Barcelona v AC Milan - UEFA Champions League Round of 16Le consuetudini del Barça (gol in probabile fuorigioco, rigore del primo gol alquanto dubbio, fischi arbitrali sempre in favore dei blaugrana) non devono trarre in inganno. L’undici di Martino ha meritatamente sconfitto una piccola provinciale come la squadra di Allegri di oggi (che è quasi difficile chiamare Milan, se per Milan intendiamo la squadra che ha fatto tremare il mondo negli ultimi 114 anni), capace soltanto di schierarsi con un deleterio 4-4-1-1, al quale la squadra non era abituata, e che mai può sortire alcun effetto se non si schiera una prima punta di peso – e Robinho non lo è, non è in grado di giocare spalle alla porta – e se si gioca con esterni bassi quali Poli, a cui va comunque dato atto di aver contribuito alla causa, e Muntari, forse tra i migliori in campo degli avversari in quanto ogni palla passatagli veniva persa o passata all’indietro.

Insomma, la mossa inconsulta di Allegri è quella di far giocare da piccola una squadra che non ne ha le caratteristiche, che non ha gli uomini, soprattutto sugli esterni (mentre al centro, la maggior parte delle volte, De Jong si è dannato l’anima), per fare catenaccio, né quelli per le ripartenze veloci, sicuramente non nel DNA di uomini come Muntari o Montolivo. Il risultato è stato uno dei peggiori Milan che io ricordi di aver visto, incapace di concretizzare le numerose occasioni ottenute nel periodo di appannamento dei blaugrana nella prima fase del secondo tempo, quando è stato forte di uno svantaggio, grazie all’autorete di Piqué (che dobbiamo anche imputare a un bel guizzo di Kakà), di un solo gol, e della presenza in campo di Balotelli, comunque risucchiato dopo una partenza fiammante nella mediocrità generale.

Ma lo stesso si può dire per tutti gli altri, compreso in alcuni frangenti quel Kakà che tanto bene aveva figurato nella sfida di San Siro e sul quale erano riposte le speranze dei rossoneri: il lavoro dietro era troppo perché potesse aiutare nell’egregia maniera avvenuta due settimane fa, e l’isolamento davanti non ha giovato al brasiliano, che comunque ci ha messo come al solito il cuore. Ma, a prescindere dalle prestazioni dei singoli (oberati dall’impegno delle ultime settimane) e dal prevedibile risultato finale, quello che non accetto è sentire le solite scuse di Allegri. Come può lamentarsi delle assenze colui che coordina gli allenamenti e a cui è imputabile una preparazione tanto deleteria? Come può imputare alle assenze una partita completamente male interpretata? Come può ignorare che il 50% dei gol subiti discendono da azione di calcio di punizione? Nessuno potrebbe, in un ambiente normale: lui può, perché ha le spalle ben coperte. E pensare che allenatori ben migliori sono stati presi a pesci in faccia, e cacciati per poi venire additati come traditori…sì, rimpiango il giuda Leonardo e il suo 4-2-fantasia, rispetto a un allenatore del genere. E sto arrivando a temere per la sfida con il Chievo, perché così si rischia la figuraccia.

P.S.: Non per difendere Balotelli…ma se lui avesse fatto una doppietta con un gol su rigore dubbio, si starebbe scherzando su “Rigorelli”. Ora non sento nessuno parlare di “Rigoressi”.

BARCELLONA-MILAN 3-1 (30′ (rig), 83′ Messi, 39′ Busquets; 45′ Aut. Piquè)
Barcellona (4-3-3): Valdes; Dani Alves, Mascherano, Piquè, Adriano; Xavi(88′ Song), Busquets, Iniesta(78′ Fabregas); Sanchez, Messi, Neymar(85′ Pedro).
Milan(4-4-1-1): Abbiati; Abate, Zapata, Mexes, Emanuelson; Montolivo, De Jong, Muntari, Poli(74′ Birsa); Kakà(84′ Matri); Robinho(45′ Balotelli).
Ammoniti: 
29′ Abate, 32′ Muntari, 56′ De Jong, 62′ Sanchez

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.