JJ057-578305-01-02-20130727-183835--473x264La prima partita della International Champions Cup (nonché l’unica programmata in territorio europeo) è stata portata a casa dal Milan, con un abbastanza convincente 2-1 sul Valencia, da cui usciamo meglio di quanto ci si sarebbe aspettato dopo la magra figura fatta al Trofeo Tim. I gol del Milan sono maturati nel primo tempo, con Robinho veloce a riscattare il secondo errore dal dischetto in pochi giorni e De Jong, autore di un gol da cineteca. L’olandese – ancora una volta vero rinforzo del centrocampo rossonero, in attesa di qualche necessario ritocco – è stato il migliore dei rossoneri, offrendo già una dimostrazione della buona riuscita delle operazioni di riabilitazione. Altro giocatore il cui apporto in mezzo al campo è stato decisivo è Andrea Poli, che ha coniugato, in una maniera che ricorda alla lontana il miglior Pirlo, classe nelle giocate e concretezza nella fase di costruzione del gioco.

I rossoneri hanno però pagato l’assenza di un riferimento offensivo certo: senza Balotelli, sono stati impiegati prima Petagna (non ancora a suo agio con i ritmi della squadra, comunque volenteroso) e Robinho (tra l’altro uscito dal campo infortunato), poi Niang (due palloni toccati in un quarto d’ora) ed El Shaarawy (stesso discorso di Niang, con dieci minuti in più all’attivo). E, usciti De Jong e Poli per Muntari, bravo ma penalizzato dalle fatiche del Ramadan), e Cristante, per cui valgono le stesse considerazioni fatte per Petagna, la squadra ha perso consistenza e verve, calando lentamente di fiato e ritornando ai soliti schemi del precampionato allegriano: otto in difesa e lanci lunghi per due attaccanti. Può funzionare, ma non se a raccogliere i lanci ci sono Emanuelson ed El Shaarawy. E soprattutto, non se a lanciare ci sono Antonini e Zaccardo.

Con Antonini per tutta la partita (anche, nella parte finale, con indosso la fascia di capitano: brividi di vergogna…), Constant come al solito ben più abile a spingere in avanti che a difendere, e Bonera ad avvicendarsi con Zaccardo, la qualità è quella che è, e, come già detto, la condizione fisica generale è indegna di una squadra che tra pochissime settimane deve giocarsi l’obiettivo più importante della stagione, ma i meccanismi difensivi vanno rivisti. Perché non è possibile che in quasi tutte le azioni degli ultimi venti minuti di gioco la difesa si sia lasciata penetrare da Fede al centro e da Viera sul centrosinistra, e gli errori nell’azione del gol del Valencia sono madornali. Fortunatamente, in alcuni casi Gabriel ci ha messo una pezza in maniera egregia: il giovane ex portiere della Primavera è, nel bene o nel male, il classico brasiliano, che alterna ottimi gesti tecnici a mostruose cappellate. Ma, a mio parere, è un diamante grezzo: ci si può lavorare molto e bene.

VALENCIA – MILAN 1-2
Milan: Abbiati (45′ Gabriel); Antonini, Bonera (72′ Zaccardo), Mexes, Constant; Poli (45′ Muntari), De Jong (62′ Cristante), Nocerino; Boateng (68′ El Shaarawy); Robinho (25′ Emanuelson), Petagna (82′ Niang).
Valencia: Guaita, Rami, Jonas, Feghouli, Banega, Joao, Javi Fuego, Ricardo Costa, Dani Parejo, Mathieu, Alcacer.
Marcatori:22′ Robinho, 38′ De Jong, 53′ Parejo.

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.