aveva tenuto le redini del gioco per i primi venti minuti, e l’Inter non era stata in grado di combinare alcunché, fino ad essere schiacciata nella propria trequarti. Ma il “dai” allegriano ha sortito presto i suoi effetti, e ha dato modo all’Inter di uscire alla distanza, in concomitanza con un progressivo aumento del nervosismo da parte dei nostri. A culmine di tutto ciò, il rosso a Sulley Muntari (purtroppo sacrosanto) per un evidente fallo di frustrazione. Un buon allenatore deve essere in grado di contenere questi comportamenti, e di spronare la squadra a dare il proprio meglio, consigliandola e istruendola sul da farsi. Non ne è risultato capace nemmeno oggi, ma i dubbi sono anche su come legga le partite, considerando come “Kakà e Balotelli abbiano disputato un’ottima partita”.

Peccato che anche il nostro 22 sia risultato parzialmente impreciso in diverse occasioni, mentre su Mario il discorso è molto più complicato. Sembrano ritornati i fantasmi di inizio stagione: Balo non riesce più ad esprimere quella velocità e quella capacità di gioco che lo avevano contraddistinto nelle prime fasi della propria carriera (e della propria esperienza rossonera), e talvolta sembra persino un peso per il resto della squadra, costretta a girargli intorno senza trovare però in lui un trascinatore alla Ibra. Nemmeno un appunto, d’altro canto, sull’espulsione di Muntari, né sulla sua negativa prestazione: come unica nota positiva, forse, il “Forza Milan, v********o” rivolto ai tifosi nerazzurri, appena ricevuto il cartellino. Non sarà un campione – anzi, ma è pur sempre uno di noi.

Ma nemmeno le prestazioni più positive, tra cui quelle di De Jong, De Sciglio (che sembra finalmente recuperato, nonché assegnato al suo naturale ruolo di terzino destro) e di un finalmente decentemente considerato Riccardo Saponara, possono impedire di capire che a questa squadra, per sopravvivere, serve una e una sola decisione: quella di cambiare allenatore, e al più presto. E sta alla dirigenza – ma nulla ci fa pensare alla possibilità di telenovela-bis – scegliere: basta che sia qualcuno che ne capisca davvero. Perché, per risollevarsi dalle sabbie mobili della zona salvezza, il Milan ha bisogno di progetti seri, non di intuizioni campate in aria e “dai”.

INTER – MILAN 1-0

Inter (3-5-1-1): Handanovic; Campagnaro, Rolando, Juan Jesus; Jonathan, Taider (57′ Kovacic), Cambiasso (83′ Icardi), Zanetti (68′ Kuzmanovic), Nagatomo; Guarin; Palacio. A disposizione: ?Carrizo, Castellazzi, Andreolli, Belfodil, Mudingayi, Wallace, Ranocchia, Samuel, Pereira. Allenatore: Walter Mazzarri
Milan (4-3-2-1): ?Abbiati; De Sciglio, Bonera, Zapata, Constant (46′ Emanuelson); Poli (88′ Pazzini), De Jong, Muntari; Kakà, Saponara (75′ Matri); Balotelli. A disposizione: Gabriel, Coppola, Mexes, Nocerino, Cristante, Zaccardo. Allenatore: Massimiliano Allegri
Arbitro: Mazzoleni
Marcatori:86′ Palacio
Ammoniti: De Sciglio, Constant, De Jong, Balotelli (M), Guarin, Rolando, Juan Jesus (I)
Espulsi:Muntari (M)

 

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.