RobinhoSembrava impossibile, ma un punto dalla sfida di San Siro col Barça è arrivato. Confermando come, se ci si mette, il Milan riesca a fare qualcosa: soprattutto quando a menare le danze, finalmente, è tornato un grande campione come Ricardo Kakà. Ho espresso personalmente numerose riserve sul suo ritorno, ma quando si tratta della pura tecnica più che del piano fisico (ancora debole), il numero 22 ha mostrato di non essersi dimenticato come si gioca a calcio, con il pregevole assist per Robinho e numerosi cambi di ritmo in qualunque zona del campo (Constant dopo stasera dovrà erigergli un monumento).Caricando fisicamente e psichicamente numerosi suoi compagni (Montolivo) e al contempo mostrando di aver davvero meritato nella sua carriera la qualifica di campione: ed è stridente il contrasto con il più famoso esempio di campione mediatico, quell’osannato e strapagato Neymar contro il quale è bastato un Abate non in ottima forma affinché scomparisse dal campo. Il peggiore della partita, probabilmente, e se ne sarà accorto anche Martino.

Il pareggio è stato un risultato giusto: poteva finire in qualunque modo, dato che entrambi i gol sono arrivati da cappellate assurde dei centrali (la coppia Piqué – Mascherano, nonostante il blasone, non si è comportata molto meglio di quella Zapata – Mexes: il francese si è anzi rivelato insolitamente solido), e che i blaugrana hanno avuto la palla del 2-1 sui piedi di Adriano (fuori) e Fabregas (praticamente un passaggio ad Amelia), mentre le nostre frequenti ripartenze, nelle quali, con una verve rara nelle ultime quattro stagioni europee, siamo stati in grado di sfruttare buona parte delle amnesie difensive del Barça (perché ce ne sono, e anche abbastanza, per la maggior parte imputabili a Mascherano), hanno condotto ad una palla smorzata di Muntari e all’incredibile occasione sciupata da Robinho, che in posa plastica per un tiro da cineteca si è visto scivolare goffamente la palla tra le gambe. Ah, se ci fosse stato Balotelli su quel pallone…

Nonostante un tale errore (che da solo basta a caratterizzare negativamente la prestazione del numero 7 brasiliano), possiamo comunque ritenerci soddisfatti: nessuno avrebbe previsto un risultato utile, partendo ad handicap date le numerose assenze, le scarse condizioni dei presenti (Robinho, Kakà e Birsa erano evidentemente sulle gambe, Balotelli ha risentito ancora del problema), il clima teso e la deficitaria guida tecnica (che ha azzardato Constant terzino sinistro, ruolo nel quale si sono passati due mesi a sperimentare con buon successo Emanuelsson). Per il solo gol preso, comunque, va ringraziato Amelia, sempre pronto sulle palle inattive e reattivo nelle uscite. Qualcosa, in sostanza, a cui in rossonero avevamo perso l’abitudine: e si spera che, anche grazie a Gabriel, non sia un una tantum, se ci teniamo a comparire anche in futuro sui maggiori palcoscenici europei.

MILAN – BARCELLONA 1-1
MILAN (4-3-3)
 Amelia; Abate, Zapata, Mexes, Constant; Montolivo, De Jong, Muntari; Birsa (dal 35′ st Poli), Robinho (dal 19′ st Balotelli), Kakà (dal 26′ st Emanuelson). A disposizione: Coppola, Silvestre, Nocerino, Matri. Allenatore: Massimiliano Allegri.
BARCELLONA (4-3-3): Victor Valdes; Dani Alves, Piquè, Mascherano, Adriano; Xavi, Busquets, Iniesta; Sanchez (dal 29′ st Pedro), Messi, Neymar (dal 36′ st Pedro). A disposizione: Pinto, Bartra, Montoya, Song, Tello. Allenatore: Gerardo Martino.
Marcatori: Robinho (M) al 9′, Messi (B) al 23′
Ammoniti: Sanchez (B) al 33′, Montolivo (M) al 41′, Muntari (M) al 79′, Fabregas (B) all’81’ per gioco scorretto.

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.