Doppietta decisiva di Giampaolo Pazzini

Doppietta decisiva di Giampaolo Pazzini

Il rumore dei nemici, come direbbe Mou, è già forte: si parlerà dei dubbi sul rigore finale – evidente per chiunque non sia lobotomizzato, dato che il piede del difensore rossoazzurro prende quello di Balotelli ignorando il pallone – e del mancato “fair play” sul secondo gol di Pazzini: peccato che Gomez abbia accentuato il tutto nella maniera del peggior Busquets, e che nessuno sia obbligato a mandare fuori il pallone in assenza di un fischio dell’arbitro. Ma siamo riusciti, per un’altra giornata ancora, a scacciarlo, esattamente come siamo riusciti a metterci ancora per un po’ dietro l’ombra della Fiorentina: è arrivata una vittoria insperata dopo sessantasette minuti, ed è arrivata grazie al decisivo contributo di Giampaolo Pazzini.

Balotelli – a parte la prima metà del primo tempo e il rigore – ed El Shaarawy – a parte l’azione del terzo gol – si sono evidentemente seduti sugli allori, non riuscendo da tempo a segnare su azione e lasciandosi andare non solo al nervosismo, ma anche a comportamenti censurabili (caro Stephen, non sei Cristiano Ronaldo: non ti puoi aggiustare la cresta durante l’intervallo!). Pazzini, invece, è stato subito pronto ad entrare dalla panchina, con un grande sfoggio dell’umiltà già dimostrata in questo campionato: e in nove minuti ha cambiato una partita che al momento del suo ingresso sembrava persa, non solo sul piano numerico ma anche su quello morale, mettendo lo zampino sui due gol della rimonta e mostrando ai compagni una carica ed un’energia esemplari. Carica dimostrata anche da Mathieu Flamini, ancora a segno con una straordinaria ascesa nel finale di stagione.

Resta comunque vergognoso che una rimonta sia stata necessaria. In una partita dominata, abbiamo sprecato di tutto e di più, con la scarsa mira di Boateng spesso rivelatasi decisiva – e onore al merito di Frison, che ne ha prese tantissime – e appena ci si è scoperti, la difesa rossonera ha dimostrato le sue manchevolezze e l’assenza di una vera alchimia, in particolare sui calci piazzati (il primo gol subito è quanto di più vergognoso si possa vedere, in una squadra dalla supposta inclinazione europea): come al solito, si è distinto in negativo Ignazio Abate, sempre in ritardo sull’avversario marcato. Del resto, cosa ci possiamo aspettare, quando a coordinare il tutto è un allenatore in balia dei capricci dei singoli, che ritarda di venti minuti un cambio che sarebbe stato già necessario a metà partita, incapace di farsi sentire di fronte alla dirigenza, sbeffeggiato dal suo stesso presidente?

Ormai non ci si stupisce più di niente, in casa Milan. E quasi si è stupito Allegri, probabilmente conscio dei danni arrecati alla squadra dalla sua gestione, che dalla curva Sud (che, bisogna sottolinearlo ancora una volta, non è una reale rappresentazione del sentore dei tifosi rossoneri) sia arrivato uno striscione di solidarietà nei suoi confronti. Ma certi ambienti li conosciamo…vi fidereste?

MILAN – CATANIA 4-2, SAN SIRO 28.04.13
Milan (4-3-3): Amelia; De Sciglio, Bonera, Mexes, Abate; Flamini, Montolivo, Nocerino (22′ st Pazzini); Boateng (43′ st Niang), Balotelli, El Shaarawy (36′ st Muntari). All.: Allegri.
Catania (4-2-3-1): Frison; Izco, Legrottaglie, Rolin, Marchese; Almiron (37′ st Biagianti), Lodi (43′ st Capuano); Castro, Barrientos, Gomez; Bergessio. All.: Maran.
Arbitro: Massa
Marcatori: 30′ pt Legrottaglie, 45′ pt Flamini, 65′ st Berghessio, 74′ e 77′ st Pazzini, 92′ rig. Balotelli.
Ammoniti: Frison (C), Legrottaglie (C), Marghese (C), Barrientos (C), Berghessio (C), De Sciglio (M), Flamini (M), Balotelli (M).

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.